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Stefano Piro, l’Intervista

STEFANO PIRO nasce a Milano il 9 Aprile 1976, e si trasferisce con la famiglia in Liguria, dove, a 14 anni, comincia a scrivere brani originali mentre collabora con diverse formazioni tra cui spicca la Red Cat Jazz Band. A 18 anni forma i Lythium dei quali è cantante, autore e arrangiatore. Il gruppo partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Noel” ottenendo il Premio della Critica e il primo posto nella classifica Radio e Tv private.
Nel 2001 esce l’album “Amaro” per la Sony Columbia e la band fa d’apertura per lo “Stupido Hotel Tour” di Vasco Rossi. Terminate le sei date da supporter, Stefano Piro, per costanti divergenze artistiche, decide di abbandonare il gruppo dedicandosi alla carriera solista.
Nel 2003 ritorna a Milano ed insieme ad Alessandro Sicardi forma i “Fare Night”, coi quali esegue standard storici dello swing, e i “Re Volver”, che affrontano un repertorio di tanghi dei primi del ‘900.
Nel frattempo continua l’attività autorale e i concerti del suo progetto solista fino ad arrivare, nel maggio 2006, all’uscita del suo primo disco “Notturno Rozz” (Delta Dischi/Warner Chappell). Stefano Piro scrive con Gipo Gurrado, la colonna sonora di uno spettacolo teatrale di Labiche (Lacagnotte) per la regia di Claudio Orlandini.
Nel 2008 da vita, assieme ad altri cantautori, al progetto Arm On Stage dedicato alla psichedelia bucolica con brani vicini al prog derivati da spontanee e continue “improvvisioni” (improvvisazioni visionarie).
Nel 2009 ultima le registrazione di “Sun Glasses Under All Stars” (Ragoo Productions/Edel), il primo album degli Arm On Stage e inizia un tour di 40 date in tutta Italia che culmina nel 2010 con la presentazione del progetto a Londra.
Nel 2010 sonorizza “Standing Army” un film documentario sulle basi americane nel mondo, di Enrico Parenti e Thomas Fazi. Sempre nel 2010 crea lo spettacolo teatrale Revolver a La Milonga, un testo drammatico intrecciato con brani originali in italiano e grandi classici argentini interpretato da Angela Quaquarella e Mauro Rossi.
Abbiamo catturato Stefano Piro con cinque domande.

1.La tua proposta è sempre stata caratterizzata da un’impronta alta, un valore di ricerca musicale documentato fin dai tuoi primissimi esordi. Ti chiedo due parole sull’importante passato (i Lythium e l’esperienza di supporter a Vasco, gli altri gruppi), e uno sguardo generale al prossimo futuro, col disco a breve in uscita Forme di vita del genere umano a colori.

Il mio passato è stato molto fortunato. Purtroppo la gestione non è stata la migliore per durare nel tempo ma ho un carattere che tende a distruggere per iniziare di nuovo. Tutte esperienze, comunque, che mi hanno reso quel che sono nel bene e nel male.
Domani invece dovrò affrontare nuove sfide, il mio nuovo disco, i live, il nuovo disco di ARM ON STAGE, un nuovo grande lavoro con Enrico Parenti, di cui non posso dire e una produzione al femminile di una donna molto talentuosa: Neripè.

2.Hallebuia, il singolo che anticipa il nuovo album, mi sembra conforme alla tua esigenza di stupire, di uscire dai canoni del già visto. In questo solco, la presenza delle marionette nel videoclip del brano conferisce al lavoro una connotazione originale che appare veramente come un quid novi nel panorama musicale attuale. Mi piacerebbe che spiegassi come ti è venuta l’idea del video e che parlassi di chi lo ha realizzato; complimenti a questo proposito a Sabina Lizzi, che vedo nei titoli come ideatrice e realizzatrice delle marionette.

Passerò i tuoi complimenti a Sabina perché è un talento incredibile. L’idea è nata dal voler ridurre le grandi sovrastrutture trascendenti in un gioco. Guardarle in maniera più umana. Dare spazio alla parte comica della vicenda dando ai personaggi principali un qualcosa di ironico e goffo. La mia esigenza di stupire combacia con la mia tensione ad essere stupito. Quando non sarò più così non scriverò più canzoni.

3.Per rimanere in tema, parlaci un po’ della parte teatrale di Stefano Piro; anche questo è un elemento interessante del tuo curriculum.

Sono esperienze che amo. L’odore del teatro e l’atmosfera delle prove mi è sempre piaciuta tantissimo. Ogni movimento ha un suono. Ogni espressione una tonalità. Se avrò la possibilità lo farò ancora, è molto stimolante.

4.Sonorizzare immagini filmate invece, come il lavoro documentaristico che hai curato in passato, è una diversa attitudine?

No, è molto simile ma più impegnativo perché si viaggia sui millesimi di secondo, in teatro esistono sbavature “da live”.

5.Infine, il tour di Forme di vita del genere umano a colori sarà anche teatrale? C’è già qualcosa in cantiere?

Al momento non ho le idee chiare. Tutto può essere. Per questo non parlo di certezze che non ho.

About Eugenio Ripepi

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Il cantautore Eugenio Ripepi ha esordito con l'album "La buccia del buio" (CNI/Bollettino). Dell'album Ripepi ha scritto testi e musiche e curato la produzione artistica, affidando la sezione ritmica del disco a personaggi del calibro di Ellade Bandini alle batterie (Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Paolo Conte); Marco Fadda alle percussioni (Ivano Fossati, Eugenio Finardi); Luca Scansani al basso elettrico (Enzo Jannacci, Ivan Graziani). Il primo singolo "La luce scalza",tratto da "La buccia del buio", in rotazione su Isoradio Rai, network nazionali e radio private, si è posizionato tra i primi 25 della classifica nazionale indipendenti e tra i primi 15 con il videoclip del brano. Il secondo singolo estratto, "Scarpe di colla", ha spostato l'attenzione sui temi della lotta e dell'impegno, consolidati con il nuovo 45 giri Sociale inciso con la band ligure dei Sottosuono, che ha arrangiato i brani contenuti all'interno: "Operaio alla catena di montaggio" e "Thyssen". www.eugenioripepi.com

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