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Remo Anzovino – Vivo

Con la delicatezza che gli è propria e una sobrietà di altri tempi, il garbato pianoforte di Remo Anzovino approda alla prima pubblicazione live dopo quattro album studio, che gli hanno gradualmente, ma senza pause, fatto guadagnare un pubblico sempre più corposo, attento, attaccato alle sue tracce in movimento. Sì, “movimento” è probabilmente la parola che coglie prima di ogni altra la natura delle composizioni di Anzovino, il quale – non a caso – si è fatto le ossa suonando per il grande cinema muto. E infatti la musica in questione, sebbene strumentale, parla e racconta storie, così come lo fanno i classici del muto, e intreccia sonorità più lievi e più dense sfuggendo a qualunque possibilità di etichetta. Il progetto in questione, “Vivo” è la somma di un cd, in cui è contenuta la registrazione di un concerto tenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e di un dvd, in cui è contenuto il video del concerto tenuto alla diga del Vajont il 15 settembre 2013 per il cinquantenario del disastro. E “Vivo”, come denuncia il suo titolo, svela senz’altro la vitalità dell’attimo creativo, la dinamicità del momento, la transizione che sta attraversando Anzovino oggi, sempre più disposto a ricercare sonorità più fredde e servirsi di suoni anche aspri, ficcanti, soprattutto con il supporto delle chitarre elettriche di Alberto Milani. Figlio degno dell’ultimo album, “Viaggiatore immobile”, il progetto apre varchi e aspettative per il futuro, in cui è auspicabile una più compiuta mediazione con i componimenti degli inizi, dove fisarmoniche oniriche e melodie ballabili la facevano da padrone. Plausi ed elogi merita infine la chicca di “Vivo”, ossia il dvd dove è possibile apprezzare non solo e non tanto la resa in concerto, quanto la portata emotiva che sa avere la musica quando si fa veicolo di memoria, ricordi sepolti e umanità tornate alla luce. Nella cornice della diga del Vajont, amara e bellissima, l’abbraccio della comunità si stringe attorno al piano di Remo Anzovino, toccando l’apice nel brano “9 ottobre 1963 (Suite for Vajont)”, eseguito per l’occasione insieme al Coro Polifonico di Ruda.

RemoAnzovino_Vivo

VIVO

Cd + Dvd

Egea 2013

About Antonio Piccolo

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Antonio Piccolo (Napoli, 1987) è un critico e uno studioso di canzone d'autore, oltre che attore e regista di teatro. È membro della giuria del Premio Tenco; fa parte della redazione musical-letteraria del Premio Lunezia. Ha collaborato alla stesura del "Dizionario completo della canzone italiana" (Giunti, 2006), ai volumi "Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo" (Rizzoli, 2007) e "Nudi di canzone. Navigando tra i generi della canzone italiana" (Zona, 2010). Per la Bastogi ha pubblicato nel 2007 il saggio "La storia siamo noi. Francesco De Gregori".

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