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Morgan si prepara a omaggiare i grandi cantautori italiani

“Tra qualche mese sarò protagonista di alcuni appuntamenti radiofonici con RTL 102.5, durante i quali approfondirò alcuni cantautori italiani al cui repertorio ho dedicato un album. Il giorno successivo alla puntata, il singolo disco sarà acquistabile dal pubblico, che lo troverà nella collana “Romnag catna”, anagramma di “Morgan Canta”.

Tutti i cantanti vengono anagrammati, nel senso che vengono reiterpretati, ma conservando le lettere originali: Ordigne è Endrigo, Tecno è Tenco, Gomundo è Modugno”.

A parlare è Morgan, l’estroso musicista che, dopo il recente omaggio alla musica di De André al Festival della Bellezza di Verona, si appresta quindi a ricordare il repertorio di tanti illustri colleghi.

“È importante spiegare la musica alle nuove generazioni”, ci ha detto Morgan. “Se penso a Dante o a Leopardi, conosco alcune prospettive di critica e di analisi della loro poetica perché sono state fatte da grandi studiosi e poi mi sono state tramandate. Non è sufficiente la semplice lettura, perché non consente capire: c’è bisogno dell’aiuto dei critico”.

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Fornisco una mia interpretazione. Discutibile, certo, ma è la mia.

Tra questi cantautori, un ruolo privilegiato lo ricopre Fabrizio De André: “Lo ascoltavano i miei genitori, che ascoltavano moltissima musica. Sono cresciuto con le sue canzoni e tuttora lo ascolto con grande piacere e interesse. De André è una miniera di informazioni: un artista barocco, nel vero senso del termine. Sia per la quantità di elementi, sia perché attingeva a piene mani al repertorio lirico e musicale della poesia barocca del ‘600. Infatti, io dico sempre che quando si suona De André, non va minimizzato: una cosa tonda non può essere resa quadrata. Alla musica di De André si può solo aggiungere, ma mai togliere”.

“Qual è il segreto di De André?”, prosegue Morgan. “La sua capacità di utilizzare delle modalità verbali per costruire il meccanismo di identificazione della gente nelle sue canzoni. Modalità tutte molto forti. È il modo in cui le racconta le cose, usando delle tecniche poetiche per arrivare a un determinato risultato: piangere, far incazzare, non essere d’accordo. Lui è sempre molto consapevole del meccanismo. Nelle sue canzoni racconta storie di cronaca: racconta di abusi, di omicidi. Se si sposta la prospettiva verbale, si crea un ribaltamento assoluto a livello temporale: si porta nella contemporaneità l’accadimento.

Spesso ci si può persino mettere nella parte dell’omicida o in quella della vittima.

Dipende da che tipo di tecnica verbale ha utilizzato nel caso specifico”.

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About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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