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CAPPELLO A CILINDRO (Eva Mon Amour) – Per non rallentare

A rallentare, i Cappello a Cilindro non rallentano. Forti di uno stile variegato e di una capacità di divertirsi nel suonare (basta sentire il disco), il secondo album conferma la portata della loro capacità creativa ed interpretativa. È musica d’autore di prima qualità quella del disco “Per non rallentare”, tra il sapore jazzato delle musiche, la letterarietà dei testi, richiami al blues, accenni di rock. Come non parlare della finezza delle soluzioni estetiche ricercate e spesso azzeccate (vedi l’accompagnamento ritmico dato dai tasti di una macchina da scrivere su “Il modo più geniale”) e degli arrangiamenti scritti da musicisti competenti e pieni d’invettiva? O meglio ancora dell’intensità delle interpretazioni di Emanuele Colandrea (cantante e autore delle canzoni), che sa cantare, sussurrare, urlare, affermandosi più che mai come un “cant-attore”? Ma se a rallentare non rallentano, va detto che i Cappello a Cilindro – dopo lo straordinario “Poeticherie”, album d’esordio – non sembrano fare grandi passi avanti. Per amor del vero, va detto che, da ragazzi così giovani, già si può apprezzare all’infinito che il secondo album non sia peggiore del primo. Il fatto è che il secondo album inizia esattamente dove finisce il primo, riproponendo stesse atmosfere, stessi ritmi, stessi suoni, stesso stile, stesso disco, insomma. Senza però avere la freschezza della novità, la freschezza dell’originalità, il carattere di “opera prima” e quindi, solo in questo senso, è peggiore del primo album. Sebbene da questo disco si possano tirare fuori alcune perle, come “Gira l’economia” che ricorda il miglior Rino Gaetano (“lavorando duro / ci si intossica di meno / conti prestiti e cambiali / una vita a tasso zero”), la delicatissima “Il vento forte”, la title-track e la saga di “Fiesta” (che si divide in tre canzoni), comunque se dovessi consigliare un solo disco dei Cappello a Cilindro ad un amico, consiglierei “Poeticherie” e lo considererei ampiamente rappresentativo. Per il futuro, ci si aspetta dai Cappello a Cilindro non solo di non rallentare, ma di accelerare. Anche perché, che sia ribadito, hanno tutte le carte in regola per farlo.

Articolo di Antonio Piccolo.

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About Antonio Piccolo

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Antonio Piccolo (Napoli, 1987) è un critico e uno studioso di canzone d'autore, oltre che attore e regista di teatro. È membro della giuria del Premio Tenco; fa parte della redazione musical-letteraria del Premio Lunezia. Ha collaborato alla stesura del "Dizionario completo della canzone italiana" (Giunti, 2006), ai volumi "Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo" (Rizzoli, 2007) e "Nudi di canzone. Navigando tra i generi della canzone italiana" (Zona, 2010). Per la Bastogi ha pubblicato nel 2007 il saggio "La storia siamo noi. Francesco De Gregori".

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