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Edoardo Bennato: "'Mastro Geppetto'? Un nome un po' ostico, ma questa volta non poteva non esserci"

Armato della sua chitarra, Edoardo Bennato è entrato nel salotto on-air di Max Brigante. A 40 anni dall’uscita del concept album Burattino Senza Fili, progetto ispirato al Pinocchio di Carlo Collodi, il cantautore partenopeo ha parlato del disco con cui sta celebrando questa ricorrenza, Burattino Senza Fili 2017, uscito alla fine dell’anno scorso e contente i celebri brani del 1977 ricantati con l’aggiunta degli inediti Mastro Geppetto, Lucignolo e Che comico il Grillo parlante (e di un Dvd con filmati storici e un libretto di 32 pagine in cui Edoardo si racconta).

A 105 Mi Casa, Bennato ha rivelato come mai nel 1977 un personaggio primario come Mastro Geppetto era rimasto fuori dal suo concept album: “Il nome Mastro Geppetto è un po’ ostico, ma questa volta ho detto ‘no, non può non esserci’. In previsione di fare un musical, questo personaggio dovevo per forza metterlo in scena“. Così, con l’aiuto dell’amico Raffaele Lopez, ha dato vita ad un pezzo trascinante grazie alla presenza di un sezione di fiati. Ad accompagnare la canzone c’è anche un video, vera e propria opera d’arte, realizzato con il regista Stefano Salvati e oltre 200 comparse. 

Burattino Senza Fili andrà in scena nei teatri molto probabilmente nel 2019. Intanto però il musical Peter Pan continua ad aver successo all’estero in versione inglese (recentemente è andato in scena in Oman) e punta a sbarcare a Broadway. Un’impresa molto ambiziosa ma per Bennato “chi non risica, non rosica. Mi sono documentato: a Broadway, dal dopoguerra in poi, non hanno messo in scena un musical rock su Peter Pan. Tanto è vero che voglio chiamarlo Rockin’ with Peter’ per far capire che stiamo parlando di rock“. 

Ma nel 1977, mentre era al lavoro su Burattino Senza Fili, Bennato si rendeva conto dell’importanza che avrebbe avuto il suo  album per la musica italiana: “Avvertivo l’esigenza di trovare un canovaccio in modo di parlare di certi argomenti senza essere moralista. Ebbi la sensazione che era forte. Mi ricordo che quando facemmo l’ascolto con quelli della Ricordi (la casa discografica ndr) c’erano i miei fratelli Eugenio e Giorgio. Giorgio disse: ‘Sento odore di hit…’“.

Il canovaccio di Collodi si rivelò una miniera di spunti: “Mi dava la possibilità di parlare di argomenti che riguardavano la società e dei paradossi senza essere troppo didascalico, retorico e senza far lezione di morale. Ad esempio, il Gatto e la Volpe sono personaggi negativi: fanno leva sulle aspirazione le velleità di giovani per trarne vantaggio, anche a livello politico se vogliamo. Ma anche se sono personaggi negativi, diventano divertenti e io riesco ad arrivare a tutti“. 

Bennato è pungente e critico da una parte, ma allo stesso tempo  amatissimo. Il suo segreto? “Io le cose le ho imparate più andando in giro per il mondo che nelle aule di università – ha spiegato il cantautore – A 11 anni ebbi la fortuna di arrivare in America. Ero con i miei fratellini in un club. Ad un certo punto si avvicina un signore distinto. Era un armatore, Grimaldi. Ci dice: ‘Siete bravi, se venite promossi vi offro un viaggio in America’. Quindi ci trovammo tutti quanti in America“.

Venezuela, Cile, Cuba, Cina e Inghilterra: in tutte queste avventura ha messo in valigia tante esperienze: “Le cose le impari viaggiando, devi andare in giro e parlare con la gente. Tutto ciò mi serve nelle canzoni, per scrivere dei testi che siano lontani dalla fazioni politiche, perché io devo essere al di fuori di tutto, a volte con il rischio di inimicarmi i militanti di tali partiti. Io mi rivolgo ai militanti del rock, laddove per rock si intende trasgressione, scardinare i luoghi comuni, pregiudizi, frasi fatte, regole e convenzioni. Noi siamo oppressi dalle regole e dalle convenzioni e non riusciamo ad essere propositivi proprio per questo. I rivoluzionari sono quelli che scardinano le regole e i luoghi comuni e magari propongono un’alternativa. Noi di questi tempi abbiamo bisogno di un’alternativa“.


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About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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