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Sanremo 2014 – Prima serata – #senzafiltro

Sono a lavoro sulla costa abruzzese, ho la tv in appartamento, ma per problemi di antenna non si vede rai1.

Allora mi organizzo con il pc e il mio lumia che sfreccia più di un aifòn e sono pronto.

Ieri ho scritto di come Sanremo debba essere una vetrina per il nostro spettacolo, oltre che evidentemente una possibilità di promuovere una manciata di canzoni in modo deciso e chiaro in mezzo alla rarefazione del web degli ultimi anni.

Chiedo sempre molto a questa trasmissione-evento, non mi piace quasi mai, ma la vedo e da qualche anno ne scrivo, e sono sempre contro chi vorrebbe non ci fosse e contro anche quelli che credono che averci visto i primi gorgheggi di Ramazzotti, Pausini & C. appartenga alle cose onorevoli succedutesi sul palco dell’Ariston.

Io credo che se dovessi ricordare ciò che mi è piaciuto in passato al Festival devo elencare Sergio Caputo che tira il collo ai fiati dell’orchestra Rai con “Flamingo”, il contrabbasso in “A Che Servono Gli Dei” di Rossana Casale, “E Poi” di Giorgia (ad oggi l’unica bella canzone, seppur classic-pop, cantata dalla ex-talentuosa romana) usurpata della vittoria nella sezionegiovani dalla Pausini, cosa che lasciò senza parole anche un incredulo Bocelli, gli Aereoplani Italiani con “Zitti Zitti”, cose così… non certo le pessime esibizioni in “giro di do” di tutti quei fenomeni da Sanremo che per fortuna non ci sono più da un paio di edizioni…

Ora, leggendo in giro il malcontento pilotato e sterile contro compensi e spese “folli” di Sanremo mi piacerebbe tentare una provocazione:

Sanremo non c’è.

Non si fa…

Che succede?

Niente…

Le fabbriche chiudono ugualmente, il governo continua a prenderci in giro, Fazio e i professionisti dello showbiz continuano a prendere i loro compensi con qualche altro evento, magari convention commerciali, e forse l’unica manifestazione-evento dai connotati italiani al 100% svanisce, ecco tutto.

Io sono orientato da sempre con chi vorrebbe ripensare Sanremo, studiarlo, progettarlo, renderlo bello, forte, innovativo e propositivo di stili e artisti, non soltanto cacciatore di quelli già consolidati e spesso abusati!

Inizia la diretta

Pif si diverte col suo pass io attendo i suoi prossimi pre-serata… Ah! Sanremo in realtà è San Romolo!

Detto ciò attendo l’apertura del sipario… che non va, si blocca.

Entra Fazio balbettante come quando intervista uno importante, antipatico, che non vorrebbe rispondere alle domande scomode e quindi lui non gliele fa e finge impacci alleggerenti.

Ma qui l’impaccio è vero…

Si va avanti, la scenografia appare e… c’è, per carità, ma nulla di semplicemente sorprendente come quella dell’anno scorso che illuminò i miei occhi di scenografo dilettante come l’uovo di Colombo quelli del Cardinal Mendoza.

Sceneggiata preventiva di due disoccupati-poi si capirà-campani: solo loro si sarebbero potuti prestare a questa pièce teatrale atta ad integrare il festival con i malumori della piazza, intelligente e prevedibile, se vogliamo, da parte degli autori la mossa di rendere utile anche a loro la buona riuscita del festival.

Io sono preoccupato per le teste mobili e i fari maltrattati dai due manifestanti.

Compleanno di Faber… e già qui si accendono gli allarmi che posseggo sparpagliati dappertutto lungo il corpo quando assisto ad una qualsivoglia forma di intrattenimento: qualcosa non va, le belle sensazioni di fluidità e novità, di coraggio e convinzione dell’altro anno non appaiono nemmeno per un omaggio al grande De Andrè.

Per carità l’informale interpretazione di Liga non è male , alla faccia di tutti i soliti italioti dell’ultim’ora che “De Andrè non è mai andato al Festival quindi… “ quindi cosa? Non si sarebbe dovuto omaggiare?

E poi la canzone cantata è di Mauro Pagani, Direttore Artistico del festival… potrà farne ciò che vuole?…

No, non è l’omaggio, neanche la presentazione e neanche la regia (distratta e lenta) che mi allarmano, ma una seriue di piccolezze, di indecisioni infinitesime che si accumulano, che appesantiscono ogni sketch o battuta, ogni cambio di scena… si sommano e pesano come un macigno, come se la scenografia venisse giù con tutti i musicisti sopra…

Non va.

