Canzone d'autore italiana

Dark Light
Pinomarino – Non Bastano i Fiori

Pinomarino, da Roma, premio Ciampi 2000, ennesimo rappresentante di quell’eterogeneo gruppo di artisti della capitale (i vari Silvestri, Fabi, Gazzè…) che dall’inizio degli anni novanta stanno dando nuova linfa al panorama cantautorale italiano. Come i suoi concittadini, anche questo autore semi-emergente (Non bastano i fiori è il secondo disco dopo il promettente Dispari) si carica sulle spalle il difficile compito di scrivere canzoni che coniughino, ad un eccellente carica radiofonica, dei testi intelligenti se non di un certo valore letterario.
E Pinomarino (nonostante una voce non proprio eclettica che regala a volte qualche vocalizzo gratuito), negli episodi del disco in cui intraprende questa strada, non se la cava male: Canzone numero 8 e Ciao, ciao buonafortuna ci azzeccano parecchio e non inorridiscono alla lettura. Infatti Pinomarino ha una scrittura elegante, a tratti ironica tanto da essere un poco caustica (nel segno del miglior Rino Gaetano, si veda Menomale) ma soprattutto sobria, senza melasse e melodrammi, anche quando, come ne I fiori, i versi devono comunicare cose dure e troppo vere (“l’aspro segna il palato più del dolce, stessa sorte del grano con la falce”). Altre volte poi il cantautore romano dimostra di avere un’intelligenza comunicativa molto interessante, al di là delle parole, nell’uso scarno ma notevole degli arrangiamenti.
L’acqua e la pazienza è comica e surreale quanto basta (“un verme senza voglie mangia solo per fastidio… si fa bello, punta in alto, vuole diventare grande, aspira ad essere anaconda sì, e sua moglie la gioconda”) ma ha un forte retrogusto malinconico, come il commuovente giro di pianoforte iniziale che poi accompagna tutto il brano.
Purtroppo, però, Pinomarino come i “romani” sopraccitati ed altri nuovi della musica d’autore (salvo alcune eccezioni waitsiane, Capossela, o in alcuni momenti fortemente abbattiate, Max Gazzè) hanno un grosso difetto: ad un forte cambiamento musicale rispetto alla tradizione non hanno fatto seguire un palpabile cambiamento nei temi (i soliti guerra, amore…) che, dopo quasi cinquant’anni di cantautorato e alcuni mostri sacri, cominciano ad essere un po’ ripetitivi. E, ripetizione dopo ripetizione, canzoni che sono dei piccoli capolavori pur sempre piacevoli da ascoltare (qui Caporal maggiore e L’isola), con un occhio più “storico” sanno leggermente di già sentito.

copmjc.asp





Pinomarino

Non bastano i fiori

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