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Francesco Guccini – L’Ultima Thule

Prima di ascoltare una sola nota del nuovo lavoro di Guccini avevo già preciso in mente cosa attendermi e cosa chiaramente non avrei trovato…

Avrei ritrovato il piacere del raccontare dentro semplici canzoni storie spesso intricate, lontane oppure talmente vicine che solo il maestro può scorgerle e posizionarle in metrica, senza ritornelli e lasciando persino spazio a solo di fiati e abbellimenti di chitarra e pianoforte.

Nessuna rivoluzione musicale e neanche lessicale.

Nessun cambio nei suoni e nella voce…

Poi ho iniziato l’ascolto e tutto è stato assolutamente così!

Quindi un lavoro prevedibile, scontato e vecchio, si potrebbe affermare dopo questa premessa…

Dipende…

Al ragazzo che non ha mai ascoltato Francesco, potrebbe apparire addirittura nuovo e illuminante.

A chi lo ascolta da sempre un regalo inaspettato in un momento inaspettato.

A chi non lo ha mai apprezzato più di tanto potrebbe riconoscergli comunque di essere un buon disco tra tutta la immondizia musicale di pop mondiale che questi dodici anni del XXI° secolo ci hanno donato.

Scoprire che poi è tra i dischi più venduti del momento avvalora anche la mia tesi che se l’industria musicale, fallimentare nelle strategie, nelle scelte e nei risultati, puntasse alla produzione e promozione di prodotti dedicati a gente adulta o comunque stimolante una scelta diversa dalla pornografia surrogata e liofilizzata del pop anglosassone, si scoprirebbe a vendere molti più cd, vinili e meno file scaricati e senza corpo.

… …

Ascolto.

Le canzoni sembrano una lunga suite ispirata alla melodia un po’ abusata da Guccini, da “Canzone per un’Amica” in poi, e questo è un limite del cantautore emiliano; ma a suo discarico si può dire che ripete certamente, ma un modello che è assolutamente suo, ne ha facoltà, senza che alcuno possa venire a chiedergli indietro diritti di sfruttamento.

Episodi di fanciullezza memoria scatenano riflessioni e pensieri adulti.

Amori lontani si sciolgono in ballate e parole di poesia altra, rispetto a ciò che recentemente si ascolta dal panorama musicale italiano davvero troppo “leggero”(salvo eccezioni che non sto a citare).

Poi una canzone di partigiani sulle colline della fine della seconda guerra mondiale , ad ascoltarla ora potrebbe essere percepita come una sorta di “par-conditio” alle infinite, pur doverose in certa misura, pubblicazioni revisioniste di Pansa e soci, ma si sente dentro quanto l’uomo creda e abbia lottato per idee sogni e storia da costruire: comunque una bella lezione per chi non se l’aspetta più da un cd di canzoni!

Credo raddrizzerebbe la storta smorfia del giovane che l’ascoltasse così, d’amblè, se solo le desse il tempo di terminare la sua storia, solo che il tempo è l’unica cosa che i ragazzi non ti donano più. Ti danno attenzione, energia e anche persino curiosità… ma per brevi spot temporali come lo zapping della tv.

Al mio navigato orecchio nessun brano colpisce nel segno in modo particolare a livello melodico e di arrangiamento, devo essere sincero.

“Notti” e “Gli Artisti” forse si adagiano di più alle mie forme “jazzanti” perennemente alla ricerca di bridge e temi che liberino in qualche modo ciò che il pop lega.

Tuttavia non risulta nemmeno scalfito il pregio tutto Gucciniano di lasciarmi incollato agli altoparlanti curioso di ascoltare, quasi di lèggere, i suoi testi, le parole che si appoggiano a quelle consuete frasi musicali e come un crescente bolero di avventure, riflessioni, ricordi, denunce, prese di posizione, coraggiose storie di altri tempi, ti fanno pensare, montano dentro di te una tale energia intellettiva, e così facilmente come solo i grandi maestri riescono a fare, che ti può addirittura venir voglia alla fine di riascoltarlo, di prendere carta e penna e scrivere un po’ di quello che ti è venuto a galla, o disegnare o… nulla, semplicemente sorridere al saluto musicale di Francesco Guccini cantautore e attenderlo tra le prossime pagine che ci vorrà donare.

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About Claudio Salvini

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Claudio “Nighty” Salvini nasce… come tutti! Questo gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che potesse venire al mondo come gli altri terrestri! Passa gran parte della sua vita a mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università. Successivamente, con una spiazzante mossa da esemplare italico di homo sapiens (una raccomandazione), conquista un posto in fabbrica come operaio generico. Non contento della insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua presunta intelligenza… L’Animatore Turistico! Purtroppo l’istinto di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità. Si è autoprodotto in tre libri: Racconti e Frammenti, (Montedit 2005), Noi!…æ (vincitore narrativa “Il Camaleonte” 2006), Se Rinasco Suono il Basso; scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it), accompagnando tutto con la colonna sonora dei suoi 1400 album di musica (da 1 Giant Leap a Zero Db, in rigoroso ordine alfabetico). Subisce da sempre gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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