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System Of A Down: “Ci vuole uno psicologo. Fa male il fatto che la band non sia riuscita a comporre nuova musica”. L'intervista

Nuovo album in vista per i System Of A Down? I fan lo attendono da tanto, ma è ancora prematuro parlarne. La band, infatti, sta attraversando un periodo di stallo che non riescono a spiegarsi nemmeno loro. Ne ha parlato ai microfoni della radio americana KROQ il bassista Shavo Odadjian: “Ci vogliamo ancora tutti bene, non è successo niente – ha spiegato – nessuno ha fatto un torto a nessuno, nessuno è arrabbiato. Penso sia solo una questione artistica”.

In realtà, lo stallo dura da parecchio, considerando che da Mezmerize e Hypnotize sono passati ben 12 anni; sembra davvero assurdo che in tutto questo tempo i System non siano riusciti a rientrare in studio. Di fronte alla possibilità di un nuovo album in futuro, il bassista ha spiegato: “Fosse per me lo farei adesso, ma bisogna essere in quattro per farlo. Io ci spero perché abbiamo davvero tanto materiale – ha raccontato – abbiamo scritto materiale per gli ultimi 10-12 anni, tutti noi scriviamo. Io personalmente ne ho molto, così come Daron e Serj, ma non so se metteremo insieme tutto quanto. Non so cosa stia succedendo”.

Ma allora qual è il problema dei System? In apparenza nessuno, ma in realtà ci sarebbe una divergenza di opinioni tra il chitarrista Daron e il cantante Serj, sia per ragioni creative che per ragioni finanziarie. E così la band resta ferma, ma lo stesso non si può dire di loro due: Tankian, a parte i recenti tour con i System, negli ultimi anni si è concentrato molto sui suoi lavori solisti; la stessa cosa sta facendo anche Malakian, che a luglio con il suo side project Scars on Broadway ha pubblicato un album dal titolo Dictator.

Non posso parlare per loro – ha continuato Shavo – io non porto rancore verso nessuno. Ma questa situazione fa male, perché io voglio suonare, voglio fare musica e voglio comporre un nuovo album, non sono entrato a far parte di un gruppo e non sono diventato famoso per poi smettere di suonare. Ma la situazione è questa e io non posso forzare nessuno a salire sul palco, né a entrare in studio”.

Durante la trasmissione radiofonica, un altro ospite ha fatto notare a Shavo che forse i System avrebbero bisogno di una sorta di psicologo o di coach, come quello che si vede nel documentario Some Kind of Monster dei Metallica: “Sì, ho considerato l’idea – ha commentato a  tal proposito il bassista – sarebbe bello avere qualcuno che si sieda in mezzo a noi e ci dica cosa fare. Ma non è così, non è che qualcuno ha fatto qualcosa contro un altro e dunque non ci serve un coach che ci spieghi come e perché uno di noi ha sbagliato”.

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