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Duo Alterno, La voce contemporanea in Italia

Definito “uno dei progetti discografici più interessanti degli ultimi anni” (Classic Voice), “una bellissima antologia” e “un panorama che onora l’arte italiana del Novecento” (La Repubblica), LA VOCE CONTEMPORANEA IN ITALIA è una collana di sei cd ideati dal DUO ALTERNO, considerato uno dei punti di riferimento nel repertorio vocale-pianistico del Novecento e contemporaneo.

Ogni volume riflette una precisa linea tematica cui hanno collaborato sei musicologi: Stefano Leoni, Carmelo Di Gennaro, Paolo Petazzi, Quirino Principe, Guido Barbieri, Andrea Bedetti.

Il sesto e ultimo cd della serie, edito da Stradivarius, è focalizzato sulle interazioni tra SUONO e IMMAGINE, MUSICA e ARTI VISIVE.

Il Duo Alterno, approdando a un classico della contemporaneità (Aria) scritto da John Cage per la voce di Cathy Berberian durante la sua permanenza in Italia nel 1958, interpreta lavori dedicati al Duo da quattro compositori italiani viventi: Luigi Esposito, Giuseppe Giuliano, Adriano Guarnieri, Carlo Alessandro Landini.

Interpreti: Duo Alterno (Tiziana Scandaletti soprano, Riccardo Piacentini pianoforte).

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IL DUO ALTERNO

Il Duo Alterno è considerato uno dei punti di riferimento nel repertorio vocale-pianistico del Novecento e contemporaneo. Dal suo debutto a Vancouver nel 1997 a oggi, ha portato la musica contemporanea italiana in oltre 40 Paesi di 5 continenti.

Definito dal Washington Post “the duo with a big voice and a fine sense of comedic timing”, dal Sub-Saharan Informer “the wonderous duo”, da La Repubblica “il duo che dà voce (e piano) al Novecento italiano”, da l’Hindu di Chennai “un’esperienza elettrizzante”, ha al suo attivo 19 CD, tra cui 4 monografici con prime incisioni di Giorgio Federico Ghedini, Alfredo Casella e Franco Alfano (Nuova Era, 2000/4), la raccolta La voce contemporanea in Italia – voll. 1-6 (Stradivarius, 2005/14, con brani, spesso loro dedicati, di Abbado, Andrini, Battistelli, Berberian, Berio, Bortolotti, Bosco, Bussotti, Cage, Cattaneo, Clementi, Colla, Corghi, Dallapiccola, Donatoni, Esposito, Ferrero, Gentile, Giuliano, Guarnieri, Landini, Lombardi, Maderna, Manzoni, Morricone, Mosso, Nono, Petrassi, Pinelli, Scelsi, Sciarrino, Solbiati, Vacchi) e La voce crepuscolare – Notturni e Serenate del ‘900 (Stradivarius, 2010). Di natura sperimentale il lavoro di ricerca sulla “foto-musica con foto-suoni”© che ha portato a 6 CD per sonorizzazioni museali: Musiche della Reggia di Venaria Reale, Mina miniera mia, Treni persi, Arie condizionate, Shahar (Curci, 1999) e Musiche dell’aurora, e al libro con DVD I suoni delle cose (Curci, 2011).

Il Duo si è esibito in Argentina (1998, 2004), Australia (2004/8/10), Austria (2007), Belgio (2002/5), Brasile (2012), Canada (1997, 2003/8/9/13/14), Cina (2002/7/8/10), Corea (2001), Danimarca (1999, 2008), Etiopia (2010), Finlandia (1998/9/2010), Francia (2001/10), Germania (2007/8/9/12/13), Giappone (2006/7), Hong Kong (2011), India (2004), Indonesia (2001/4), Kazakistan (2001), Lettonia (2009), Lituania (2009), Malta (2011), Mongolia (2007/10), Norvegia (1999, 2002), Olanda (2005), Perù (2012), Polonia (2011/12), Repubblica Ceca (2009/10/12/13), Regno Unito (2001/13), Russia (2005/9/14), Serbia (2008/10/12), Singapore (2001/2/3/10), Spagna (2011), Stati Uniti (2000/3/5/6/7/8/9/10/12/13/14), Svezia (1999, 2008), Svizzera (2013), Turchia (2005), Ucraina (2009), Ungheria (2011), Uzbekistan (1998/9), Venezuela (2012).

