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Yusa – il nuovo fenomeno da Cuba

Straordinario concerto ieri sera al Centro Cultural Pablo de La Torriente Brau, ospite Yusa che sta portando in giro il suo Haiku tour. Yusha è una delle voci emergenti del panorama musicale cubano che in poco tempo ha conquistato moltitudini di fans in tutto il Latinoamerica, ha ottenuto una nomination ai prestigiosi BBC World Music Awards ed ha ottenuto un immediato enorme successo negli Stati Uniti, in Giappone, Francia e Danimarca oltre a notevoli riscontri un po’ ovunque nel resto del mondo. Yusa oltre che straordinaria vocalist, da molti è considerata la più bella voce di Cuba, è anche autrice delle sue canzoni e polistrumentista, sa esprimere un’incredibile energia musicale in costante evoluzione, la sua fusion, frutto di un fecondo incontro tra tradizione trovadoresca e modernità, spazia dal son, al rock, al jazz in un crescendo coinvolgente ed emozionante.

Coloro, e sono tanti, che credono che la musica cubana sia solo la ripetizione della pur bellissima tradizione dei nonni del Buenavista Social Club, della salsa, del son, del mambo, della rumba e del cha-cha-cha, farebbero bene a ricredersi. Se Yusa è un fenomeno ormai di dominio mondiale, l’eccitante modernità di idee della musica cubana del nuovo millennio è indiscutibile, chi ha avuto la fortuna di vedere il bellissimo film Habana Blues ne ha potuto avere un saggio. Ma la vivacità della musica cubana è ben altro, non c’è movimento musicale di qualche spessore che non trovi a Cuba una sua dimensione, con l’aggiunta dell’originalità che contraddistingue i musicisti cubani che mai si limitano a copiare ma sempre aggiungono la loro straordinaria spontaneità. Oltre alla sua esibizione accompagnata dalla sua band, Yusa ha regalato la gradita sorpresa di un invitato speciale, Robertico Carcacès, giovane leader del gruppo fusion Interactivo, altro interessante esperimento musicale che sta riscuotendo numerosi consensi.

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Dopo aver assistito ad un concerto simile non si possono che fare alcune considerazioni inevitabili per chi, come il sottoscritto, proviene dal mondo cosiddetto “democratico”. A Cuba qualsiasi genere musicale viene sempre offerto con quel sorriso spontaneo che contraddice il popolo cubano e che quasi mai affiora nelle esibizioni degli artisti del mondo capitalista che non possono che esprimere la durezza e la tristezza di un sistema basato sull’ingiustizia, sulla repressione nascosta ma feroce, sullo sfruttamento disumano e sulla finzione che stronca qualsiasi spontaneità. Proprio la spontaneità è quella che fa la differenza qui a Cuba, un artista si esibisce per passione, per il piacere di esprimere la sua arte, di regalarla a chi ascolta senza secondi scopi, senza mossette stupide e look studiati a tavolino per costruire il personaggio da “vendere”. Qui si può assistere ad un concerto e tornarsene a casa con la sensazione di avere respirato aria di libertà e di umanesimo. In barba ai censori nostrani, pagati per scrivere peste e corna contro l’isola che resiste e tutte quelle realtà che si oppongono ai crimini dei loro padroni. Che tristezza pensare a Feltri, Belpietro, Sallusti, Emilio Fede e a quel lungo elenco di “grandi giornalisti” incapaci da sempre di sorridere spontaneamente “con quelle facce un po’ così, quell’espressione un po’ così” che somigliano a maschere grottesche sprezzanti e spaventose. Che duro prezzo si paga per avere un conto in banca…. Anche per questo GRAZIE YUSA per il bellissimo regalo di amore e di umanità.

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