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Sanremo 2014 – Seconda serata #senzafiltro

Il mio pre-festival personalizzato si sintonizza sulla gara di “corto” del pattinaggio artistico su ghiaccio donne.

Gracie Gold e Adelina Sotnikova mi “innamorano”, la Kostner finalmente attacca!

Kim Yuna va su Marte.

Domani si annuncia forse la più bella gara di sempre della specialità.

Mi preparo ad affrontare la seconda serata di Sanremo e incrocio tutto ciò che posso incrociare tra arti pensieri e oggetti, tocco ferro e spero non mi uccida…

Pif è leggero e divertente e “Corrado Augias non lo caga nemmeno Grillo… non siamo pronti per la rivoluzione” è forte!

– Per ovviare al problema di ieri sera, stavolta sarà il palco e la scenografia a piombare sul sipario immobile!-

Claudio Santamaria, sempre bravo, ricorda Alberto Manzi leggendone un’appassionata lettera: “Onestà, intelligenza, amore…”

L’apertura decisamente più interessante e in stile rispetto a ieri sera, che avventori a parte era proprio mal congegnata.

Le Kessler! I 60 anni della Tv vanno si festeggiati e poi, “Quelli belli come noi che sono tanti” mi è piaciuta sin dall’inizio, il ’69… ero in fasce e già capivo!

Inizia la Gara.

– Francesco Renga canta “A Un Isolato da Te” e “Vivendo Adesso”. La prima è in tutto la stessa canzone che ha vinto l’altro anno e infatti l’autore è lui, Casalino.

Renga pronuncia le “O” più tonde che Giotto potesse mai solo sognare.

La seconda è di Elisa, la auto-svalutatissima cantautrice Goriziana… entrambe “solite” e poco sorprendenti, passa la seconda.

Intanto pensavo che se tra una 40ina di anni volessimo festeggiare i 100 anni della Tv chi inviteremmo? La Balivo, la Clerici e Barbara D’Urso? (Rabbrividisco)

– Giuliano Palma canta una canzone scritta anche dalla Zilli… ed è un clone di uno dei cloni cantati dalla Zilli finora nella sua breve e già stanca carriera, “Così Lontano”, sentori anni ’60. Io speravo in un paio di ska stilosi, ma invece niente.

Un Bacio Crudele” mi piace di più, quindi… passa la prima!

Zoeggler con medaglia (ne ha vinte 6 in 6 olimpiadi…) al seguito annuncia la canzone vincente. Rigido come i ghiacci che sfida, ma è importante ogni tanto far apparire atleti come lui che non hanno come priorità quale velina circuire e che marca di gel utilizzare prima di una partita.

Gara di pensierini tra Lucianina e Fabio intorno alla parola “Bello”.

Mi stimola un tweet e lo cito:

“#bello è pensare di essere migliore…iniziare a dimostrarlo e scoprire che non sei stato l’unico ad avere questa idea…”

– Tocca a Noemi con “Uno Uomo è Un Albero”, sbaglia l’attacco e vorrebbe ricominciare, ma si riprende e va avanti, canzone simile a altre già cantate dalla giovane rossa… Look avventato e avveniristico fuoriuscito dalla prima della cantante lirica del 5° Elemento di Besson…

La seconda canzone non si stacca molto dallo stile precedente, ma nella ritmica ha qualcosa di più, stavolta lo so, passa “Bagnati dal Sole”

– Renzo Rubino era tra i giovani l’altro anno, strano e originale, impavido calca il palco con una naturale sfrontatezza seppur timido e riservato quando si esibisce, le sue sono tra le migliori due canzoni dei Big finora.

Ora” sembra convincente e sfuggente allo stesso tempo; “Per Sempre e Poi Basta” è praticamente un Waltz, molto cantautoriale, molto delicata e forse non colpirà le orecchie dei televotanti. Si becca un bel po’ di applausi, ma passa la prima.

Kasia Smutniak annuncia la vincente e… insomma se è bella sta donna!

Franca Valeri…

Silenzio, commozione, affetto, ammirazione…

Una lacrima…

La sua voce rotta dagli “affanni” e i malanni…

La sua forza…

Silenzio…

Grazie Franca!”

– Ron torna a Sanremo dopo un po’ di anni con “Un Abbraccio Unico”, un compitino per lui, rispecchia il suo stile nelle ballad, ma non aggiunge nulla a ciò che ha nel suo bagaglio trentennale.

Singin’ In The Rain” è un Country più divertente e interessante e passa!

Gian Antonio Stella ci elenca al volo alcune delle parti del nostro patrimonio artistico e culturale che stanno disfacendosi.

Mi torna sempre in mente la frase di quell’imbecille(che mi quereli se vuole) di Tremonti “con la cultura non si mangia” per giustificare l’ennesima finanziaria di tagli e sacrifici per soddisfare i soliti interessi che ora sappiamo bene dove ci hanno portato!

E poi il dato: 4% del PIL dal Turismo… credo che la Germania arrivi al 18… dobbiamo svegliarci, credo!

Claudio Baglioni arriva sul palco dell’Ariston dopo 30 anni, l’ultima e unica volta aveva ritirato il premio per la canzone del secolo con “Questo Piccolo Grande Amore” (Rabbrividii)

Canta quattro suoi brani famosi, Avrai e Mille Giorni meritano senz’altro menzioni speciali, gli anni donano loro forza invece che ammutirle, quelle strappalacrime degli esordi non mi son mai piaciute e in fondo credo siano inferiori a molte sue più recenti composizioni.