Sanremo è inceppato.

Intanto Fazio legge la lettera dei due disoccupati campani, riprende il discorso dell’utilità (sacrosanta) di produrre anche eventi simili… ma poi non giustifica lo sforzo fatto con un risultato degno.

Lucianina entra accompagnata da efficace coreografia, legge la sua letterina introduttiva esilarante, ma prevedibile e inizia la gara.

– Arisa canta “Lentamente (il primo che passa)” scritta anche da Cristina Donà e la canzone è un po’ diagonale e tendente all’originale, ma sembra artificiosa e pur mantenendo lo stile pop melodico non sembra andare da nessuna parte.

Lei “usignoleggia” troppo e quindi leviga eccessivamente una canzone già senza troppo carattere, non brutta, ma insomma…

È la volta di “Controvento”, secondo brano, mi sorprendono un paio di indecisioni vocali, inconsuete per lei, l’arrangiamento da spazio all’oboe (si, quello era un oboe) e anche questa resta in una media mimetica del pop nostrano…

Tito Stagno è il primo degli ospiti che leggeranno i verdetti del televoto e con 5 minuti di spensierata loquacità dimostra che “the classi s not the water” e decreta il passaggio di “Controvento” alla serata di Giovedi!

– Frankie Hi NRG attacca debolmente “Un Uomo è Vivo”, il suo rap è troppo basso, non mi resta neanche una frase in mente e mi scopro distratto… assente… non mi prende per niente.

Devo dire che ultimamente da fan dell’Hip-Hop vero, spiazzante sorprendente, non mi trovo affatto con le nuove leve scimmiottanti slang e atteggiamenti della nuova scena americana, non mi piacciono i beat e i loop che utilizzano, il linguaggio e i temi scontati e sempre adolescenziali…

Da Frankie attendo sempre una nuova “Quelli che ben pensano” ma non arriva mai.

Ora il secondo brano “Pedala” più semplice e orecchiabile, passerà senza sforzo, ma non mi sembrano entrambe canzoni da ricordare.

Tania Cagnotto e Francesca Dallapé confermano la mia sensazione, passa “Pedala” e io resto ammaliato da Tania… altro che Castà!

Eccola… non sono tra queli che dicevano apertamente “ma che viene a fare, che c’entra, etc etc…” però… effettivamente: “ma che viene a fare? Che c’entra?…”

Presenta un film che poi presenterà a CheTempoCheFa tra pochi giorni, e allora?

Parte il siparietto varietà con Fazio che si raccomanda con Luciana, e… BOOM!

Tutte quelle piccole cose, quelle sensazioni negative, quelle minuzie che sembravano sfuggire ad autori, regia e presentatori… si sono accumulate in tal quantità che i venti minuti con l’attrice Còrsa sono tra le peggiori performance Rai di tutti i tempi.

Riusciamo a distruggere Modugno, Prevert, Jannacci padre e figlio e anche la mia orchite non scherza affatto!

Perché i microfoni gelato durante i parlati?

Perché vuoti e lentezze pachidermiche?

Cito il Tweet di Nadia Toffa: “#Sanremo14 sulla scaletta dalle ore 22.08 è segnato: ingresso Casta segue Imbarazzo a braccio”

Da qui in poi ho la netta sensazione che non ne usciremo vivi.

Twitto a Giancarlo Leone (Direttore Rai1) e Fabio Fazio che dovranno riscrivere e rifare tutte le prossime puntate se sono simili nell’impianto a questa catastrofica.

Poi mi limito ad ascoltare le canzoni e a descriverne i pregi (rari come un tempo purtroppo) e i difetti.

– Antonella Ruggiero rende gregoriani due brani non esaltanti, forse andrebbero riascoltati meglio, ma comunque non hanno evidentemente il prego di risollevarmi dallo scoramento generale che pervade ogni mio organo sensoriale ancora in attività.

Passa “Da Lontano” e giovedì vediamo se migliora.

– Raphael Gualazzi (terzo anno consecutivo al festival, quasi un record di ‘sti tempi) & Bloody Beetroots

La commistione tra loop, elettronica e Soul-Jazz potrebbe essere magnetica.

I due brani funzionano, ma non arriva la scintilla che mi sarei aspettato dallo sfregamento tra due materiali sonori così vivi…

Tra “Tanto ci Sei” e “Liberi o No” preferirei la prima, ma la seconda ha un che di Funk che la spinge a giovedi… l’unico non deludente finora il buon marchigiano, seppur accompagnato dal ragno cattivo!

