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Capolavoro di Pino Marino, tra canti e incanti

Di Elisabetta Malantrucco

Capolavoro è il titolo del nuovo e attesissimo album di Pino Marino (2015 – ALTIPIANI – DISTR.AUDIOGLOBE); è il quarto a suo nome – dopo Dispari, Non Bastano i Fiori e Acqua Luce e Gas e già dai primi accordi ci si ritrova nell’originalissimo mondo musicale e lirico del cantautore romano.

Un mondo dell’incanto e della suggestione, delle parole che galleggiano perse nella melodia; arriva certo il momento della comprensione, dello studio, dell’approfondimento. Eppure al primo ascolto l’effetto di questo disco è magico: è il canto delle sirene che l’anima intuisce; un po’ come nella poesia che è tale – così almeno affermano tanti poeti – quando non la si capisce.

pino_20notturno_20profiloEcco quindi undici brani – nati e registrati in realtà (e anche questa è un po’ una magia) in luoghi e momenti diversi – che si susseguono in una suite che si apre, lenta, con una pavane del 2000.

Una danza sull’acqua che si muove sulla superficie dell’onda e si immerge poi in profondità, un movimento che si tuffa ardito nel mare come lo stesso Pino Marino fa nella copertina del disco stesso.

A realizzare questo incanto sono stati i suoni e le voci di Andrea Pesce (Wurlitzer/Fender Rhodes/Moog/Mellotron/Solina/Programmazione), Cristiano De Fabritiis (Batteria/Percussioni/Programmazione Ritmica), Fabrizio Fratepietro (Vibrafono/Glockenspiel/Percussioni), Pino Pecorelli (Basso elettrico), Roberto Angelini (Lap steel/Weissemborn), Lorenzo Corti (Chitarra elettrica), Matteo D’Incà (Chitarra elettrica), Margherita Musto (Violino), Angelo Maria Santisi (Violoncello), Giovanni Di Cosimo (Tromba e Flicorno), Ilaria Graziano (Voce) e naturalmente la voce le chitarre e soprattutto il pianoforte di Pino Marino.

Un’opera d’Arte quindi, nel senso medievale del termine, quando esistevano le botteghe, gli allievi e i maestri, e si costruivano, scolpivano, dipingevano, cesellavano, livellavano Capolavori, appunto.

L’Arte è lavoro, ci tiene a sottolineare Pino Marino; e d’altronde questo è un concetto semplice, una legge di natura. La materia è energia e l’energia si misura in Lavoro. In un’epoca dove sembra aver vinto l’idea del Lavoro come di un qualsiasi fattore di produzione, dove non arriva il Sindacato (mi si perdoni la battuta scontata), può arrivare l’artista.

Ci arriva molto bene il cantautore romano i cui versi – lo abbiamo già accennato – si muovono con potenza lirica tra le cose, le paure, le verità inespresse, le necessità, l’amore e – come ci ricorda ne Il fatto delle cose:

Le verità si muovono stanche

o fresche come rose

ma cambiano ogni giorno

in continue nuove cose

pino_notturno_mangianastriEcco quindi una dietro l’altra una sequenza di cose che mutano, di verità che cambiano ogni giorno, mentre l’artista – padre di Nina, principe di Resilienza e Girabondo– ricorda, nel brano guida del disco, che forse non avrebbe dovuto Dimenticare il pane e perdere l’amore in un chilo di cemento e che

Non basterà sapere che gli alberi fanno radici

come il vento e le ali, ma non per sempre amici

Ci era arrivato prima di tutti, meglio di tutti in un tempo dove il tempo non è passato Pier Paolo Pasolini, che ci parla nella straordinaria Io so, per dirci che:

Il dito del giudizio non giudica più niente

che il paese è ormai sconfitto

fra l’immunità del vizio e l’incolumità del dolo

così io resto solo

 

O forse no, se è vero, come è vero, quello che ci ha detto Pino Marino:

Io So è stata scritta a Favignana, stavo chiuso in una stanza con la mia compagna, qualche anno fa. Fuori imperversava l’estate e io avevo l’idea che in un giorno d’inverno, forse di novembre, magari il due, Pasolini sarebbe tornato a cercare i suoi occhiali all’idroscalo di Ostia. Cercandoli sapevo che avrebbe scritto qualcosa su quello che era accaduto nel frattempo. È accaduto. Lo ha fatto. Ed io ho fatto qualcosa per lui.

 

Credo che Pino Marino abbia fatto qualcosa anche per noi con questo Capolavoro, che per chi scrive è, molto semplicemente, l’album più bello dell’anno.

pinomarino-capolavoro-cd-cover

CAPOLAVORO – Crediti

  1. IL FATTO DELLE COSE
  2. NON BASTERA’
  3. NINA
  4. 150 BRICIOLE
  5. IO SO
  6. DIMENTICARE IL PANE
  7. GIRABONDO
  8. RESILIENZA
  9. DISTANZA DI INSICUREZZA
  10. L’AMORE NON RICORDA
  11. L’UOMO, L’’ANGELO E IL QUADRANTE DEL MONDO

 Parole e musica di Pino Marino, eccetto:

– Nina (parole Pino e Nina Marino/musica Pino Marino)

– L’amore non ricorda/150 briciole/Resilienza

(parole Pino Marino/musica Pino Marino e Andrea Pesce)

#PinoMarino "Dimenticare il pane"

#PinoMarino "Dimenticare il pane"24/04/2015 Dal vivo a Staiserena – Radio2

Posted by Alessandro Calzetta on Venerdì 8 maggio 2015

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