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VINICIO CAPOSSELA -€“ Rebetiko Gymnastas

Stanco e perduto. Ma ero felice quando me ne andai di casa. Così Vinicio cantava nel 1990. E da allora, Capossela è uno spirito errante. New York, Livorno, Amburgo, il sudamerica, Cabo Verde, il Salento, Lubecca, Spessotto, Mosca, la Jugoslavia, Scicli, la Sardegna. Sopra e sotto il mare. L’inquietudine che lo spinge alla continua ricerca di approdi lo fa ora attraccare in Grecia, ad un anno dai viaggi epici di Marinai, profeti e balene. Il capitano Capossela scende così dalla sua imbarcazione con accanto l’ammiraglio Marc Ribot e i sottotenenti Alessandro Stefana e Glauco Zuppiroli. Ad attenderli, sulla riva ellenica, gli indigeni Kaiti Ntali, Socratis Ganiaris, Manolis Pappos, Vassili Massalas e Ntinos Chatziiordanou. I primi portano in dono alcune delle loro pietre preziose, gli altri i loro tesori. La spiaggia di Atene si colma di gemme rebetiche. Ecco affiorare una Misir Lou come l’avevamo ormai tutti dimenticata. Ecco l’infinita solitudine di una Los Ejas de mi carreta caduta dal barroccio scassato di Atahualpa Yupanqui. Ecco i ciondoli di Rebetiko e Contratto per Karelias. Ecco l’amore inesauribile di Canciòn De Las Simples Cosas e Con una rosa, così forte da non poter essere colmato. Ecco una Contrada Chiavicone popolata di tekedes e Caffè Aman. Ecco la zoppicante marcia funebre dedicata alla Signora Luna. Ecco il passo a stantuffo di Corre il soldato e quello da€™ atleta di Gimnastika. Ecco disseppellita una Morna prigioniera della sua stessa ruggine malinconica. Ecco i falsi inviti alla fuga di Non è l’amore che va via e Scivola vai via dove, in tempi non sospetti, Vinicio indagava uno dei temi pregnanti del rebetico ovvero quello dell’assenza subita. Ecco arenarsi sulla spiaggia greca la bottiglia di Come prima, lanciata dal mare ligure da Tony Dallara nel lontano 1957. Rebetiko Gymnastas è l’ennesima tappa inquieta del viaggio interiore di Capossela. Noi si resta qui a meravigliarci della bellezza. Come se fosse stata inventata solo ieri. Come se dovesse sfuggirci di mano, veloce ed irripetibile come un giro di bouzouki. Come se domani tutto fosse già  troppo tardi. Alleniamoci, dunque.

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About Franco Lys Dimauro

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Nato a Noto, vivo a Ragusa, classe 1970. Inizio ad ascoltare musica giovanissimo. A scriverne un po' dopo. Dapprima (fine anni '80/primi '90) per svariate fanzine (Misty Lane, Born Loser, Succo Acido, Sottosopra, Sulla Strada, Papa Oom Mow Mow, Big Sur, ecc. ecc.) e come opinionista per alcune riviste a tiratura provinciale e regionale. Lo sbocco "professionale" avviene nel 1997. Prima per Rock Sound, appena "importato" in Italia, l' anno successivo per Rumore. Contemporaneamente collaboro con Claudio Sorge alla nascita di Metallic KO e con Rosario Ciccarelli per quella di Fun House, fino alla loro "congelazione" editoriale. Attualmente collaboro, oltre che con Rumore, ai magazine online Musicletter e Succo Acido. Al 1994 risale invece l' inizio della mia attività come speaker radiofonico prima e come responsabile programmazione per emittenti locali. Come musicista, dopo la morte di Joey Ramone, sono rimasto l' unico chitarrista al mondo ad essere riuscito a non imparare a suonare per oltre venti anni. Ma come critico musicale ho fatto anche peggio, credo.

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