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Stefano Bollani “Per Gershwin” – Ospite speciale: Maria Pia De Vito

Teatro Augusteo, Napoli

25 maggio 2011

Non c’è dubbio che l’affluenza alle sale sia anche questione di promozione, nonché questione di moda (diciamolo: oggi fa un po’ figo andare a sentire Stefano Bollani). Non c’è dubbio che tanti artisti di eccezionale bravura vivono e vivranno sempre nell’ombra, senza riuscire mai a fare il tutto esaurito per due sere consecutive in un grande teatro nella città di Napoli proponendo un concerto (strumentale!) di solo pianoforte.

 

Stefano Bollani

 

Sacrosanto approccio critico a parte, non si può però ignorare ciò che emerge dalle serate, al di là dei numeri. Perché se in un grande teatro di Napoli fai imprevedibilmente il tutto esaurito (la seconda replica non era programmata) scrivendo “Per Gershwin” sul manifesto e poi il pubblico indomito dei napoletani se ne sta anche in un religioso ma vivo silenzio, rispettosissimo, per tutto l’arco del concerto, vorrà ben dire che la promozione e la moda c’entrano solo fino ad un certo punto.

Il critico è critico, ma il primo dato da registrare è proprio questo: Bollani non è solo con il suo pianoforte sul palco; Bollani stabilisce un’empatica unione di ascolto ed energia fra sé, il suo pianoforte e la gente incantata ad ascoltare e guardare. Il merito è in primis al musicista e solo dopo del simpaticissimo uomo: in questo tour Bollani riesce lodevolmente a tenere a bada la sua (pur bella) versatilità di uomo di spettacolo, finché il concerto resta incentrato su Gershwin.

Maria Pia De Vito

 

Ai fini dello spettacolo, sembra proprio l’ingresso dell’ospite Maria Pia De Vito a rompere ritmo e forma dell’operazione.

Le sue eccezionali doti (che apprezziamo quando la cantante si dà ad altri generi, su tutti la canzone dialettale) sembrano rimanere ancorate ad un virtuosismo tutto fine a se stesso, privo del calore proprio dell’esibizione solitaria di Bollani.

I gustosi bis finali, in cui l’istrionismo può finalmente sfogarsi per essere stato fino a un momento prima represso, sono un solenne appuntamento divenuto ormai rituale con il pubblico. E via di siparietti, battute, medley funambolici, imitazioni di Paolo Conte, Franco Battiato e Fred Bongusto, e chi più ne ha voglia, più si diverta.

Antonio Piccolo

 

 

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About Antonio Piccolo

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Antonio Piccolo (Napoli, 1987) è un critico e uno studioso di canzone d'autore, oltre che attore e regista di teatro. È membro della giuria del Premio Tenco; fa parte della redazione musical-letteraria del Premio Lunezia. Ha collaborato alla stesura del "Dizionario completo della canzone italiana" (Giunti, 2006), ai volumi "Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo" (Rizzoli, 2007) e "Nudi di canzone. Navigando tra i generi della canzone italiana" (Zona, 2010). Per la Bastogi ha pubblicato nel 2007 il saggio "La storia siamo noi. Francesco De Gregori".

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