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Il mio Amico Giorgio Gaber

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L’8 marzo al Teatro della Tosse di Genova è andato in scena uno spettacolo di Teatro-Canzone.

Uno dei tanti direte voi.

No.

L’unico.

Allosio è l’unico esponente vivente (ma non diciamo così, sennò lo costringiamo a fare gli scongiuri) del genere-non genere Teatro-Canzone.

È un genere-non genere perché molti professano di appartenervi, ma forse nessuno ha capito esattamente che cos’è. Lungi da noi ora, in quest’ambito, dare definizioni troppo articolate, militanti e limitanti, ma indicativamente: il Teatro-Canzone si potrebbe intendere come una drammaturgia musicale nuova accanto a una testuale, e collegata inscindibilmente ad essa, con un performante a svolgerla in scena, da narratore e personaggio insieme.

Quando si parla di Teatro-Canzone in Italia ci si riferisce sempre alla figura di Giorgio Gaber, spesso senza neppure ricordare l’apporto della drammaturgia di Sandro Luporini.

Il ragionamento è corretto dal punto di vista dell’identità di genere, perché Gaber ha di fatto fissato e costituito il concetto di Teatro-Canzone.

Si può prescindere da uno stretto confine di esclusività oltre il profilo esperienziale gaberiano?

C’è da dire che spesso si sente usare impropriamente il termine Teatro-Canzone, come incoraggiamento rivolto al pubblico, suadente truffa a indicare qualcosa che non ha nulla a che fare con la coesione scenica di due arti.

L’unico a produrre drammaturgia testuale/musicale nuova sulla scena contemporanea, di fatto, è proprio il cantautore/drammaturgo Alloisio.

Gian Piero Alloisio porta in scena adesso “Il mio amico Giorgio Gaber”. Un’amicizia e una collaborazione durate 14 anni. Con lui sul palco in questo omaggio, Gianni Martini, per 18 anni musicista di Gaber.

Lo spettacolo è già stato replicato in Liguria a Ventimiglia, Loano e Genova.

I monologhi sono storia autentica e aneddoti divertenti, e le canzoni sono le canzoni storiche di Giorgio Gaber. Allora direte voi: rinneghiamo ciò che abbiamo dichiarato finora, il concetto di drammaturgia musicale nuova? Vero, questo spettacolo potremmo definirlo un Teatro-Canzone di recupero. Aloisio non è nuovo a queste operazioni, nel senso pieno del recupero artistico di personaggi anche emarginati dalla scena musicale dopo il successo: parliamo di Umberto Bindi. Ma con “L’Eco di Umberto”, così lo spettacolo dedicato alla figura di Bindi, Alloisio ha ripreso delle composizioni di piano del cantautore scomparso ormai abbandonate e ha scritto sopra delle bellissime parole, che sono poi confluite nel disco “Ogni vita è grande” di Allosio, edito dalla Universal, insieme alla canzone “L’Eco di Umberto”, stesso titolo dello spettacolo teatrale, stavolta testo e musica – Gian Piero Allosio. Quindi un recupero con innesti.

Questi innesti, insieme a storiche canzoni dell’Assemblea Musicale Teatrale, vivono anche nel nuovo “Il mio amico Giorgio Gaber”. Perché non dimentichiamo che Allosio ha scritto insieme a Gaber geniali episodi come “La strana famiglia”, paradigma della televisizzazione dei sentimenti, ripresa da molti e ora attualizzata.

Si capisce insomma che l’operazione è autentica: Gaber è il Teatro-Canzone, e Alloisio quello che per larghi periodi lo ha rappresentato insieme a lui. Nonché colui che ancora lo pratica, anche con tematiche vicine al sociale, come per questo genere-non genere, dalla sua nascita, è sempre stato.

“Secondo me l’amico è una persona a cui senti di poter far conoscere le tue debolezze sapendo che non ti giudicherà per questo. L’amicizia impone un’ uguaglianza e una differenza insieme”.

Con queste bellissime parole di Gian Piero Alloisio, inventate per lo spettacolo, caldeggiamo l’invito a scoprire e approfondire nelle prossime repliche quest’amicizia, per la storia del Teatro-Canzone, così importante.

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About Eugenio Ripepi

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Il cantautore Eugenio Ripepi ha esordito con l'album "La buccia del buio" (CNI/Bollettino). Dell'album Ripepi ha scritto testi e musiche e curato la produzione artistica, affidando la sezione ritmica del disco a personaggi del calibro di Ellade Bandini alle batterie (Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Paolo Conte); Marco Fadda alle percussioni (Ivano Fossati, Eugenio Finardi); Luca Scansani al basso elettrico (Enzo Jannacci, Ivan Graziani). Il primo singolo "La luce scalza",tratto da "La buccia del buio", in rotazione su Isoradio Rai, network nazionali e radio private, si è posizionato tra i primi 25 della classifica nazionale indipendenti e tra i primi 15 con il videoclip del brano. Il secondo singolo estratto, "Scarpe di colla", ha spostato l'attenzione sui temi della lotta e dell'impegno, consolidati con il nuovo 45 giri Sociale inciso con la band ligure dei Sottosuono, che ha arrangiato i brani contenuti all'interno: "Operaio alla catena di montaggio" e "Thyssen". www.eugenioripepi.com

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