Dal Web scorgo lamenti sui “vecchi” che vengono invitati sul Palco, non sembrano accettare il messaggio che solo queste glorie siano in grado di essere interessanti, professionali, suggestive…

Io posso essere d’accordo, anzi lo sono certamente: dobbiamo dare importanza e visibilità al nuovo, a ciò che verrà, ma nel contempo sono cosciente che mai come oggi abbiamo bisogno di ricordare, di imparare da Franca Valeri, Tito Stagno, le Kessler, la Carrà… dopo venti anni di “selezioni” fatte col metodo “cena bunga bunga” abbiamo almeno un paio di generazioni di presentatori e attori che non possono essere di grande esempio a chi vorrebbe essere, a ragione, il futuro!

– Riccardo Sinigallia rifà sue le armonie Tiromancino (credo sia stato un divorzio poco consensuale con il resto del gruppo, molto di ciò che li portò in auge in realtà era a sua firma, e si sente), il testo soprattutto nelle strofe iniziali mi piace parecchio, la canzone gira bene: “Prima Di Andare Via”.

Una Rigenerazione” mi piace ancor di più: fiati R’n’B, andamento da colonna sonora di road-movie e richiama il buon Fabi, bella.

Passa la prima.

– Francesco Sarcina canta la stessa canzone dagli esordi con le Vibrazioni; l’andamento, più che la melodia, l’architettura e la gestione delle dinamiche vocali sempre e dico sempre uguali.

Si sentono i “Seventies” come sempre, sotto sotto, ma non basta a mio parere, involuto e poco innovativo anche da solista.

Tra “Nel Tuo Sorriso” e “In Questa Città” passa la prima e lui si fa un “selfie” mentre esce dal palco .

Rufus Wainwright Canta in modo sublime una canzone che mi fa chiedere una volta di più perché è così raro dalle nostre parti avere un pezzo simile in gara… poi mi rendo conto che è raro a livello mondiale avere brani così nel repertorio.

Sempre da web leggo farneticanti lamentele di ignoranti, deficienti (nel senso offensivo e letterale del termine) retrogradi, pavidi individui che non ritengono giusto che sul palco ci sia un Gay sposato… “siamo una nazione cattolica e la Rai è pubblica…” Neanche avessero messo in onda una diretta di un genocidio ripreso col macro…

Questi stupidi senza vergogna che amano la loro “libertà di dire certe sciocchezze”, non amano che la stessa sia data ad altri per fare cose eccelse…

Mi fanno vergognare di appartenere alla medesima razza animale.

Il Web effettivamente è il più equo tra i mezzi di comunicazione, fa emergere paritariamente gli stolti come i virtuosi, il prossimo passo della nostra evoluzione sarà quello non di “moderare il web”, che equivale a censura, ma di imparare a scegliere, e rendere sempre più minoranza una delle due fazioni…(quale?… tremo al pensiero)

Inizia la gara dei giovani.

È mezzanotte.

Son tutti stanchi.

Fazio appare in vestaglia da notte.

Le canzoni dei giovani sono però molto valide, tre su quattro risollevano da sole il mediocre e conservativo festival dei Big del 2014.

  • – Diodato con “Babilonia”
  • – Filippo Graziani (figlio del grande Ivan) con “Le Cose Belle”
  • – Zibba con “Senza di Te”
  • – Bianca con “Saprai”

I primi tre ci riappacificano con il festival: il primo intenso e trascinante, il secondo porta un pezzo tirato che ti viene voglia di suonarci la batteria aggiunta sopra e accelerare all’infinito e la chitarra ritmica e… Zibba melodioso e accompagnato da un Sax Soprano solista che a Sanremo è divenuto più raro dei Panda in Cina.

Bianca invece canta una consueta canzoncina da Big qualsiasi e svanisce tra gli altri.

Passano Zibba e Diodato.

Mentre scrivo ascolto e scruto di traverso il Dopofestival: nessuna polemica forzata, qualche battuta riuscita, serenità e rispetto tra i cantanti, tweet divertenti, altri meno…

La seconda serata è riuscita meglio di ieri (peggio era onestamente difficile, ma temevo aspirassero ad un originale e infausto record), il feeling tra i due conduttori si è riacceso fino alla “giornalata in testa” a Lucianina da parte di Fazio dopo la milionesima battuta.

Solo troppo lunga, e poche novità rispetto all’altro anno, pur con una ritrovata serenità e fluidità (e qualche canzone bella in più rispetto a ieri), sembra un Sanremo orientato ad un onorevole pareggio.

A domani!

About Claudio Salvini

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Claudio “Nighty” Salvini nasce… come tutti! Questo gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che potesse venire al mondo come gli altri terrestri! Passa gran parte della sua vita a mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università. Successivamente, con una spiazzante mossa da esemplare italico di homo sapiens (una raccomandazione), conquista un posto in fabbrica come operaio generico. Non contento della insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua presunta intelligenza… L’Animatore Turistico! Purtroppo l’istinto di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità. Si è autoprodotto in tre libri: Racconti e Frammenti, (Montedit 2005), Noi!…æ (vincitore narrativa “Il Camaleonte” 2006), Se Rinasco Suono il Basso; scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it), accompagnando tutto con la colonna sonora dei suoi 1400 album di musica (da 1 Giant Leap a Zero Db, in rigoroso ordine alfabetico). Subisce da sempre gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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