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Carmen Consoli: «Non sono antivax né grillina: la musica mi ha …

Ha scelto di essere affiancata da altre donne, Carmen Consoli, per il suo progetto Eco di sirene, prima un tour che l’ha portata in giro per l’Italia con i classici del suo repertorio riproposti in chiave acustica, poi un doppio album dal vivo uscito all’inizio di aprile. Ingredienti: due inediti, Uomini Topo e Tano, e venti canzoni del repertorio della Consoli, inclusi titoli molti amati come Parole di burroAmore di plastica e Fiori d’arancio. Canzoni arrangiate e orchestrate dalla stessa cantautrice siciliana, e registrate con Emilia Belfiore al violino e Claudia Della Gatta al violoncello al Forum Village di Roma. Un gioiellino per i fan della 43enne di Catania, che proprio mentre è impegnata nella promozione di questo disco live approderà sul palco del concerto del Primo Maggio a Roma.

Carmen, partiamo da Uomini topo: è un brano che parla di quello che lei sembra considerare un decadimento morale della nostra società, ma perché ha scelto proprio il topo come metafora per raccontare tale deriva?
È una provocazione, o meglio, un paradosso: il topo è noto per la sua capacità di adattamento all’ambiente, ma è anche molto poco amato, e il numero di topi che vive negli inferi delle nostre metropoli fa inorridire. Mi divertiva immaginare il topo vittima dei nostri esperimenti di mutazione genetica e la conseguente nascita di un goffo e ottuso umanoide, dal cervello e dal cuore piccoli quanto quelli di un sorcio. Però la sottotraccia è una domanda che dovremmo porci con sincera fermezza: quale idea di scienza, di progresso e di consorzio umano stiamo sviluppando?

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