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Premio Tenco 2011 – Terza serata

Che questa terza serata del Premio Tenco 2011 sarebbe stata una serata diversa, si è intuito da subito. Il teatro era già dato esaurito da giorni per la presenza del rocker Luciano Ligabue e alle ore 21 di sabato, molta gente ancora era in attesa di entrare all’ingresso dell’Ariston. A colpo d’occhio l’età media era decisamente più bassa del consueto e molte erano le ragazzine giunte da ogni dove non certo per l’assegnazione dei Premi Tenco alle pur prestigiose figure di Jaromìr NohavicaMauro Pagani, ma per toccar con mano il loro mito.

 

Giorgia Del Mese, avellinese trapiantata a Firenze, entrata in scena subito dopo una breve presentazione del bravo Antonio Silva, è dunque toccato di iniziare a cantare con un via vai di persone che entravano in sala e cercavano il posto loro assegnato, in più un problema al cavo della chitarra acustica, l’ennesimo problema a dire il vero di questa rassegna che, se ci fosse stato da assegnare un Tapiro, quest’anno sarebbe andato sicuro nelle mani dei fonici, perché anche questa terza e ultima serata, ha presentato problemi acustici in più momenti. La giovane cantautrice, però, ha saputo domare la situazione, quasi avesse alle spalle una lunga carriera e, ha presentato un trittico di canzoni tratte dal suo bel disco d’esordio “Sto bene”, un titolo che in realtà contrasta con le canzoni contenute, proprio come le stesse “Non starmi a sentire”“Cattivo tempo”“Niente da espiare” qui cantate con una grinta e una rabbia tali, da far partire a mille la serata. Caldi e meritati gli applausi ricevuti.

 

A surriscaldare la serata ci pensa poi la band romagnola dei Nobraino, che già si erano presentati in maniera originale in conferenza stampa, rimasti, infatti, imbottigliati nel traffico sanremese, si era presentato all’incontro solo Lorenzo Kruger il cantante, giunto all’Ariston a piedi e, poco dopo, raggiunto dal batterista. Sul palco, la sera, si sono dimostrati davvero energici e originali, sapendo creare situazioni che, si può dire, non li fa somigliare a nessun altro e che coinvolgono bene il pubblico, tanto che già alla loro prima canzone, un testo contro la guerra, riescono a strappare applausi ben prima della fine della canzone. Seguono altre due canzoni simpatiche, trascinanti che, raccontano al pubblico, finiranno nel loro nuovo disco atteso per primavera. Concludono il set con “Bifolco”, un bis in realtà auto richiesto dallo stesso cantante, a dimostrare quanto ci sanno fare e quanto siano coscienti delle loro potenzialità.

 

Tocca quindi a Paolo Benvegnù, chitarrista-cantante fondatore degli Scisma e ora avviato a un ottimo percorso come solista, l’ardua impresa di mantenere la concentrazione del pubblico su di sé e devo dire che ci riesce eccome. Accompagnato da un’ottima band, dimostra che il suo secondo posto ottenuto con il disco “Hermann” nella classifica che assegna la Targa Tenco per il “Migliore album dell’anno in assoluto”, dietro a Vinicio Capossela, è assolutamente meritato. Disco colto il suo, denso di riferimenti letterari in cui però parole e musica s’incastrano alla perfezione, il tema è l’uomo, la sua evoluzione o involuzione forse. Difficile forse da rendere al meglio in questa situazione, ma lui ci sa fare e gli applausi che riceve sono convinti.

 

Grande serata questa, non si scende mai di livello e anche la Piccola Bottega Baltazardimostra di sapere il fatto suo, a cominciare dall’omaggio che è chiamata a eseguire per la ricorrenza dei novant’anni dalla nascita e i trenta dalla morte di Georges Brassens, a lui dedicano così “Marinette”, ovviamente tradotta in italiano, com’è accaduto nelle sere precedenti. Poi, mescolando il dialetto veneto (è evidentemente l’anno del Veneto, dopo la Targa assegnata in prima serata a Patrizia Laquidara) e l’italiano senza soluzione di continuità, presentano tre chicche “Le rose d’ogni mese”“La donna del cowboy” e“Stefania dorme vestita” tutte tratte dal loro bellissimo ultimo disco “Ladro di rose”, espressione del migliore artigianato musicale italiano e testimonianza dell’amore che li lega alla loro terra.

