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CANZONI ALL’ANGOLO – Luigi Mariano – Recensione di Gloria Berloso

Ricordando una canzone dei Moody Blues vorrei sintetizzare il mio stato d’animo dopo l’ascolto dell’album di Luigi Mariano: Canzoni all’angolo. Mi sono svegliata oggi, stavo piangendo, perduta in un mondo perduto, perché tanta gente sta morendo. Alcuni stanno vivendo un’illusione, legati dalle tenebre delle loro menti; nei loro occhi c’è un paese contro un altro. Con l’orgoglio razziale, essi nascondono cuori tristi che pensano soltanto a sé stessi, essi sfuggono la luce. Pensano d’aver ragione di vivere nelle loro conchiglie vuote. Puoi vedere il loro mondo che sta crollando, sgretolandosi attorno ai loro piedi e gente adirata nella strada sta dicendo loro; “Essi hanno avuto la loro parte di politica che ferisce e uccide”. Cresci i semi dell’evasione, rivendicazione mai avuta. È solo un’altra forma d’arma per fare ancora quello che essi hanno fatto con tutti i nostri fratelli, i figli più giovani. Dovunque tu andrai tu li vedrai cercare, da ogni parte girerai sentirai la pena.

Ognuno sta cercando la risposta, noi cercheremo ancora. Suvvia amico mio! L’amore ti troverà alla fine. Suvvia amico mio! Dobbiamo piegarci sulle ginocchia e dire una preghiera. Puoi sentire il mondo che sta languendo, soffrendo per qualcuno a cui importa, abbastanza da dividere il suo amore, con noi tutti. Così potremmo essere una famiglia distesa nell’amore. Hai dimenticato che siamo tutti figli, la stirpe che viene da un unico albero che è più lungo di un millepiedi e cominciò tanto tempo fa quando noi eravamo solo amore.

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Undici canzoni di creatività e veramente belli, sono il lusinghiero risultato di Luigi Mariano e i musicisti di ottima levatura che hanno saputo costruire attimi di rara bellezza ma anche di perfezione. Mariano non ha alle spalle una grossa produzione musicale, questo è il secondo disco ma il fraseggio pulito sgorga tra le righe di Canzoni all’angolo. Pur nella sua provvisorietà di idee e momenti creativi, l’album presenta già uno schema mentale saldo e cosciente. È un arazzo che colpisce per la precisione dei ricami e per la cura strumentale e dei testi. Probabilmente cominciamo a vedere il sorgere di una mentalità che comincia a vedere nuovi orizzonti che la musica d’autore aveva trascurato, forse accecata dall’ansia per il nuovo.

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L’apparato musicale è veramente ottimo con i vari componenti alle prese con più di uno strumento e i duetti con Simone Cristicchi, Mino De Santis (coautore de L’ottimista triste), Neri Marcorè e i cori di Nina Monti. Pluristrumentisti per eccellenza, impongono con il loro sound una creatività nuova, voluta e studiata nei minimi particolari. Niente grosse idee, niente concezioni rivoluzionarie, ma morbide linee poetiche da accarezzare quando il sound impegnato ti snerva e cerchi il tuo giardino tra le righe dei brani Se ne vanno e L’ora di andare via. Il poetizzare situazioni reali ed angosce metropolitane emerge da molte canzoni ma qui non c’è il correlare l’oggettività esteriore alle sue cause, non c’è il politicizzare fatti e cose ma si evidenzia in questa opera di Luigi Mariano il far musica come constatazione dell’umanità e del reale.

Ricordando l’unica cover del disco “The ghost of Tom Joad” di Bruce Springsteen, sappiamo fin d’ora che la strada stanotte sembra libera ma nessuno sa dove ci porterà.

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About Gloria Berloso

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Sono nata a Gorizia il 17 dicembre 1955, piccola città del Friuli Venezia Giulia. Attualmente vivo in un piccolo paese in campagna. Fin da bambina ho ascoltato la musica attraverso i dischi che mio padre faceva arrivare d’oltre oceano. A metà degli anni ’80 per la predisposizione ad organizzare eventi e concerti ho iniziato a concretizzare dei progetti. ovvero la creazione di festival rock dove far esibire complessi emergenti. La mia casa è stata un punto d’incontro per tantissimi giovani e il deposito temporaneo dei loro strumenti.. In seguito molti hanno copiato questa iniziativa. Ho collaborato con alcuni artisti di ottimo livello ed organizzato manifestazioni teatrali curandone la direzione artistica, la presentazione e la critica giornalistica. Attualmente collaboro solo ed unicamente per pura passione con artisti che in me hanno fiducia e per un legame di bella e spontanea amicizia.

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