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Tenco 2013 – La 37esima edizione della Rassegna della Canzone d’autore vista da Bravonline

Si è conclusa la 37esima edizione della Rassegna della Canzone d’autore, svoltasi nell’elegante Teatro del Casino di Sanremo, dal 2 al 5 ottobre.

Il modo migliore per separarsi dolcemente – e senza traumi – dalle sensazioni, le suggestioni, i suoni, le polemiche, le domande, i confronti, le immagini, i sorrisi, il vino, gli amici e la focaccia di Recco, è ascoltare subito l’ottimo Siamo in Tenco, un doppio cd, prodotto dal Club Tenco e da Alabianca – con il contributo della Siae – che raccoglie ‘nuovi progetti della canzone d’autore’: sono live – tratti dalle precedenti edizioni – che danno una immagine chiara di come in Italia, malgrado le difficoltà e la crisi – anche di idee – vi sia ancora voglia di musica di qualità. Di farla, di apprezzarla, di permettere a tutti noi di rendere più bella la nostra vita.

Recita il provocatorio e ironico titolo del nuovo libro di Enrico Deregibus (presentato sabato e di cui avremo modo di parlare in altra occasione): Chi se ne frega della musica?

Di certo frega a chi accorre ogni anno nella cittadina ligure per partecipare a questa manifestazione, ed interessa a chi la organizza in mezzo a mille difficoltà. Perché credo non sia mai abbastanza chiaro ai vari detrattori che questa rassegna è ‘fatta’ a mani nude da un gruppo di persone volontarie che lavorano tantissimo fino allo stremo, in pochi, senza percepire una lira.

Il cosiddetto Premio Tenco viene considerata una istituzione, come fosse una specie di ‘non luogo statale’. Invece stiamo parlando di un Club privato, che vuole avere il diritto di restare se stesso nel naturale mutamento; cambiare eppure essere sempre se stessi è quello per cui ognuno di noi combatte tutti i giorni. Per questo lottiamo, ci arrabbiamo e chiediamo aiuto.

Anche il Club Tenco ha questo diritto e se viene percepito come una istituzione, è perché l’autorevolezza che ha acquisito in quaranta anni – con tutti i difetti e l’autoreferenzialità di cui spesso si discute – ne fa un punto di riferimento fondamentale per la canzone d’autore e di qualità (la canzone d’arte come la chiamano alcuni); e perché ogni anno quello che si produce non è solo musica e lazzi aftershow: essa crea sinergie, discussioni, spinte, contatti, progetti futuri; fa da catalizzatore.

Armando Corsi e Fausto Mesolella,
Armando Corsi e Fausto Mesolella al dopoTenco

È necessario che tutto questo torni a essere ritrasmesso a livello nazionale; ed è necessario perché è un presidio di resistenza civile e culturale; perché ne abbiamo bisogno più del pane; ne hanno bisogno le anime assetate di bellezza. Quindi – senza mai abbandonare il senso critico delle cose, anzi, contribuendo ad avviarla all’evoluzione, all’incontro con quel rinnovamento cellulare di cui ogni organismo ha bisogno per restare se stesso – AIUTIAMOLA questa Rassegna; diamo il nostro contributo; a che serve dire che non vi è più abbastanza attenzione sul Tenco, se poi siamo noi i primi a non parlarne? E come facciamo a non renderci conto dello sforzo che è stato fatto per realizzarla quest’anno, senza una lira?

Venti proposte musicali diverse, quattro serate, e molti eventi pomeridiani.

Noi di Bravo siamo arrivati venerdì e possiamo raccontarvi solo delle due serate conclusive, quando tra artisti e giornalisti discutevamo del Premio Tenco 2013: la rockstar cinese Cui Jian, che scrisse l’inno dei ragazzi di Piazza Tien an Men (tradotto da Francesco Baccini, in grande forma sul palco in versione rock) e che ha suonato con i Rolling Stones; la stessa sera in cui ancora una volta – e ancora con passione – saliva sul palco della Rassegna Alessio Lega (cantastorie di resistenza e di resistenze) e per la prima volta, invece, vi saliva Luca Barbarossa; si è discusso a lungo per capire se la produzione musicale dell’artista romano abbia la ‘dignità’ di canzone d’autore; la mia sensibilità personale mi fa navigare in acque lontane dalle sue, però non si può non riconoscere la sua professionalità e la perizia tecnica, ma soprattutto il rispetto e l’impegno evidenti nel fare una proposta musicale adeguata alla situazione; la sua emozione per essere stato invitato era palese e commovente; anche di Niccolò Fabi, solo con la sua chitarra e freschissimo di Targa Tenco con il suo Ecco, miglior album in assoluto, va assolutamente riconosciuta la forza dell’interpretazione sul palco, davvero notevole.

Frankie Magellano al Tenco 2013
Frankie Magellano al Tenco 2013
E vorrei segnalare anche la presenza scenica e la potenza di Frankie Magellano, uno che sembrava – già soltanto guardandolo in viso – capitato lì per caso… e invece quello spaesamento si è rivelato alla fine uno dei momenti musicali migliori delle due serate a cui abbiamo potuto partecipare.

Però il miracolo vero è stato un altro; un miracolo non organizzato o previsto o ricercato (sennò che miracolo sarebbe stato?), reso possibile dall’intuizione improvvisa del direttore artistico Enrico De Angelis, quando i due più grandi chitarristi italiani, Armando Corsi e Fausto Mesolella, hanno suonato insieme nel silenzio, la sorpresa e la commozione generale.

Che quando ti trovi in quei momenti hai chiaro in testa – anche se non hai le parole per dirlo – il motivo per cui nella musica nessuna decrescita può essere felice; e che essere stati presenti è stato un lusso vero; un diamante che ti appunti come spilla sul cuore.

Ed è lì che capisci che è proprio questo il senso del tutto e che – per dirla come il presentatore Antonio Silva – questo è il Tenco.

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