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Stradarolo

Di Elisabetta Malantrucco

[pullquote_left]Stradarolo è il festival dove i pianoforti suonano agli incroci stradali e ai semafori si fanno concerti, è gioco per grandi pensato da bambini, un gioco da bambini che i grandi amano. Stradarolo è uno strumento per conoscere la nostra società nell’hinterland di una metropoli e le infrastrutture che cambiano i connotati.[/pullquote_left]

Il 12, 13, 14 giugno 2015 a Zagarolo – affascinante paese in provincia di Roma, dove contrariamente a quanto comunemente si pensa nessuno balla il Tango con Franco e Ciccio – ritorna, dopo alcuni di anni di assenza, Stradarolo il Festival di musica, teatro, danza, arte su strada – ideato creato vissuto e sudato dalla band Têtes de Bois; perché i Têtes – lo diciamo a beneficio dei poco informati – non sono solo un raffinato gruppo musicale italiano; sono anche degli eccellenti operatori culturali che immaginano inventano, rimescolano, ristrutturano e sanno unire assieme arte, cultura, società e politica. E ancora solidarietà e umanità. Perché i Têtes sono anche una grande famiglia. Quest’anno il Festival ha un nome imponente: Stradarolo Big, come omaggio e dedica al grande Francesco Di Giacomo che a Zagarolo viveva e che degli Stradarolo del passato, a partire dall’anno di nascita 1997, è sempre stato protagonista.

Dicevamo dal 12 al 14 giugno: il festival si aprirà infatti con una speciale anteprima, venerdì 12, dedicata a Pier Paolo Pasolini, sulla rotonda spartitraffico in via Prenestina presso la borgata di Valle Martella; ci saranno i Têtes de Bois, il ‘ragazzo di vita’ Tarzanetto, l’instancabile cantautore Peppe Voltarelli (di solito gigante su ogni palco: vedremo cosa sarà capace di fare su una rotonda spartitraffico…) e ancora Pierpaolo Capovilla e Kole Laca, Stefania Maggio e Giovanna Marini.

E questo è l’inizio.

Adesso arriva l’arduo compito di provare a spiegare cosa accadrà sabato e domenica.

Innanzitutto avverrà tutto sulla strada: le piazze di Zagarolo ospiteranno gli oltre 150 ospiti previsti e tutto sarà rigorosamente gratuito… tranne ovviamente la pizza i supplì le fettine panate i gelati e i caffè che normalmente vengono consumati in quantità imbarazzante e che vengono forniti dai negozianti lungo il corso del paese.

A pagamento…

Ogni piazza avrà un tema e uno scopo e su ogni piazza si alterneranno: musicisti, teatranti, circensi, giornalisti, scrittori, astronomi, tarologhi e cartomanti, benpensanti, malpensanti, storici, anarchici, scettici senza euro…

Facciamo qualche nome? Fausto Mesolella, Maria Letizia Gorga, Piergiorgio Faraglia, Pino Marino, Orchestra Bottoni, Med Free Orkestra, Circo El Grito, Giuseppe Cederna, Fernanda Pessolano e il Teatro Verde, Enrico de Angelis e Toni Jop, Roberto Angelini, Canio Loguercio e Alessandro d’Alessandro, Giuliana De Donno, il trio Fior di spina, il Coro multietnico Romolo Balzani, il Laboratorio di Canti popolari, politici e sociali del Circolo Gianni Bosio di Sara Modigliani, Don Pasta, Marco Rovelli, Enrico Deregibus, Timisoara Pinto, Guillermo Luna, Marco Pastonesi, Paolo Ciarchi, Alessio Lega…

E non li ho detti tutti.

Perché è ora di parlare di Piazza Paparelli, dove vi sarà una vera e propria no stop tutta dedicata a Francesco di Giacomo: un quarto d’ora ognuno, sfileranno, racconteranno, suoneranno, canteranno Lucilla Galeazzi, Fausto Mesolella, Toni Armetta, Ludovico Piccinini, Paolo Sentinelli, Adriano Viterbini, Alessandro Papotto, Maurizio Masi, Ambrogio Sparagna, Raffaello Simeoni, Rocco De Rosa, Paolo Galassi, Francesco Di Gregorio e Alessandro Raponi, Elisa Ridolfi e Matteo Moretti, Maurizio Pizzardi, Rodolfo Maltese, Rocco Papaleo, Lucia Mattei, Danilo Nigrelli, Agostino Ferrente, Emilio Casalini, Edoardo De Angelis, Pino Marino, Vittorio e Gianni Nocenzi, Tiziano Ricci, Filippo Marcheggiani, Luigi Cinque, Jenny Sorrenti, Lino Vairetti, Tony Carnevale, Franz Di Cioccio, Patrizio Fariselli Pasquale Minieri Piero Brega e Francesco Giannattasio, Piotta, Roberto Angelini, Filippo Gatti Nando Citarella Stefano Saletti e Gabriella Aiello, Raffaella Misiti, Diana Tejera, Massimiliano Bruno. E infine parleranno giornalisti come Ernesto Assante, Maurizio Becker, Gianpaolo Castaldo, Gino Castaldo, Ugo Coccia, Paolo Logli, Elisabetta Malantrucco (… perdonate l’autocitazione), Duccio Pasqua, Fausto Pellegrini, Timisoara Pinto, John Vignola, Cristina Zoppa.

E ancora cuochi architetti videomaker e fotografi come Antonello Colonna, Lorenzo Ficini, Licio Esposito, Roberto Scorta.

Non sappiamo come il giornalista Massimo Pasquini saprà gestire tutto questo ma ce la farà.

Perché il bello di Stradarolo è che alla fine tutto va come deve andare anche se non è chiaro il come. E le persone non si perdono e riescono a trovare, orientarsi, spulciare, andare e venire, recuperare, respirare.

La notte di sabato sarà poi La notte dei vinili. Wazza Kanazza metterà sul giradischi i pezzi più amati dagli amici di Francesco che porteranno i propri 33 giri … e ci sarà da ballare.

Nel frattempo arriverà domenica e ci sarà chi giungerà a piedi e chi in bici, chi cucirà una tovaglia da guinnes per apparecchiare la lunga tavola del grande pranzo sociale di domenica, un pranzo lungo trecento metri, dalla piazza del Comune a Palazzo Rospigliosi lungo via Antonio Fabrini, martire delle Fosse Ardeatine – a cui poco prima verrà dedicata una targa – che vedrà artisti, appassionati e amici mangiare tutti assieme; ogni tanto, in mezzo al cibo, parole musica e strumenti popolari.

Ma prima di mangiare, alle 11.30 nel salone grande dell’ala restaurata di Palazzo Rospigliosi ci sarà un incontro con Sergio Staino su “Satira e Sogni”, titolo della mostra che sta girando l’Italia.

Insomma, lo so, detta così sembra impossibile orientarsi. Ma basta arrivare in treno o autostrada per finire dentro il Paese dei Balocchi (c’è anche il Museo del Giocattolo!).

E a trasformarsi in asini saranno quelli che rimarranno a casa!

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