Numerose anche le performance in Italia, dal Festival MiTo di Torino alla Società dei Concerti e I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Accademia Santa Cecilia di Roma, il Teatro La Fenice di Venezia, I Teatri di Reggio Emilia, Accademia Filarmonica, Centro La Soffitta e Teatro Comunale di Bologna, SpazioMusica di Cagliari, GAMO di Firenze, Festival Millemondi di Napoli, Curva Minore di Palermo, Amici della Musica di Pistoia, di Udine e di Venezia, Musica d’oggi, Nuovi Spazi Musicali e Nuova Consonanza di Roma, ecc.

Tiziana Scandaletti è docente di Musica vocale da camera al Conservatorio di Vicenza, Riccardo Piacentini di Composizione al Conservatorio di Alessandria.

IL DUO ALTERNO RACCONTA…

Non c’è tournée di concerti, vorremmo quasi dire non c’è viaggio, in cui il Duo Alterno non abbia visitato almeno un museo, è nel nostro sangue, nella nostra più diretta e “naturale” esperienza, il rapporto costante con l’arte visiva, quella di cui i templi museali si fanno custodi. Ma non solo. Ci siamo sempre premurati come musicisti di vivere lo storico rapporto suono-immagine direttamente “sul campo” e in più modi. Eccone alcuni che ci sembrano rilevanti e non del tutto scontati.

In primo luogo, così come accade senza mezze misure in questo sesto CD de La voce contemporanea in Italia, è importante a nostro avviso “vivere” l’impatto grafico voluto dagli autori nei loro manoscritti o nelle edizioni finali da loro stessi curate quando ne abbiano seguito passo a passo la stesura tipografica. È un discorso, questo, che vale in modo speciale per la musica scritta degli ultimi decenni. Ed è un discorso che emerge, nella sua evidenza, se si apre una qualunque delle partiture incluse nel CD, dalla densità pittografica, vagamente criptica, dei Rilke Lieder di Adriano Guarnieri (non a caso sui testi passionali e traboccanti di immagini metaforiche di Rainer Maria Rilke), alla “metafisica di oggetti” (grafici e fisici) evocati nel lavoro di Giuseppe Giuliano sul fotografo Henri-Cartier Bresson e i testi aforistici e visionari di Dan Albertson, alle pitture musicali o musiche pittoriche di Luigi Esposito che sui testi sanguigni, se non sanguinolenti, di Guido Barbieri rimanda alle fortissime immagini di denuncia su Guantanamo, agli espliciti riferimenti all’omonimo quadro del napoletano-newyorkese Francesco Clemente nel raffinatissimo acquerello musicale Mothers of hope di Carlo Alessandro Landini, per concludere con uno dei lavori archetipici di John Cage che nel 1958 a Milano firmava venti pagine pentalingui i cui dieci diversi «styles of singing» corrispondono sulla carta a colori diversi e a gestualità grafiche che anticipano di otto anni i fumetti musicali di Cathy Berberian (a cui il pezzo di Cage è dedicato) e molti dei lavori variamente pittografici degli anni Sessanta e oltre, da Berio a Maderna a Bussotti…

In secondo luogo, nel corso degli anni le nostre performance sono sempre più diventate di tipo “sinestesico”. Sì, performance sinestesiche nelle quali voce, parola, suono, gesto, immagine concorrono insieme e vengono resi per così dire “vicini”, quasi si potessero ascoltare-vedere-gustare-toccare, persino odorare, nel momento del loro accadimento; performance-eventi delle quali la musica è elemento certo inalienabile e trainante, ma non l’unico né l’unica essenza. Focalizzandoci sul rapporto suono-immagine, ogni nostra performance ha sempre più puntato, laddove possibile, su videoproiezioni, movimenti scenici (ivi compresi quelli delle presentazioni verbali intese come parte integrante dello spettacolo), “foto-suoni” registrati durante le varie fasi delle tournée e diffusi in tempo reale attraverso gli impianti audio volta a volta disponibili, per comunicare all’evento una dimensione maggiormente prospettica e tridimensionale, in particolare attraverso gli interludi pianistici. Ciò è vero anche quando in loco non c’è stata la possibilità di utilizzare mezzi elettronici o multimediali, perché la progettazione in cui abbiamo creduto e tuttora crediamo, a partire dalla scelta dei brani e del loro reciproco inanellarsi all’interno del programma, presuppone e implica la concezione sinestesica. Parafrasando Rilke, «a noi piace sentire [e vedere] le cose cantare!».

