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Rock’n’Folk Festival 2011 – Teatro Sociale di Como – 28 e 29 ottobre

Penso che Davide Bernasconi, più conosciuto come Davide Van De Sfroos, direttore artistico del Rock’n’Folk Festival, evento tenutosi tra il 28 e il 30 ottobre, meriti comunque un grande applauso indipendentemente dal numero effettivo di posti realmente occupati dal pubblico durante le due serate live del 28 e 29 ottobre presso il Teatro Sociale di Como.

Questo Festival ha voluto unire sotto un’unica bandiera, le due anime, quella Rock e quella Folk della musica di ogni popolo, ma soprattutto ha cercato di unire lingue e sonorità tra loro molto distanti, che in comune avevano solo un elemento: l’affondare le proprie radici nel proprio territorio, nella propria cultura, nella propria storia.

Un elemento quindi che, più che unire, avrebbe potuto anche far impazzire come una maionese, il sostanzioso programma musicale pensato da Davide, perché si sa che, coniugare lingue, tradizioni e sonorità diverse, se sulla carta è un’operazione culturalmente stimolante, all’atto pratico può però rivelarsi un vero e proprio boomerang.

Si diceva più sopra delle presenze in termini di numeri. E’ vero che il Teatro Sociale era stato dato, da fonti ufficiali, come sold out almeno per quanto riguardava la prima serata, che vedeva in programma il gruppo lombardo dei Mancamezzora capitanati da Andrea Buffa, il cantautore calabrese Peppe Voltarelli e la star internazionale Hevia portabandiera dell’Asturia, mentre in realtà venerdì sera il teatro presentava posti vuoti sia in platea sia tra i palchi, però è anche vero che l’evento era a carattere gratuito con il solo obbligo di prenotazione telefonica e si sa che noi italiani non siamo certo un esempio di grande correttezza nel mantenere gli impegni presi.

Numeri a parte, c’è da fare però i conti con lo spettacolo offerto dai musicisti saliti sul palco.

Beh, è ovvio che in una manifestazione che vede artisti di così diversa estrazione musicale, accontentare tutti i gusti è davvero un’impresa ardua. Personalmente, per quanto riguarda proprio la prima serata, devo dire di essermi emozionato più per la performance, credetemi questo è davvero il termine più adatto, di Peppe Voltarelli che non per le esecuzioni stilisticamente perfette ma un po’ freddine di Hevia, che sul palco si è alternato tra gaita acustica, gaita midi e flauti e facendosi accompagnare da Josuè Santos al pianoforte e dalla sorella Maria Josè Hevia alle percussioni, cercando di ripercorrere un po’ della storia della sua terra natia l’Asturia e dello strumento musicale (la cornamusa) che l’ha reso così famoso.

 

Peppe Voltarelli
Peppe Voltarelli

Il calabrese Peppe Voltarelli, invece, si è presentato solo con la sua chitarra ma ha saputo coinvolgere tutto il pubblico grazie anche alla sua mimica, la sua simpatia e l’uso un po’ strampalato di suoni onomatopeici. Probabilmente, avrebbe saputo farsi apprezzare anche senza suonare e cantare alcuna canzone, offrendo solo se stesso e la sua umanità. E’ stato poi forse l’unico artista a non far avvertire il problema delle inevitabili diversità linguistiche.

 

 

 

 

Andrea Buffa
Andrea Buffa

 

 

A onor di cronaca, entrambi gli artisti erano stati preceduti dall’esibizione di Andrea Buffa, artista lecchese selezionato tramite il concorso Indico, qui accompagnato dal suo gruppo i Mancamezzora e che, con un set elettroacustico, ha saputo rompere bene il ghiaccio ed emozionare il pubblico, soprattutto con i coinvolgenti brani “Il sogno di volare” e “Non so davvero”. Forse più legato alla canzone d’autore che non al binomio rock/folk, ha saputo comunque farsi apprezzare.

La seconda serata ha invece visto all’opera, in apertura, un altro gruppo lombardo, i Trenincorsa (proveniente da Varese per la precisione), una band che ha ormai alle spalle già due album e tante esibizioni live, anche al fianco di nomi noti. S’intuisce subito che c’è feeling tra loro e il pubblico che non solo dimostra di gradire le loro canzoni, sia quelle in dialetto sia quelle in lingua italiana ma, persino le accompagna con cori e battiti di mani a tempo.

Crous e Pielo
Crous e Pielo

Molto apprezzato, anche dal sottoscritto, è stato poi il successivo gruppo Crous e Pielo (testa e croce in italiano), proveniente dalla Provenza (da Marsiglia per la precisione), che ha ricambiato con la propria presenza la precedente trasferta dei Trenincorsa avvenuta lo scorso settembre in occasione del Festival des Fontaines a Grans (Provenza). Ottima, direi, è stata la loro esibizione anche grazie alla carismatica presenza del loro cantante, dotato di una voce scura e graffiante e buone capacità interpretative. Toccante è stata poi la loro esecuzione di “Bella ciao” cantata in provenzale.

Meno convincenti, invece, o forse solo meno coinvolgenti, sono stati i successivi The Paul Mckenna Band, provenienti dalla Scozia, che hanno offerto un repertorio saldamente legato al più tradizionale folk scozzese, seppure rivisitato con arrangiamenti abbastanza freschi e moderni. Chitarre, flauti e violino l’hanno fatta da padrona però, alla fine, l’impressione che ne ho ricavata è quella di un’eccessiva uniformità del loro repertorio.

 

Lou Dalfin
Lou Dalfin

La serata ha invece subito un’impennata, almeno a livello di attenzione, con l’arrivo sul palco dei Lou Dalfin, gruppo storico fondato dalla mente e voce del gruppo Sergio Berardo nel lontano 1982 e che, da allora, porta in giro per l’Italia e non solo, la musica e le tradizioni del popolo occitano di area piemontese. Sergio Berardo, accompagnato dalla sua fedele ghironda, alternata a organetto e flauto, ha scaldato ben bene il pubblico, coinvolgendolo nelle canzoni anche grazie a racconti e aneddoti.

In definitiva, direi bilancio piuttosto positivo per questa bella iniziativa promossa dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Como, un’unica domanda è d’obbligo: avrà un seguito questo Festival o alla storia resterà quest’unica edizione, come spesso accade in tempo di crisi e relativi tagli alla cultura?

 

Foto di Jlenia Luraschi

 

 

Link

www.mancamezzora.it

www.peppevoltarelli.it

www.hevia.es

www.trenincorsa.it

www.myspace.com/crousepielo

www.paulmckennaband.com

www.loudalfin.it

 

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About Fabio Antonelli

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Bio: Scrivo occasionalmente recensioni ed articoli per il portale di musica La Brigata Lolli e "L'isola che non c'era". Dal 2007 fino ad oggi collaboro con: Estatica - Enciclopedia della Musica Italiana. (progetto di Fabrizio Pucci) MB sito dedicato al Rock ed alla musica d'autore (progetto di Maurizio Bianchimano) Collettivo Parini (Un promontorio della cultura, una cultura del promontorio) "Gocce di noi"Rivista bimestrale di poesia e non solo, liberamente scaricabile dal sito Gocce di Poesia. Il Tonnuto (Giornalino musicale online dagli amici di Cabiate) Ho collaborato con il Pub Chic & Freak di Menaggio (CO) curandone la programmazione musicale. Da circa un anno curo la crescita artististica del cantautore comasco LELECOMPLICI. Dal 2010 entra a far parte della giuria che assegna le Targhe Tenco e.mail: fabioantonelli1967@libero.it Fabio su Facebook:

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