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SAMUELE BERSANI – “Psyco tour” – Live a Napoli 16 giugno 2012

“Psyco tour”

Arenile di Bagnoli, Napoli

16 giugno 2012

Canzoni rassicuranti

Prendi un cantautore che ama fare i concerti in teatro, perfezionista del suono, che non cede mai alle approssimazioni, e mettilo a cantare all’aperto vicino alla spiaggia. Metti poi che quel giorno – è lui stesso a confessarlo – è “smaronato” per via di piccoli ma irritanti problemi di salute ed un viaggio in treno non proprio gradevole. Ecco, se due più due fa quattro, la serata che ne viene fuori è un disastro.

Ora, che siano le regole della matematica a saltare, oppure noi a non saper fare bene di conto, non ci preoccuperemo di appurarlo. Fatto sta che Samuele Bersani arriva e si ritrova, malgrado gli inconvenienti del suonare all’aperto, in un posto incantevole, davanti ad un pubblico educato, fatto di ragazzi (ma non solo) attenti e competenti, se vuoi alleggeriti anche dal fatto di aver pagato un biglietto abbastanza economico. Succede che, quando la band (una batteria, una tastiera, due chitarre e un basso) gli dà il La, lui non ne sbaglia una, se ne accorgono tutti e se ne accorge lui. Lo “smaronamento” di qualche ora fa sembra cosa lontanissima, l’allegria è contagiosa e lui si scioglie del tutto, lasciandosi andare a ripetuti intervalli fatti di aneddoti, considerazioni e battute in libertà: «questa volta voglio premiare i puntuali, perché poi arriva sempre quello in ritardo che chiede “Spaccacuore”…allora sai che faccio? Ragazzi, cambiamo scaletta: “Spaccacuore” la facciamo adesso. Poi glielo dite voi al ritardatario…». Lui dice che è merito del pubblico e il pubblico crede che il merito sia suo: niente di più probabile che abbiano ragione entrambi.

Bersani è in serata generosa, la sua serietà non diventa mai seriosità, in scaletta anella tendenzialmente solo i brani più popolari per non scontentare nessuno e, quando non lo fa, quasi se ne scusa e prolunga l’introduzione parlata, come nel caso di “Come due somari”. L’altra chicca del tour è “Canzone”, il pezzo portato al successo da Dalla: «era il 1996, stavo male per una storia. Andai da Lucio per tirarmi un po’ su, ma nel sentirlo registrare “Tu non mi basti mai” cominciai a piangere. Lucio mi disse: “Perché piangi? Tu sei fortunato: puoi capitalizzare il tuo dolore!”. Mi diede una cassetta con una sua musica e scrissi queste parole».

Tutto fila con rigore e cura, spia di un maniacale rispetto verso se stesso, verso il proprio mestiere e verso il proprio pubblico: strano a dirsi, ma è merce rara nella discografia d’oggi. Quando poi va convinto sulle variazioni estetiche dei pezzi, il risultato è anche più interessante: è il caso di “Il pescatore di asterischi” fatta solo col piano, “Che vita!” decisamente più funky, “Coccodrilli” in versione ska, “Chicco e Spillo” massicciamente rock. Un’empatica rigenerazione collettiva, anche se «io non ho mai scritto canzoni rassicuranti. Chi mi ascolta da vent’anni è un masochista». Sarà!

Antonio Piccolo

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About Antonio Piccolo

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Antonio Piccolo (Napoli, 1987) è un critico e uno studioso di canzone d'autore, oltre che attore e regista di teatro. È membro della giuria del Premio Tenco; fa parte della redazione musical-letteraria del Premio Lunezia. Ha collaborato alla stesura del "Dizionario completo della canzone italiana" (Giunti, 2006), ai volumi "Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo" (Rizzoli, 2007) e "Nudi di canzone. Navigando tra i generi della canzone italiana" (Zona, 2010). Per la Bastogi ha pubblicato nel 2007 il saggio "La storia siamo noi. Francesco De Gregori".

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