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Saluti da Saturno e il freejazz d’autore

Immaginate di prendere la canzone d’autore (quella più classica dei cantautori anni ’60 e ‘70) centrifugarla con campionamenti elettronici, graffi di chitarre elettriche, clarinetti e fisarmoniche ed altri effetti sonori distorti e dissonanti, probabilmente non scommettereste un euro sul buon risultato finale. Mi dispiace deludervi, ma perdereste la scommessa dopo aver ascoltato il gruppo Saluti da saturno e il loro freejazz d’autore. Lo spettacolo inizia con la cover di Io che amo solo te di Sergio Endrigo, che mantiene la dolcezza dell’originale nel canto grazie alla voce morbida di Mirco Mariani, ma che negli arrangiamenti diventa elettrica, a tratti acida. La bravura del gruppo sta proprio nel saper dosare nell’arrangiamento, con misura e gusto, gli elementi elettronici con i suoni acustici.

Scorrono alle spalle dei musicisti immagini anni ’70 di varie località europee. Stoccolma, i fiordi Norvegesi, per arrivare a Rapallo, Santa Margherita Ligure, Siena. Immagini sfuocate o sovraesposte che danno un effetto ancora più straniante alla serata se amalgamate con le note del gruppo. Le parole delle canzoni scorrono delicate, sospese, quasi galleggiassero sugli arrangiamenti liquidi e leggermente acidi. Alcune canzoni emozionano particolarmente per la loro poesia, Venere per esempio: “venere asciuga i tuoi capelli/ con il vento che si accende dalle lacrime/ ora che una palude di pensieri/ s’infrange in un bicchiere versato da te”. Trovano largo spazio nello spettacolo le canzoni dell’ultimo album, Dancing Polonia . La già citata Venere, Anniversario dal ritmo suadente e dal ritornello accattivante: “ora che quell’attimo crescerà/ per sempre la nostra vita legherà/ soli non bisogna restare più/ saremo fogli di carta incollati fino a lassù”. Ancora, la title track con un incipit quasi contiano: “il mondo rimane come ciliegie a guardare”, e poi la serena e bellissima Un Giorno nuovo: “viene dal mare un coro di mille parole/ vestite di ghiaccio si arrendono al raggio del sole”, che nella versione su cd è impreziosita dagli interventi di chitarra di Arto Lindsay e che vede la collaborazione come per le altre canzoni dell’album di Massimo Simonini, che ritroviamo anche sul palco a suonare il theremin.

Un concerto dei Saluti da Saturno è per prima cosa una festa in cui si accorciano le distanze tra chi sta sul palco e chi assiste. Scherza col pubblico Mirco Mariani usando come spalla il chitarrista Marcello Monduzzi. Arrivano bigliettini, c’è da festeggiare il compleanno di una fan che puntualmente è chiamata sul palco e il sax intona Tanti auguri. Una ragazza viene invitata a ballare sulle note di Romagna mia, rivisitata in chiave elettrica. Poi è il momento di invitare sul palco la scrittrice e cantante Grazia Verasani, che assisteva allo spettacolo e che piuttosto imbarazzata è chiamata a rispondere alle domande del pubblico incalzato da Mariani. “Perché porti le scarpe coperte dai pantaloni?”, chiede un ragazzo riferendosi ai pantaloni della scrittrice scampanati e che sfiorano terra, ma a rispondere sarà Monduzzi: “Perché non le piacevano”.

Alla fine del concerto rimane una sensazione di malinconia e bellezza e si torna a casa cullati dalle note, che sembrano uscite da un carillion, dell’ultimo singolo del gruppo, Nave di Neve, canticchiando… “occhiali da sole indosserò/ e allora le ali comprerò per volar”.

Le prossime date dei Saluti da Saturno:

    • 20 dicembre 2013 Cesena Tana delle talpe
    • 21 dicembre 2013 Monterodonto scalo Festa del solstizio d’inverno

 

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About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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