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L’umanismo libertario degli Ucroniutopia

 

[pullquote_left]«Chi vive senza mai alzar la testa diventa l’assassino di se stesso.»[/pullquote_left]

Alcune volte una parola riesce ad esprimere del tutto il senso del proprio approccio alla realtà e ad essere effetto speculare della propria visione del mondo. È questo il caso degli Ucroniutopia, un gruppo marchigiano nel cui nome si imprime già un determinato indirizzo di pensiero, una peculiare passione etica.
Ucroniutopia è difatti la crasi di ‘ucronia’, cioè ‘senza tempo’, e di ‘utopia’, cioè ‘ senza luogo’, e sta per l’appunto a rimarcare la radice libertaria che anima Gianluca Lalli, leader del gruppo.
Il 15 luglio scorso Lalli ed i suoi ci hanno regalato il loro ultimo album dal titolo La fabbrica di uomini, un album che musicalmente offre ritmi ballabili, ricchi di un sound folk, ma anche arrangiamenti classici, che si avvalgono della fisarmonica di Francesca Palumbo o del sax di Nicola Alesini.
Dal punto di vista tematico potremmo definirlo un concept album, in piena e perfetta linea di continuità con i precedenti dischi, poiché anche qui Lalli critica un certo modo inautentico, gretto, pusillanime del vivere sociale. Un modo di essere nel quale si sguazza nel pantano dell’alienazione e dell’ “imbalsamazione” cerebrale ed al quale la musica degli Ucroniutopia risponde con un elenco avvelenato e pungente di “ho visto” . “Ho visto” la razza umana ridursi a marionetta, “ho visto” gli uomini diventare schiavi senza alcuna speranza, “ho visto” il tarlo del viscidume iniettarsi nella nostra vita – canta il Nostro in Ora et labora – terza canzone dell’album.
Lalli, con la sua arte, intende rompere l’incantesimo di questa viltà ed «accendere delle stelle nel cielo della dignità umana» (L’utopista); intende sciogliere il ‘grande freddo’, che cresce nell’anima e l’atrofizza.
Il grande freddo è il titolo della sesta canzone, una canzone scritta da Claudio Lolli, un testo che denuncia una malattia tipica del nostro tempo (l’anestetizzazione del cuore), ma regala anche uno spiraglio di luce, un’opportunità di esistenza alternativa. Perché il grande freddo si può e si deve sciogliere attraverso «le lacrime dei nostri furori,/le lacrime dei nostri amori», sì da capovolgere e ribaltare la ‘fabbrica degli animali’ in ‘fabbrica di uomini’.

Gabriella Putignano

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PLAYLIST – LA FABBRICA DEGLI UOMINI

  • 1) BONNOT;
  • 2) LA BOMBA;
  • 3) ORA ET LABORA;
  • 4) IL CANTO DELL’ODIO;
  • 5) L’UTOPISTA;
  • 6) IL GRANDE FREDDO;
  • 7) MEZZOLITRO;
  • 8) MA IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU.

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About GabriellaPutignano

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Gabriella Putignano è Laureata in Scienze filosofiche, ha pubblicato “Il grido di vita di Carlo Michelstaedter”, ISBN: 978-88-91018-67-0, 2012.

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