– Cristiano De André, nel giorno della nascita dell’illustre padre canta una bella “Invisibili”, con qualche contorsione metrico-lessicale di troppo, con belle sonorità, non geniale, ma buona e una più ordinaria “Il Cielo è Vuoto”. Lui tifa per la prima… ma passa la seconda, ecchéccevoifa’!

– Perturbazione arrivano sul palco come outsider, impeccabili e puliti cantano leggeri leggeri due pezzetti radiofonicissimi, non scontati che se non fossero quasi gli unici oggi, potrebbero bastare a sollevare il livello della serata, ma siccome è proprio l’esiguità di buona musica a farla da padrone in questa prima serata di Sanremo 2014, anche loro ne escono alla fine un po’ ridimensionati e appesantiti, ma speranzosi, a ragione, di un’ottima promozione.

Gramellini legge della normalità della bellezza, della universalità della bellezza e della possibilità-dovere che ognuno di noi produca bellezza e a me viene da citare Whitman:

Oh me, oh vita !

Domande come queste mi perseguitano,

infiniti cortei d’infedeli,

città gremite di stolti,

che vi è di nuovo in tutto questo,

oh me, oh vita !

Risposta

Che tu sei qui,

che la vita esiste e l’identità,

Che il potente spettacolo continui,

e che tu puoi contribuire con un verso.”

Arriva Yusef Cat Stevens, sorvola sulle domandine di Fabio oramai annichilito dalla serata peggiore che abbia mai confezionato e poi canta, ricordandosi qualche volta anche di dirigere le onde sonore prodotte dalle sue corde vocali verso un microfono…

E canta…

E sembra essere davvero tornato, come se non se ne fosse andato per oltre trent’anni dalle scene pop mondiali.

All you need is love” e “Father & Son”: io torno bambino… e consapevole che no, nessuna delle canzoni presenti oggi potrà essere paragonabile a queste qua.

– Giusy Ferreri torna a Sanremo AmyWynehouseggia un po’ meno del solito, le canzoni non sono malaccio, mi perdo per spossatezza il primo titolo… poi lo recupero: “L’amore possiede il Bene”

La seconda è “Ti Porto a cena con Me” che è anche l’ultima canzone a passare e darci appuntamento a Giovedi per il secondo ascolto sul palco dell’Ariston.

È proprio vero.

La perfezione è nelle piccole cose, nei particolari, le rifiniture, le intuizioni e le infinitesime accelerazioni di ingegno e movimento che il genio umano riesce a volte a produrre.

Grandi e stimati professionisti…

Autori e molto tempo a disposizione…

Fiducia nei risultati ottenuti…

Cast di cantanti e ospiti sulla carta dignitosissimi, nonostante ristrettezze e strategie diverse dagli anni ’90…

C’era tutto…

Ma sono mancate le piccole cose…

È mancata quella fame di novità e stupore che spinge a cercare e rischiare…

Tanto lavoro ben fatto, e poco criticabile tecnicamente ci ha offerto una serata invece priva di magia, priva di spunti, zeppa di canzoni medie, e qualcuna bruttarella anziché no…

Solo episodici momenti da ricordare in ore e ore di diretta dispersive, piene di pubblicità e dove il dominio della musica e dell’arte, tanto sbandierata e a ragione l’anno passato, è stata spazzata via da un’insalata mal condita di cose messe dentro come se non interessasse il risultato finale.

Spero abbiano le capacità di voltar pagina e cambiare marcia in corsa o arrivare a Sabato potrebbe essere davvero deprimente per tutti, autori e spettatori.

A domani

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About Claudio Salvini

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Claudio “Nighty” Salvini nasce… come tutti! Questo gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che potesse venire al mondo come gli altri terrestri! Passa gran parte della sua vita a mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università. Successivamente, con una spiazzante mossa da esemplare italico di homo sapiens (una raccomandazione), conquista un posto in fabbrica come operaio generico. Non contento della insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua presunta intelligenza… L’Animatore Turistico! Purtroppo l’istinto di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità. Si è autoprodotto in tre libri: Racconti e Frammenti, (Montedit 2005), Noi!…æ (vincitore narrativa “Il Camaleonte” 2006), Se Rinasco Suono il Basso; scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it), accompagnando tutto con la colonna sonora dei suoi 1400 album di musica (da 1 Giant Leap a Zero Db, in rigoroso ordine alfabetico). Subisce da sempre gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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