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Sanremo 2014 – Terza serata #senzafiltro

Cosa non sta funzionando quest’anno?

No, non è proprio uno schifo il festival, certo la prima puntata ha dato una mazzata alla noce del capocollo della Rai, ma non è quello, o non solo.

I festival di Baudo erano noiosissimi e prevedibili, zeppi di canzonacce che quelle presenti ora sembrano tutte di Lennon e McCartney; quelli fatti con personaggi riciclati o per “premio alla carriera” invece erano dei patchwork senza senso…

Quindi questo non è il peggiore, ma è certamente uno dei peggio “percepiti”

I problemi sono questi per me:

– la sovraesposizione di Fabio e Lucianina che stimola giudizi preventivi, prevenuti e molto parziali. Il loro schieramento politico non aiuta in questo momento storico: paradossalmente se fossero fan di Berlusca andrebbe meglio, perché avrebbero l’alone dei cattivi e i cattivi fanno più audience, invece loro due sono buonissimi…

– l’impianto e la scrittura delle serate ricalcano quelle dell’altro anno, ma con un senso di “risparmio di energie” e secondo me, checché se ne dica, anche di soldi, è certamente meno costoso questo festival di quello 2013.

– Le polemiche sui compensi, i costi e la contemporanea attesa altissima ha fatto il resto, e a questo punto si sarebbe potuto invitare anche Jim Morrison e Mickael Jackson, l’effetto negatività si sarebbe manifestato comunque: c’è gente sul web che ha insultato Franca Valeri, figuratevi l’umore medio qual è.

Detto questo mi getto sula serata in modo secco e stringato elenco ciò che non è in gara, mentre tento di descrivere meglio le canzoni in gara.

Pif fa ridere con nulla:

“Che pelliccia è questa?”

“Questo? è un ermellino”

“… più d’uno direi!”

Omaggio ad Abbado, e credo si dovrebbe fare di più e prima (che muoiano) per i pochi italiani di valore nell’arte contemporanea, e combattere quei commenti da sfogo psicotico su twitter, che additano per vecchie persone che tirano avanti tutto il carrozzone, mentre loro sono con una birra in mano, il telecomando nell’altra, a lamentarsi delle acconciature di Barbara D’Urso.

La Musica a tutti… per tutti!

La cultura per i poveri non può essere una cultura povera!

Inizia la gara, oggi tutti i 14 Big cantano la canzone in competizione e alla fine ci sarà la prima classifica del festival.

Ah! La scenografia!

Al terzo giorno la boccio senza riserve, ferma, tradizionale ma senza il pregio della suggestione, i piani americani, i primi piani e tutti i tagli nelle inquadrature lasciano negli occhi un senso di incompleto, ha un minimo senso solo ripresa frontale a campo largo: inutile!

– Renzo Rubino: “Ora”

Un po’ “contrito” nell’interpretazione soprattutto nelle strofe, ma poi si agita e cresce, ricorda qualche buon Bersani a colori, il coro appare casuale negli accenti, ma bridge e ritornello vanno forte.

– Giusy Ferreri: “Ti Porto A Cena Con Me”

Con un po’ di umiltà in più, un direttore artistico e produttore come si deve potrebbe diventare una brava interprete, scollarsi dal manierismo singhiozzante che a volte esagera, ora mi sembra invece un po’ ferma dove l’avevamo lasciata un paio di anni fa.

Arrangiamento abbastanza pieno, non illuminante, ma cresce bene sul finale, comunque un po’ prevedibile.

– Frankie Hi-NRG: “Pedala”

Più fluido della prima serata, da sempre l’impressione di essere lì per caso.

La ritmica DUB-Bristol Sound cozza un po’ con i fiati Mexican flavour.

Il tormentone è (quasi) assicurato, ma non sale molto al secondo ascolto.

– Raphael Gualazzi & The BloodBeetroots: “Liberi o No”

La cassa in quattro, fiati R’n’B, Chitarra ritmica e piano elettrico, coro gospel pieno… solo un po’ di originalità in più (data la commistione tra electro dance e Jazz-soul almeno nelle intenzioni) e sarebbe stato perfetto, comunque il pezzo spinge!

– Cristiano De André: “Il Cielo è Vuoto”

Il testo è intenso e sentito, ma come sonorità inciampa con la melodia e l’armonia non banale del brano, l’insieme è meno efficace di quanto meriti.

Improvviso, grandissimo Flash-Mob… Happening, animazione di situazione, scherzone… come lo volete chiamare: uno spettatore si lamenta perché si sta deviando troppo dalla musica, ruba il microfono, inizia a cantare, Fabio lo fa portare via da un buttafuori e si fa ridare il microfono, ma invece il buttafuori inizia a cantare a sua volta e poco a poco si alzano altri spettatori cantando e mettendo insieme un quasi spontaneous-Musical molto bello.

Primo colpo d’effetto di qualità del festival 2014.

– Francesco Sarcina: “Nel Tuo Sorriso”

Canzone ferma agli anni ’70 senza che vi appartenga, struttura de brano simile a altri cinque o sei dello stesso o elle Vibrazioni… non è un bel pezzo.

– Perturbazione: “L’Unica”

Qualche bella intuizione nel testo, bell’andamento shake, leggera leggera, divertente, ben interpretata e non banale. La Migliore finora insieme a Gualazzi!

– Francesco Renga: “Vivendo Adesso”

Solito eccessivo uso di aperture vocali forzose su una canzone che è proprio sanremese e da Elisa(autrice del brano) mi aspettavo qualcos’altro, ma sono anni che ha perso istinto e ispirazione.

