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La rivoluzione di Spotify: più musica on demand anche per i non …

Oggi l’International Federation of the Phonographic Industry’s (IFPI) cioè l’organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria discografica a livello mondiale ha pubblicato il tanto atteso Global Music Report 2018. I dati mostrano un incremento del mercato discografico globale pari all’8,1% nel 2017 e l’aumento mondiale del consumo di streaming è al centro di questa crescita, con un numero di abbonati paganti che sale a 176 milioni su tutti i mercati (64 milioni dei quali sono stati aggiunti nel 2017). Lo streaming guida i ricavi e, per la prima volta, è diventato la principale fonte di entrate.  

 

La giornata di ieri quindi non è stata scelta a caso da Gustav Soderstrom, Chief R&D Officer di Spotify (il più importante servizio di streaming on line al mondo) che a una conferenza stampa tenutasi ieri a New York ha annunciato una piccola rivoluzione.  

 

«Nelle prossime settimane – ha detto il dirigente – Spotify rivedrà la sua applicazione mobile (iOS e Android) per gli ascoltatori non Premium (cioè chi fruisce gratuitamente del servizio sorbendosi gli spot pubblicitari fra un pezzo e l’altro) sbloccando le funzionalità che erano disponibili solo per gli utenti a pagamento. Libereremo più musica on-demand così che chiunque possa ascoltare su richiesta ben quindici delle playlist più popolari tra cui la seguitissima “Discover Weekly”. In totale si parla di circa 750 brani o 40 ore di musica». 

 

Soderstrom, ha anche dichiarato che la nuova app mobile riduce il consumo di dati del 75% introducendo un’impostazione chiamata «data-saver» (salvatempo). «Con la nuova versione introduciamo anche la «playlist assistita». Vi suggeriremo canzoni e playlist che seguiranno o anticiperanno il più possibile i vostri gusti; inoltre e se vorrete è possibile ascoltare anche un piccolo frammento di canzone e aggiungerlo a una vostra playlist».  

 

All’evento stampa di New York ci si aspettava che l’azienda rivelasse funzionalità potenziate per il suo ascolto mobile gratuito, di fatto il suo gateway principale per reclutare abbonati a pagamento e un rinnovo del hardware e così è stato ma certamente le aspettative sono state abbondantemente superate. 

 

Le persone che utilizzano i servizi streaming con advertising hanno portato il numero totale di utenti che utilizzano le piattaforme di streaming musicale a 272 milioni, generando 6,6 miliardi di dollari di profitti commerciali (+ 41% su base annua) e posizionando lo streaming e per la prima volta come principale fonte di reddito per le aziende discografiche. Questo significa che nel solo 2017 lo streaming ha rappresentato il 38,4% dei ricavi totali dell’industria e nello stesso anno i ricavi digitali hanno rappresentato per la prima volta oltre la metà di tutte le entrate (54%).  

 

«Per quanto riguarda il mercato italiano – ha commentato il CEO di FIMI Enzo Mazza – il 2017 ha visto un calo per lo più dovuto a una revisione delle basi contrattuali con le piattaforme streaming ma i primi mesi del 2018 hanno già mostrato un nuovo balzo con lo streaming (+67,5%) che supera il supporto fisico (i cd per intenderci)».  

 

Oggi lo streaming in Italia rappresenta il 45% di tutte le entrate discografiche.  

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About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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