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Alessio Lega – Mala testa

Negli ultimi anni abbiamo visto il cantautore anarchico Alessio Lega impegnato soprattutto (ma non solo) nella felice rilettura della canzone francese; ma finalmente, a marzo, è uscito un disco di canzoni sue: Mala Testa (un titolo che già da solo richiama mille storie), dopo nove anni dall’uscita di Resistenza e amore, (Targa Tenco come Miglior Opera Prima nel 2004), album che a questo si riallaccia idealmente. Un po’ perché, come lo stesso Lega spiega e come il libretto-manifesto del cd certifica per ogni brano, le canzoni che compongono il disco sono state scritte durante tutto questo arco temporale. Ma anche e soprattutto perché, ancora una volta, è la resistenza – come valore politico, storico e morale, ma anche come ‘luogo’ della mente e del cuore – a dare il senso e il ritmo a questa nuova operazione culturale del cantastorie nato a Lecce e vivente a Milano (ci piacerebbe chiedere a Lega della sua terra d’origine, perché nel disco l’abbiamo forse scorta letterariamente ma solo di Milano abbiamo sentito il battito del cuore…)
Non ci inventiamo niente: a scanso di equivoci questo richiamo alla resistenza ci viene spiegato a chiare lettere. Si tratta di resistenza ‘al logorìo della memoria, alla normalizzazione, alle nuove schiavitù, alle prepotenze, di qualsiasi tipo e in qualunque latitudine si manifestino’.
Ma noi sappiamo che ci sono molti modi di opporre resistenza. E ci pare di aver colto quale sia quello di Alessio Lega (che se sbagliamo ci correggerà prontamente). La storia ce lo insegna che si può resistere da partigiani; si può resistere come Gandhi o come Nelson Mandela. Si può resistere su un barcone che rischia di naufragare o dietro un muro. Si può resistere contro la guerra o contro la fame. Si può resistere a capo chino o con dignità. Potremmo continuare: ci sono davvero molti modi per resistere insomma. Alessio Lega resiste con l’anima in rivolta.
È la rivolta la cifra vera di questo disco, la rivolta come categoria del vivere, la rivolta come luogo di un’anima che ‘inciampa sulla coscienza’, come lo stesso Lega ci racconta in merito al giornalista Dino Frisullo – la cui storia meriterebbe molto più spazio nell’immaginario nazionale – con la bella canzone che apre il disco (a nostro parere, insieme con ‘Matteotti’, il momento più coinvolgente e ‘totale’ dell’album). La rivolta di Lega non è arrabbiata. E’ invece quella di un uomo che divenuto adulto ha compreso di non essere immortale e che la vita di frontiera, che la scelta militante non impediscono di soffrire e di amare e di disilludersi e poi ancora sognare in quella che si chiama ‘sfera privata’. Che esiste in qualche parte di mondo o di mente il luogo dove la giustizia sociale, il rispetto per la diversità, la pace, la libertà hanno lo stesso sapore di un bacio d’amore… e di baci Alessio mostra di intendersene bene in un brano del disco davvero delizioso. Tutto questo è possibile solo se l’anima non si arrende agli inciuci borghesi e mantiene fino all’ultimo respiro (ma l’anima non muore e lo sa bene chi non frequenta religioni) lo spirito di rivolta del bambino. O dell’artista, se preferite.

