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De Gregori torna “Sulla Strada” con un nuovo album

[pullquote_left]Nove pezzi inediti per il cantastorie romano che si (ri)presenta al pubblico con un “peso in meno sulle spalle”[/pullquote_left]

A quattro anni di distanza dall’ultimo album di inediti (Per brevità chiamato artista), Francesco De Gregori torna alla ribalta con una nuova avventura dal titolo “Sulla Strada”.

Dopo Franco Battiato, Francesco Guccini, Jovanotti, una raccolta di live di Fabrizio De Andrè e l’omaggio a Giorgio Gaber a dieci anni dalla sua scomparsa, non poteva mancare Francesco De Gregori nel novembre magico della musica d’autore italiana.

Sulla Strada” è il ventesimo album della carriera di De Gregori. A quarant’anni di distanza dall’esordio con Antonello Venditti (Theorius Campus – 1972) De Gregori spiazza di nuovo il suo pubblico con un titolo più che mai impegnativo, ispirato al romanzo-manifesto della beat generation di Jack Kerouac. Non l’avevo mai letto, anche se ai miei tempi era una lettura comandata” – rivela il cantautore romano. “Di On the road forse avevo sfogliato le prime pagine, ma poi mi sono scocciato e l’ho mollato lì. Mi è ricapitato in mano l’anno scorso, ma col disco non c’entra niente.

Sono nove le tracce del nuovo album. In apertura, il brano che porta il nome del disco, “Sulla Strada”.

Un De Gregori certamente lontano da quello politicamente impegnato, che in questo brano ci ricorda quanto la strada ci appartenga e quanto sia faticosa, ma come, allo stesso tempo, sia una compagna di vita. (Probabilmente dev’essere strada anche la vita consacrata al tuo corpo e alle tue mani e alla curva complicata).

In Belle Epoque” e “La guerra“, il cantautore di Monteverde ripercorre quel filo rosso che lo lega alla storia attraverso due splendide ballate tra emotività e attualità. Basti pensare alle parole con cui descrive le sensazioni e i sentimenti che la guerra, ancora oggi, suscita nell’animo umano: E ripensa il soldatino al suo rancio disgraziato, all’odore della notte e del sangue che ha versato quella volta che la morte gli è passata proprio accanto.

In Guarda che non sono io”, un vero e proprio capolavoro senz’altro all’altezza del miglior repertorio del cantautore, De Gregori si mette a nudo e rispolvera una vecchia questione, quella del rapporto con il pubblico. Spesso accusato di essere incompatibile con chi sta al di là del palco, ora affronta con serenità e leggerezza il tema: Non so cosa sia cambiato, magari è l’età o il numero di concerti, ma è un peso che mi sono scrollato di dosso. E proprio in “Guarda che non sono io”, rivendica con forza l’indipendenza dalla sua immagine pubblica: Qualcuno mi vede e mi chiama per nome, si ferma e mi ringrazia, vuole sapere qualcosa di una vecchia canzone e io gli dico scusami, però non so di cosa stai parlando, sono qui con le mie buste della spesa. Lo vedi sto scappando, se credi di conoscermi non è un problema mio”. Fin troppo facile pensare che sia una scena vissuta decine di volte da De Gregori.

Il disco contiene anche gemme preziose come la partecipazione di Nicola Piovani (gli archi in “Guarda che non sono io”) o la collaborazione di Malika Ayane in “Omero al Cantagiro” una canzone caratteristica dai ritmi latini e in “Ragazza del 95” dove De Gregori guarda al futuro. Soltanto due, invece, le canzoni d’amore contenute nell’album, “Showtime” e “Falso movimento”. Anche in questo brano, però, De Gregori non si tira indietro e con grande schiettezza giura stasera sono un libro aperto mi puoi leggere fino a tardi”. “Vale per un amore, così come per un amico – come ha rivelato il cantautore in un’intervista. Magari, anche per un amico come Lucio Dalla.

In occasione dell’uscita dell’ultimo album Francesco De Gregori incontrerà il pubblico:

martedì 27 novembre alle 18.30 presso la Feltrinelli di Milano (piazza Piemonte 2) mentre mercoledì 28 novembre suonerà all’Alcatraz, dopo l’esibizione di Roma della scorsa settimana. Info e biglietti www.francescodegregori.net

Dario Borlandelli

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About dario borlandelli

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Nato a Roma nel 1980, giornalista, lavora presso la Fondazione per le Autonomie Locali del Lazio come responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa. Capo Redattore di “Lazio378”, la rivista settimanale per gli Enti Locali del Lazio, collabora anche con diverse testate della Capitale, tra cui Corriere di Roma e Corriere di Roma Magazine. In passato è stato responsabile dell’ufficio stampa dell’Assessorato agli Enti Locali e Sicurezza e dell’Assessorato alla Piccola e Media Impresa della Regione Lazio. Ha collaborato, inoltre, per il Consiglio regionale del Lazio come addetto stampa. Insieme a Daniele Stefanucci, webmaster romano, cura i contenuti del sito www.francescoguccini.net, un portale di informazione, nonché un omaggio, sul cantautore modenese.

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