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Pippo Pollina, «un miracolato dall’alienazione»

Pippo Pollina, «un miracolato dall’alienazione»1

«…che l’inquietudine del viandante sia la nostra pace…»2

 

Il 21 gennaio il cantautore siciliano Pippo Pollina ci ha fatto un regalo meraviglioso dal titolo L’appartenenza, il suo ultimo album, la sua ultima fatica discografica. Si tratta, per la verità, di un concept-album, nel quale il Nostro riflette sulla sua vita in esilio e da nomade in cammino, sulla sua scelta d’andar via dalla Sicilia e d’intraprendere la rischiosa avventura del viaggio.

Chi conosce Pippo Pollina sa, infatti, benissimo che costui ha un’anima da viandante, un’anima che proprio nell’inesausta erranza ha trovato la sua strada, il suo posto, la sua pace.3 Soprattutto, il cuore di Pippo è di chi solo nella fuga è riuscito a percepire la possibilità di rimanere fedele a se stesso e di restare integro; la sua non è dunque una fuga macchiata dalla malafede, dal desiderio di dimenticare e di dimenticar-si, ma è al contrario il sigillo del suo spirito in rivolta, della sua «inquietudine incompresa di libertà» (Sono chi sei sono chissà).

È una fuga che, nel contempo, gli ha permesso di raggiungere uno spazio privilegiato di comprensione, una visione illuminata della storia di cui solo il viaggiatore – come Edward Said ci insegna – gode, non perché sia riuscito a trascendere le sue radici, ma piuttosto in quanto ha colto il chiasmo che s’annida nelle certezze dell’appartenere.

Del resto, Pippo non ha mai obliato le sue origini, e questo disco vuole essere la compiuta e dispiegata dimostrazione: canta, difatti, l’appartenenza irriducibile, inestirpabile alla sua terra4, un’appartenenza anche e soprattutto etica, che si traduce in una “dichiarazione di intenti e di adesioni”. È l’assenso, sempre e comunque, alla Sicilia che non s’arrende, che non abbassa la testa, che fa suo l’eroismo di padre Pino Puglisi (E se ognuno fa qualcosa). Ma è pure un assenso venato di malinconia, di amaro disincanto, di bruciore irrefrenabile, poiché ormai “infettato” dal crollo delle utopie e delle «fabbriche d’illusioni» (Da terra a terra), consapevole della sconfitta storica che ha condotto al «trionfo di ballerine e di energumeni tatuati/Milano da bere e Roma da amare felici contenti ed addormentati» (Laddove crescevano i melograni).

Da terra a terra’ l’anestetizzazione cerebrale ha dunque la meglio, ma Pippo – «miracolato dall’alienazione» – continua, nonostante tutto, a cantarci la possibilità di “gridare no”5, di correre come ragazzi verso il mare libero (Mare mare mare), prima che il germe dell’ottusità possa ubriacarci, prima che la banalità possa uccidere la nostra fantasia.

Gabriella Putignano

pippo pollina
pippo pollina

PLAYLIST – L’APPARTENENZA:

  1. PRELUDIO;
  2. MARE MARE MARE;
  3. CANTAUOTORI;
  4. LADDOVE CRESCEVANO I MELOGRANI;
  5. SONO CHI SEI SONO CHISSA’;
  6. ANNIVENTI;
  7. DA TERRA A TERRA;
  8. HELVETIA;
  9. TI VOGGHIU BENI;
  10. L’APPARTENENZA;
  11. E SE OGNUNO FA QUALCOSA;
  12. RISVEGLIO;
  13. ADESSO CHE.

 

 

 

1 P. Pollina, Sono chi sei sono chissà in L’appartenenza.

 

2 P. Lagerkvist, La terra della sera, p. 60, Edizioni di Pagina, Bari, 2007.

 

3 Si ascolti Camminando: “Camminando, camminando troverai la tua strada”, P. Pollina, in Nuovi giorni di settembre, ma anche Anniventi in L’appartenenza.

 

4 Si ascolti Ti vogghiu bene: “Ti pirdunu terra mia nun t`abbandunu/ca lu coru t’apparteni ora e sempri”, P. Pollina, in L’appartenenza.

 

5 Si ricordi la splendida canzone Grida no, P. Pollina, in Caffè Caflisch.

 

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About GabriellaPutignano

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Gabriella Putignano è Laureata in Scienze filosofiche, ha pubblicato “Il grido di vita di Carlo Michelstaedter”, ISBN: 978-88-91018-67-0, 2012.

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