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Eugenio Ripepi

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Il cantautore Eugenio Ripepi ha esordito con l'album "La buccia del buio" (CNI/Bollettino). Dell'album Ripepi ha scritto testi e musiche e curato la produzione artistica, affidando la sezione ritmica del disco a personaggi del calibro di Ellade Bandini alle batterie (Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Paolo Conte); Marco Fadda alle percussioni (Ivano Fossati, Eugenio Finardi); Luca Scansani al basso elettrico (Enzo Jannacci, Ivan Graziani). Il primo singolo "La luce scalza",tratto da "La buccia del buio", in rotazione su Isoradio Rai, network nazionali e radio private, si è posizionato tra i primi 25 della classifica nazionale indipendenti e tra i primi 15 con il videoclip del brano. Il secondo singolo estratto, "Scarpe di colla", ha spostato l'attenzione sui temi della lotta e dell'impegno, consolidati con il nuovo 45 giri Sociale inciso con la band ligure dei Sottosuono, che ha arrangiato i brani contenuti all'interno: "Operaio alla catena di montaggio" e "Thyssen". www.eugenioripepi.com

Premio Tenco 2011: un bilancio a caldo

E invece di parlare di clima da fine partita, tutti quelli che scrivono dovrebbero rimboccarsi le maniche per capire come dare una mano. Come nell'alluvione che da poco ha colpito la Liguria; se non si raccolgono le macerie della pioggia d'indifferenza istituzionale, tra poco non ci sarà più nulla da scrivere.

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Abbiamo bisogno di Fossati (di E. Ripepi)

Io non voglio assolutamente crederci. Non mi va il pensiero di un mondo senza Fossati, con la schiera di imitatori a replicare problematicamente il suo tono di voce avvolgente e inconfondibile. Anche senza essere un fan di Fossati, confrontando la sua produzione con quella di tanti altri, si può oggettivamente constatare una prerogativa rispetto ai contenuti, che si può riassumere in una sola parola: rapina. Da parte di troppi, nei suoi confronti.

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Della sorpresa di un Premio Tenco senza Mannarino

Se posso permettermi, il confronto con Capossela è una maniera stupida di porre il discorso Mannarino. Meglio, per non offendere, direi una sindrome da ascolto superficiale. Il fatto che Capossela si sia accorto di Mannarino non implica una filiazione contenutistica. Al riguardo, anzi, la metafisica caposseliana appare ben lontana dal …

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Franco Boggero – Lo so che non c’entra niente

Gli ascoltatori superficiali poterebbero definirlo jannacciano, per l'ironia che pervade ogni suo verso e per la maniera di porlo. Ma Franco Boggero ha uno stile assolutamente proprio, che lo ha fatto arrivare alle vette del Premio Tenco dopo essere stato considerato da anni, a ragione, una delle voci da ascoltare del cantautorato italiano.

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ORATIO – Ora ti ho

Lavoro limpido e convincente di ORATIO. Mettetelo accanto ai dieci disperati che hanno avuto il coraggio di chiamare “Nuova generazione” all'ultimo Festival della Canzone di Sanremo, e capirete come funziona un'industria discografica che compra spazi pubblicitari per incapaci e si lamenta del suo progressivo disfacimento.

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