 

Giunge così il momento del primo assegnatario dei Premi Tenco (quelli cioè assegnati dal Club Tenco stesso e non dall’insieme dei giurati, come avviene invece per le Targhe), trattasi del ceco Jaromìr Nohavica, definito il “Guccini di Praga”, una definizione che già rende l’idea della portata artistica della sua opera. Prima di lui però è Alessio Lega, il cantautore salentino che per primo in Italia ha tradotto e cantato sue canzoni, a cantare una sua canzone che diventa così “Cometa”. Poi è lo stesso Jaromìr Nohavica a tornare sul palco a presentare un pugno di emozionanti canzoni, le cui traduzioni sono state rese disponibili al pubblico tramite degli schermi posti ai lati del palco, alternandosi efficacemente tra chitarra e organetto. Prima di concludere la propria esibizione ha chiamato nuovamente sul palco Alessio Lega per duettare in “Zitra rano v pet” (“Alle cinque di mattina”), una toccante canzone contro la pena di morte in versione bilingue. Premio, il suo, meritato.

 

 

Dopo un momento così intenso e drammatico era giusto sdrammatizzare e a farlo ci hanno pensato Petra MagoniPeppe Voltarelli che hanno presentato una pirotecnica versione di“La cicoria”, canzone pubblicata nel 1954 da Domenico Modugno e che nelle loro mani, anzi nelle loro ugole, funziona ancora a meraviglia. E’ puro spettacolo.

 

 

Così come meritato, è il Premio Tenco assegnato a Mauro Pagani, un artista che definire “musicista” è molto riduttivo, tanto che il premio gli è assegnato alla carriera come operatore culturale, tutto quanto ha fatto in tanti anni per i suoni della musica è, infatti, solo una minima parte dei suoi meriti, anche se con il suo set dimostra ancora una volta la sua grandezza in veste di musicista, alternandosi tra violino e chitarra (quest’ultima uno strumento che, con grande modestia, in conferenza stampa, ha detto di non sapere suonare ma che ama a tal punto da collezionarlo). Esegue dal repertorio della PFM “Impressioni di settembre”, un suo brano inedito e scritto in inglese “A potted plant”, una personalissima rivisitazione in chiave gospel di un testo di Hafiz, un poeta mistico sufi del ‘400 e che finirà nel suo prossimo disco previsto per il 2012. Poi è la volta di “Ottocento” (per il quale chiede scusa dell’inevitabile differenza dall’originale, perché allora aveva avuto a disposizione una quantità di musicisti impressionante) che dedica al compianto Piero Milesi) e, infine, ancora un’altra canzone legata alla sua esperienza con De Andrè, l’inarrivabile “Creuza de ma”. Esce dalla scena, sommerso da un’interminabile ovazione di applausi.

 

 

Per una parte del pubblico, quella magari un po’ snob che se il cantautore non è DOC non lo vuole neppure sentire forse la serata si sarebbe chiusa qui, per le tante ragazze invece, ma non solo, perché di gente accorsa per ascoltare Luciano Ligabue ce n’era davvero tanta e di tutte le età, la serata in quel momento stava solo per cominciare. A mezzanotte inoltrata, infatti, il rocker di Correggio non era ancora apparso sul palco. Salito in scena e, ritirato il Premio TencoLigabue ha omaggiato il gremitissimo Ariston di un set acustico di tutto rispetto. Forse i suoi fans più agguerriti avranno storto il naso abituati alle schitarrate elettriche, mentre quelli che non lo ritenevano meritevole di questo premio si sono un po’ ricreduti poiché, accanto a pezzi pop-rock come “Il peso della valigia”“Il meglio deve ancora venire”Luciano Ligabue ha mostrato il suo volto migliore, quello di un uomo che davanti a un episodio come l’immotivata strage avvenuta il 23.01.09 in un asilo di Dendermonde per opera di uno squilibrato, vestito da Joker e armato di un lungo coltello, riesce a comporre “Quando mi vieni a prendere?”, un brano che colpisce nel segno, un preciso affondo nella coscienza di ognuno, un momento toccante, che riesce a commuovere anche l’orso che c’è in me. Forse una conciliazione tra il rock o comunque la musica più commerciale, di massa, da grandi stadi e quella invece più artigianale e fatta di fine cesellatura esiste e, Ligabue, l’ha dimostrato.

