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Ila Rosso: “Secondo me i buoni”, l’intervista

[pullquote_left]Ila Rosso, torinese classe 1976, cantautore e laureato in Fisica, ha fatto tappa a Bruxelles e Parigi per presentare “Secondo me i buoni”, secondo album di inediti che uscirà il 14 ottobre 2014 per l’etichetta INRI. Melty.it l’ha incontrato prima dell’esibizione.[/pullquote_left] Ila Rosso, torinese classe 1976, cantautore e laureato in Fisica, ha fatto tappa a Bruxelles e Parigi per presentare “Secondo me i buoni”, secondo album di inediti che uscirà il 14 ottobre 2014 per l’etichetta INRI. Melty.it l’ha incontrato prima dell’esibizione.

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Ila Rosso sabato 27 settembre 2014 si è esibito a Le Zorba. Il cantautore torinese ha portato nella capitale francese il suo “Seconde me i buoni”, secondo album di inediti dopo l’ottimo esordio di “La bella presenza”. Se si dovesse descrivere in poche parole si direbbe “un fisico che ha sentito l’esigenza spontanea di scrivere musica”. Il nuovo album di Ila Rosso è sicuramente più riflessivo rispetto a quello passato, dove con tono decisamente più scanzonato il cantante torinese si divertiva a sbeffeggiare Il figlio di papà o a farci sorridere con La ballata dell’ubriaco moderno. “Dal primo al secondo album penso che il mio stile si stia affinando. L’ironia rimane sempre la base sulla quale compongo i miei pezzi, La bella presenza è stato un album nato dall’osservazione del mondo esterno. Secondo me i buoni invece parte dalle sensazioni interne che rivolgo poi all’esterno interpretando i miei brani, il secondo disco è meno nazional popolare rispetto al primo”.

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Torino, la città d’origine di Ila Rosso è uno dei luoghi da cui l’artista ha tratto ispirazione per il suo lavoro precedente. La città è uno dei fili conduttori fondamentali per capire il percorso dell’artista: Secondo me i buoni riduce lo spazio concesso al capoluogo piemontese, ma La Canzone dei murazzi, primo singolo che anticipa l’album, è una celebrazione ironica e a tratti persino malinconica a quello che è stato un luogo cult di Torino. Lo stile particolare di Ila Rosso, tipico di un menestrello medievale, emerge appena si ascolta uno dei suoi brani. Il cantante spiega questa scelta: “anche se i miei riferimenti musicali non possono non essere i cantautori italiani degli anni ’70, cantare vuol dire – fin dai tempi di Dante – canzonare una cosa, Dante prendeva in giro. La musica per me è importante tanto quanto le parole. Da questo punto di vista il rap mi piace molto, dà importanza alle parole tanto quanto al tema musicale! ”
Fare musica indipendente in Italia non è sempre facile. Ila Rosso sembra aver trovato la sua dimensione ideale con INRI, etichetta torinese che ha saputo guidare e mettere in luce il cantautore. “La cosa importante è trovare qualcuno che valorizzi il tuo prodotto e non voglia cambiarti, ci hanno spinto e promossi per fare un certo genere di musica, spesso in Italia si vive invece di mode create ad hoc. Ad esempio ora il rap”. La soddisfazione più grande per chi suona live rimane però sempre il pubblico: “finché c’è un pubblico attento, vale sempre la pena portare in giro i propri pezzi”.

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About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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