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GIANMARIA TESTA “In solo”, la grazia fatta canzone

GIANMARIA TESTA

In solo”

Galleria Toledo, Napoli

2 febbraio 2013

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‘Na voce, ‘na chitarra…e no, niente luna. Fuori dal teatro Galleria Toledo di Napoli, dove la voce calda e accogliente di Gianmaria Testa ipnotizza una platea di fedeli sognatori e viaggiatori di transatlantici di carta, la pioggia ed un vento freddo costringerebbero i più assennati a starsene in casa, magari a guardare in televisione la partita che la squadra di calcio del Napoli – abbastanza in auge da aver appassionato tutta la città – sta disputando in contemporanea al concerto.

Che ci fa allora, alla faccia del maltempo e della febbre calcistica, questa accolita di spettatori dagli occhi sorridenti, dalle orecchie tese, in un teatro dei quartieri spagnoli? Niente di così imprevedibile: rende omaggio ad un cantautore che, in barba a chi dice che la canzone d’autore è morta, si è guadagnato in non troppo tempo l’autorevolezza di un maestro del genere, sfornando in meno di vent’anni dischi e concerti che, per una volta tanto, non danno motivi di nostalgia dei tempi andati “quando la musica era davvero…quando la letteratura era…” eccetera eccetera.

E vagli a dire che non sono assennati, a questi fedeli spettatori, se dentro la tasca di una qualunque serata hanno la fortuna di vedere inanellate elegie d’amore con canti di emigrazione, teneri ritratti ed eleganti invettive, aperture melodiche ed habanera, blues, accenni rockettari, di supporto ad una voce che con gli anni è diventata sempre più abilmente manovrata e misurata, nel canto come nel parlato. Sì, in concerto, malgrado l’immagine solitaria del cantautore da solo su un fondale nero, con a fianco le sue chitarre e un fido bicchiere di vino bianco, Gianmaria Testa riconquista il valore assembleare del teatro, stabilendo un contatto autentico con la platea, attraverso introduzioni e aneddoti appassionanti e mai pedanti.

Il tempo maggiore del parlato è a servizio dei brani dell’ultimo album, “Vitamia”. E vuoi che sia per questo privilegio, vuoi che la versione chitarra e voce sia migliore delle scelte sonore compiute in studio, tutti i brani acquistano più valore, rendendo inaspettata giustizia ad un disco che non ha fatto breccia nel cuore degli appassionati come i precedenti, con particolare cenno per “20.000 Leghe (in fondo al mare)”, l’amara fiaba (schiettamente anti-Lega Nord, come denuncia il titolo) in cui il secessionismo trionfa universalmente nella natura creando sfaceli.

Gianmaria Testa, la grazia fatta canzone, saluta definitivamente il pubblico dopo due bis. La serata sembra passata in fretta, ma la densità dell’esperienza è palpabile. Molte cose da ricordare e, tra le altre, due chicche: la cover di “Tus ojos me recuerdan” di Paco Ibáñez/Antonio Machado e quella di “Hotel Supramonte” di Fabrizio De André.

Antonio Piccolo

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About Antonio Piccolo

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Antonio Piccolo (Napoli, 1987) è un critico e uno studioso di canzone d'autore, oltre che attore e regista di teatro. È membro della giuria del Premio Tenco; fa parte della redazione musical-letteraria del Premio Lunezia. Ha collaborato alla stesura del "Dizionario completo della canzone italiana" (Giunti, 2006), ai volumi "Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo" (Rizzoli, 2007) e "Nudi di canzone. Navigando tra i generi della canzone italiana" (Zona, 2010). Per la Bastogi ha pubblicato nel 2007 il saggio "La storia siamo noi. Francesco De Gregori".

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