C’è una terza prospettiva nella quale viviamo il rapporto tra suono e immagine, ed è, riprendendo l’accenno ai “foto-suoni”, quella che riconnette ogni nostra esperienza performativa a precise memorie di luoghi e situazioni, memorie intrise di dati di natura semantica sia acustica sia visiva che si sono prodotti (assai più che sommati) nel nostro intimo e lì continuano a vivere. A una specifica tipologia di suoni corrisponde una specifica tipologia di immagini, la relazione tra i due mondi è in realtà un solo mondo e solo quello, unico e inconfondibile per quanto possa in qualche caso somigliare ad altri. Tornando ai brani inseriti nel CD, noi non possiamo non associare Sei metri quadrati al contesto della sua prima esecuzione, il BKA Theater di Berlino, e nello stesso tempo alla memoria (per noi solo immaginaria) di un altro luogo a cui si ispira il lavoro, le celle di sei metri quadrati delle prigioni di Guantanamo nell’isola di Cuba narrate con virulenza dai testi di Guido Barbieri. Così, la prima esecuzione di Click-photofit ci rimanda inevitabilmente sia alla figura indimenticabile di Quirino Principe che con noi ha condiviso il concerto alla GAM di Torino sia alle immagini retroproiettate di Henri Cartier-Bresson che hanno accompagnato la performance, per non dire dei molteplici luoghi che fino ad oggi hanno funto da sfondo alle esecuzioni dei primi due Rilke Lieder di Guarnieri (Berlino, Colonia, Amburgo, Basilea, Toronto, Montreal, Torino, ecc.) e del breve e intensissimo Mothers of hope di Landini (Genova, Torino, Albuquerque, Los Angeles, Berlino, ecc.). In tutti questi casi, per quanto si senta ancora affermare che la musica è un’arte assoluta che esprime null’altro che se stessa, la “chiave di lettura” ovvero il tramite delle immagini ha un significato profondo per chi interpreti o “semplicemente” ascolti i suoni facendosene partecipe. Nessuno, a meno che non possa fare altrimenti oppure lo voglia espressamente, ascolta in genere ad occhi chiusi e, mentre ascolta, sempre vede qualcosa o qualcuno. L’interprete, primo ascoltatore di se stesso, non fa che proiettare il suono in un universo di colori e immagini. Non sarà un caso se il timbro è spesso chiamato “colore”, e non solo nella lingua italiana, e se tante metafore visive vengono utilizzate in ambito musicale.

LA VOCE CONTEMPORANEA IN ITALIA, VOLUME 6

Duo Alterno
Tiziana Scandaletti, soprano
Riccardo Piacentini, compositor & pianista

Luigi Esposito
Sei metri quadrati (2010)
per voce di soprano e attore/pianista
Dedicato al Duo Alterno
Testo di Guido Barbieri

Giuseppe Giuliano
Click-photofit (2011)
per voce, pianoforte e percussioni leggere
Dedicato al Duo Alterno
Testo di Dan Albertson “pour Henri Cartier-Bresson”

Adriano Guarnieri
Rilke Lieder (2012)
per voce e pianoforte
Dedicato al Duo Alterno
Testi di Rainer Maria Rilke

Carlo Alessandro Landini
Mothers of hope (1997)
“An hommage to Francesco Clemente” per voce e pianoforte
Dedicato al Duo Alterno
Testo di Carlo Alessandro Landini

John Cage
Aria (Milano, 1958)
Versione per voce e pianoforte, con estratti dal “Concerto per pianoforte e orchestra”

Registrazione / Recording: Alessandro Cardinale, settembre 2013 – febbraio 2014
Direzione Artistica / Artistic Director: Riccardo Piacentini
Montaggi Digitali / Editing: RG Studio (Torino)
Ingegneri del Suono / Sound Engineers: Alessandro Cardinale, Riccardo Piacentini
Traduzioni / Translations: Jonathan West
Produzione / Production: Rive-Gauche Concerti
Fotografie del Duo Alterno / Duo Alterno’s photographies: Alessandro Cardinale e Paolo Limpido
Copertina / Cover: Luigi Esposito

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About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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