Con questo spirito e questo sguardo si dipanano i racconti cantati da Lega, quelli personali e quelli storici, in un continuo rimando tra passato e presente, tra dentro e fuori, tra diritto sociale e dovere morale, tra moltitudine e solitudine… ci passeggiamo dentro in queste storie come in una mappa di un paese inventato, come Alice nei suoi giochi di logica. Ed incontriamo l’amore, l’impegno, l’allegria, la paura, la passione, la morte, la civiltà, i popoli…
Non tutto è riuscito alla perfezione e non di tutto siamo riusciti a riconoscere l’habitat. Ma non possiamo non segnalare, oltre a Frizullo già citata, Canzoni d’amare, che – come dice lo stesso Lega – è l’editoriale del disco ed è cantata, non certo a caso, da Paolo Pietrangeli (chi altri?) , Monte Calvario – scritta da Ascanio Celestini – dove la passione di Gesù diviene la tragedia di un ‘povero’ Cristo di oggi, costretto al lavoro precario. Ed ancora la bellissima e intima canzone d’amore Icaro e quell’inno alla gioia che è Difendi l’allegria (traduzione libera di una poesia dell’uruguaiano Mario Benedetti), la delicatissima Isabella di Morra e la coraggiosa La piazza la loggia e la gru, che intreccia le storie (e soprattutto i nomi) delle vittime della strage del ’74 con quella degli immigrati saliti su una gru a Brescia nel 2010. Dei Baci abbiamo detto ma aggiungiamo che la canzone dal titolo Matteotti – il racconto di un antifascista che nel 1937 decide di cominciare la sua personale resistenza (e rivolta) contro il regime chiamando il figlio Giacomo … – è un gioiello. Perché una canzone, non dimentichiamocelo, è un equilibrio di voce, testo e melodia. Il linguaggio musicale di Lega – che è quello del cantastorie ed è cosa che non va mai dimenticata affrontando l’ascolto del disco – qui raggiunge il suo punto più alto.
Nell’insieme l’abito sonoro dato al disco dalla produzione artistica di Rocco Marchi asseconda e accompagna lo stile di narrazione di Lega; particolarmente apprezzati gli interventi di percussioni e trombazzi di Paolo Ciarchi.
Da segnalare infine le bellissime illustrazioni del fumettista Matteo Fenoglio che ha ritratto tutti i personaggi e i musicisti del disco nella copertina e nel libretto che si apre a manifesto: davvero desideriamo che muoiano i supporti fonografici? Quanto è importante l’immagine che un disco prende nella nostra memoria?
Ma per tornare ad Alessio Lega ed arrivare ad una conclusione, si può dire che questo è un disco a tratti sorprendente e sempre coraggioso. Ma soprattutto oggi, in questa Italia e in questo mondo dove sembra che trionfino draghi e streghe cattive, Mala Testa, tra le altre cose, è – come giustamente ha detto un giovane cantautore abruzzese – un disco necessario.

Elisabetta Malantrucco

 


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LISTA BRANI:

  • 1 -FRIZULLO

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Parte prima – Tornare a bomba

  • 2 – CANZONI DA AMARE (ospite Paolo Pietrangeli)
  • 3 – frammento “Addio morettin”
  • 4- RISAIE
  • 5 – MONTE CALVARIO (autore Ascanio Celestini)
  • 6 – SPARTACO

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Parte seconda – Romanzo di formazione

  • 7 – LA SCOPERTA DI MILANO
  • 8 – ICARO
  • 9 frammento “Dormi Dormi”
  • 10 – I BACI
  • 11 – INSULINA

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Parte terza – Le storie cantate

  • 12 – MATTEOTTI
  • 13 – ROSA BIANCA
  • 14 frammento “Corso Regina Coeli”
  • 15 – ISABELLA DI MORRA
  • 16 – DIFENDI L’ALLEGRIA
  • 17 -frammento “Esecuzione produttiva” (ospite Ascanio Celestini)
  • 18 – LA PIAZZA LA LOGGIA LA GRU

 

[/quote] Prodotto da Rocco Marchi

Musicisti presenti nel cd:

  • ALESSIO LEGA – voce
  • ROCCO MARCHI – pianoforte, eko tiger, pianet, synth
  • ANDREA FACCIOLI – chitarre, banjo, autoharp
  • FRANCESCA BACCOLINI – contrabbasso
  • ANDREA BELFI – batteria, percussioni, fischi
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