– Riccardo Sinigallia: “Prima di Andare Via”

Bel testo! Lo confermo al secondo ascolto, la sequenza di parole, frasi immagini nelle strofe iniziali è molto efficace e lega perfettamente ad un brano privo di spigoli quindi pericolosamente “scivoloso” per le metriche dell’italiano.

Somiglia troppo a suoi precedenti pezzi con Tiromancino, ma va comunque in vetta insieme a Perturbazione e Gualazzi.

Arbore!

Simpatico, professionale, con un pugno di battute e racconti acchiappa il pubblico, lo porta dove vuole lui, poi davanti alla sequenza di format televisivi da lui ideati mi inchino.

Quando attacca “Reginella” definendola “la più bella di tutte” mi sciolgo… e anche il pubblico di Sanremo.

– Noemi: “Bagnati dal Sole”

Non male la ritmica della strofa (richiama “cosa vuoi da me” di Bersani), il coro mi sembra un campione in loop di quello della sigla di “Ciao Darwin”, ma a parte questo la canzone funziona e cresce bene pur non essendo una novità!

Antonella Ruggiero: “Da Lontano”

Non si capiscono le parole, lei mugugna o sviolina la voce ma non articola le consonanti…

Brano con larghi spazi lirici per permetterle largo uso di aperture e vocalizzi, ma la canzone non c’è!

– Arisa: “Controvento”

Altro pezzo sanremese al 100%, ma questo par prendere di più rispetto a Renga.

Resta in testa… anche mentre scrivo mi torna in mente il refrain…

Io vorrei che Arisa non usasse il vibrato, svilisce l’interpretazione e la tenzione della voce nel suo caso, l’alleggerisce troppo e la rende quasi filastroccante.

– Ron: “Singin’ in The Rain”

Carina, senza pretese, questo country ci salva dall’altra che aveva portato in gara, decisamente troppo scontata e prevedibile.

– Giuliano Palma: “Così Lontano”

La tecnica che molti usano di smontare un pezzo, rimetterlo insieme, cambiargli titolo senza quasi fare altrettanto col testo fa si che la canzone di Palma sia una vecchia canzone di Nina Zilli che è già vecchia di suo nello scimmiottare sterilmente Mina…

Qui come autrice non da un mano al buon Giuliano, l’altra canzone presentata era nettamente migliore, se non altro saltellava un po’

Mi manca il suo morbido ska e i Bluebeaters!

Luca Parmitano si mostra come astronauta, sensibile fotografo di altitudini siderali e filosofo semplice e appassionato.

Damien Rice canta chitarra e voce un paio di brani con maestria, l’unico difetto è che così risultano molto intimi e soft e data l’ora e la sequenza non molto esaltante di brani in gara potrebbe avere sul pubblico un immeritato effetto ultima stilla di liquido in un contenitore colmo.

Ma ad avercene!!!

Ecco le nuove proposte di oggi (ieri, data l’ora)

Se mantengono ciò che le tre (Bianca no comment) di ieri hanno promesso, ci svegliano dalla lunga serata sanremese che in realtà prosegue verso una lenta risalita dalla prima disastrosa, ma è un asintoto troppo lieve!

– Rocco Hunt: “Nu’ Juorne Buono”

Primo: cambiare nome

Secondo: cambiare stile

Terzo: se hai scelto di essere rapper in questo momento storico allora sai che l’immagine e l’immediatezza sono più importanti delle canzoni che fai, infatti l’hip-hop italiano non è mai stato così brutto e mai così popolare prima…

La canzone è migliore di altre sentite da lui (di sfuggita, lo ammetto), ma non mi risveglia la passione per il genere sopita dopo la morte di Guru JazzMatazz e lo scioglimento degli Arrested Development…

– Veronica De Simone: “Nuvole che Passano”

Graziosa, timida e umile, bella voce, bellissime gambe, ma sembra una pausiniana con la faccia della Rettore… non ce la fa.

– The Niro: “1969”

Tosto il ragazzo, pezzo inafferrabile e molto più sorprendente e completo di molti dei Big… ce la farà!

– Vadim: “La Modernità”

Struttura e forma si attorcigliano un po’, la canzone rischia di essere percepita come un pezzo sanremese senza esserlo.

Classifica Big

  •  Francesco Renga (non ci siamo…)
  • Arisa (lo supponevo)

  • Renzo Rubino (bravo il ragazzo)

  • Perturbazione (altre volte gruppi indipendenti li schiaffeggiavano in ultima posizione)

  • Gualazzi & Bloodybeetroots

  • Cristiano De Andrè

  • Giusy Ferreri

  • Antonella Ruggiero

  • Noemi

  • Riccardo Sinigallia (farei a scambio con Renga l’inspiegabile)

  • Francesco Sarcina

  • Giuliano Palma (così ti impari a farti scrivere le canzoni dalla Zilli)

  • Ron

  • Frankie Hi-NRG

Tra i giovani passano Rocco Hunt e The Niro.

A domani

About Claudio Salvini

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Claudio “Nighty” Salvini nasce… come tutti! Questo gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che potesse venire al mondo come gli altri terrestri! Passa gran parte della sua vita a mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università. Successivamente, con una spiazzante mossa da esemplare italico di homo sapiens (una raccomandazione), conquista un posto in fabbrica come operaio generico. Non contento della insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua presunta intelligenza… L’Animatore Turistico! Purtroppo l’istinto di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità. Si è autoprodotto in tre libri: Racconti e Frammenti, (Montedit 2005), Noi!…æ (vincitore narrativa “Il Camaleonte” 2006), Se Rinasco Suono il Basso; scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it), accompagnando tutto con la colonna sonora dei suoi 1400 album di musica (da 1 Giant Leap a Zero Db, in rigoroso ordine alfabetico). Subisce da sempre gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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