La serata si chiude con l’esecuzione di Buonanotte all’Italia”, che vede anche il ritorno sul palco di Mauro Pagani e il suo formidabile violino, questa volta in veste di “accompagnatore” del Liga. Penso per la prima volta in assoluto nella storia del Tenco, il pubblico è ammassato e festante sotto il palco ed è un tripudio di macchine fotografiche, videocamere, cellulari, braccia che si agitano e striscioni da stadio.

 

 

Un’ultima considerazione, la voglio per fare sul presentatore Antonio Silva e il “tappabuchi” di turno Peppe Voltarelli, che sicuramente non saranno stati pagati come Pippo Baudo o le comparsate dei vari comici alle diverse edizioni del Festival di Sanremo, però per bravura e simpatia non sono certo stati da meno e, se le tre serate del Premio Tenco sono funzionate a dovere, è anche merito loro. Bravi!

 

Ora è tempo di bilanci, questa edizione del Tenco è stata un’edizione straordinaria in ogni senso, non solo perché è stata dedicata alla figura mitica di Amilcare Rambaldi, ma perché è stata costruita nell’ottica del suo insegnamento, quello cioè di puntare su nomi nuovi, magari anche scomodi, personaggi che in altre rassegne non avrebbero trovato una collocazione. Certo, magari poi non a tutti gli artisti che hanno calcato quelle assi, è riuscito o riuscirà a raggiungere il grande pubblico, com’è accaduto a Luciano Ligabue, però è anche vero che lo stesso Ligabue fu chiamato al Tenco proprio da Amilcare Rambaldi nel lontano 1993, quando la sua fama era ancora agli albori.

 

Il Tenco non può quindi che continuare a vivere, per Amilcare Rambaldi, per Luigi Tenco, per la Canzone d’Autore.

 

 

Link

Sito ufficiale di Giorgia Del Mese: www.giorgiadelmese.it

Sito ufficiale dei Nobraino: www.nobraino.eu

Sito ufficiale di Paolo Benvegnù: www.paolobenvegnu.com

Sito ufficiale della Piccola Bottega Baltazar: www.piccolabottegabaltazar.it

Sito ufficiale di Alessio Lega:  www.alessiolega.it

Sito ufficaile di Jaromìr Nohavica: www.nohavica.cz

Sito ufficiale di Mauro Pagani: www.officinemeccaniche.biz/mauropagani

Sito ufficiale di Luciano Ligabue: www.ligachannel.com

Sito ufficiale di Peppe Voltarelli: www.peppevoltarelli.it

 

About Fabio Antonelli

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Bio: Scrivo occasionalmente recensioni ed articoli per il portale di musica La Brigata Lolli e "L'isola che non c'era". Dal 2007 fino ad oggi collaboro con: Estatica - Enciclopedia della Musica Italiana. (progetto di Fabrizio Pucci) MB sito dedicato al Rock ed alla musica d'autore (progetto di Maurizio Bianchimano) Collettivo Parini (Un promontorio della cultura, una cultura del promontorio) "Gocce di noi"Rivista bimestrale di poesia e non solo, liberamente scaricabile dal sito Gocce di Poesia. Il Tonnuto (Giornalino musicale online dagli amici di Cabiate) Ho collaborato con il Pub Chic & Freak di Menaggio (CO) curandone la programmazione musicale. Da circa un anno curo la crescita artististica del cantautore comasco LELECOMPLICI. Dal 2010 entra a far parte della giuria che assegna le Targhe Tenco e.mail: fabioantonelli1967@libero.it Fabio su Facebook:

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