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Lettera aperta al Sig. Roberto Kunstler

Caro Sig. Kunstler,
sono qui a scriverle dandole del lei, certamente non perché lei sia persona che esige tale reverenza, come dimostrato in qualche occasione di incontro con il pubblico, quanto invece spinta dal rispetto che nutro per lei come persona e come artista, per la sua capacità, la sua fierezza, l’umiltà della sua genialità che la contraddistinguono.

Voglio usare con lei quel tono che merita, che forse altri, approfittando della confidenza, non le hanno riservato negli anni della sua carriera, travalicando il rispetto che si deve a chi sa dare molto, che non deve mai negarsi a chiunque, e tanto meno a chi sa concedere, creare, e esprimersi con indole generosa, limpida e franca, perché di persone così ce n’è estremo bisogno, oggi più di ieri.

Sono qui attonita, come ormai da un anno e mezzo ma da un paio di settimane ancora di più. In tutti questi mesi, ho imparato a conoscerla artisticamente, dopo che un giorno qualcuno a lei vicino mi confessò che quel poeta che avevo ascoltato nelle canzoni di Sergio Cammariere era lei. Ma questo l’ho detto e soprattutto scritto così tante volte, che anche i sassi potrebbero arrivare a dirmi che sono ripetitiva all’esasperazione, se solo potessero parlare.

Eppure, dopo un anno e mezzo, non solo ancora c’è bisogno di ripetere che lei è l’autore di Sergio Cammariere per renderlo noto, come è giusto davanti alla poesia che non può essere attribuita ad altri che all’autore, ma c’è anche bisogno di correggere quello che viene indotto da chi, addetto ai lavori, pur consapevole di Roberto Kunstler, per qualche strano o vago motivo che non mi è dato di conoscere, chiede in un’intervista a Cammariere da cosa è stato ispirato in un testo di una canzone.

Allora, ecco qua che, quand’anche l’arte sia umile, fiera, generosa e lampante, la sua, in questo caso, va ripetuta e anche chiarita.

Perché mi è stato detto – ed è certo – che quando lei scrive i testi non si sviluppano su commissione, che quella frase essere mandati dall’”alto” è la sua perché solo lei sa come sono venuti fuori, dov’era mentre scriveva, cosa le è stato suscitato e da chi o da cosa.

foto18Dalla pace del mare lontano” è una canzone che è stata scritta in un viaggio su un traghetto verso l’isola d’Elba, è stata ispirata nell’aver letto un libro del poeta italiano Carlo Michelstaedter, e questo è accaduto ben due anni prima dell’inizio della sua collaborazione con Sergio Cammariere: in pratica, è stato lei a comporla e soltanto due anni dopo l’ha rivista assieme a Cammariere, in occasione del primo album di questi… che, anche di questo non se ne parla molto, è stato in realtà proprio “I ricordi e le persone”, scritto, arrangiato e interpretato da Roberto Kunstler e Sergio Cammariere assieme. “Dalla pace del mare lontano”, infatti, è il secondo effettivo album di Sergio Cammariere, ed il primo sì ma come solista.

“L’album “I ricordi e le persone” nasce proprio da lei e dal fatto che essendo già cantautore conosciuto e apprezzato alla corte di Vincenzo Micocci, allora direttore artistico della RCA, e essendo lei sotto contratto da diversi anni con la IT (etichetta indipendente distribuita dalla RCA) proporrà lei stesso un nuovo disco in cui tirar dentro anche Sergio Cammariere, come compositore e come secondo interprete, che vedrà così i suoi esordi nelle case di registrazione per un disco che sarà regolarmente venduto e distribuito.”

Delle 13 canzoni contenute nell’album, 5 sono completamente unicamente sue per testi e musica, e soltanto di 2 lei scrive i testi e Cammariere compone la musica, mentre delle restanti 6 i testi sono come per tutte suoi e la musica è scritta a quattro mani tra lei e il Sig. Cammariere.

Un album che reca molto forte la sua impronta e la sua volontà, Sig. Kunstler, che avvia Sergio Cammariere al mondo della musica ed alle scene ufficiali.

In “Dalla pace del mare lontano”, primo album solista di Cammariere, appunto, e che è anche il suo album che più venderà arrivando a ottenere un doppio disco di platino, compaiono nuovamente “Dalla pace del mare lontano” e “Cambiamenti del mondo”, tratte dal precedente “I ricordi e le persone”, qui interpretate esclusivamente da Sergio Cammariere e leggermente riarrangiate per il nuovo LP/CD. Nell’album ci sarà anche “Canto nel vento”, che è la sua “Se mi parli così” dell’album di Roberto Kunstler “Gente Comune” del 1985, rivista musicalmente. Quanti sanno, perché non viene detto, quanti vanno a guardare nel dettaglio, che tutte le seguenti canzoni sono “parole di Roberto Kunstler” e ANCHE musica di Roberto Kunstler e Sergio Cammariere”?

Sorella mia

Dalla pace del mare lontano

Paese di goal, prescelta tra l’altro come jingle per gli intervalli delle trasmissioni di Radio1 RAI nel corso dei mondiali di calcio dello scorso giugno, perché descrive perfettamente alcuni episodi della storia calcistica del nostro Paese e gli atteggiamenti degli sportivi nostrani, improvvisati allenatori di calcio in queste occasioni

Vita d’artista… la sua vita di artista, Roberto Kunstler… perché quel cognome così difficile da ricordare è proprio il suo e non quello di altri, vero, Sig. Kunstler? E perché kunstler traduce la parola artista in tedesco… così che quella Vita d’Artista è proprio la sua… e di alcun altro.

Per questo, mi riesce difficile tollerare, sapendo quanto c’è dietro… ma non dovrebbe essere dietro!, perché è scritto ma non viene detto, rammentato, spalanco gli occhi quando sento chiedere pubblicamente a Cammariere cosa lo ha ispirato per “Sorella mia” o “Dalla pace del mare lontano” (ripeto, come detto “fino all’esasperazione”: parole di R. Kunstler, musica di R. Kunstler e S. Cammariere). E vorrei solo risposte sincere.

Per questo, non posso sopportare che si parli ancora di poesia dei testi di Cammariere senza attribuirle il giusto valore, la giusta proprietà in maniera aperta e Palese, senza che per qualche strano o vago, mi ripeto ancora, motivo questo non sia dato a sapere. Perché quel poeta è solo lei, Roberto Kunstler. Quello che ha reso e rende belle e famose le canzoni di Sergio Cammariere al pari della brillante musicalità del Sig. Sergio, che doveva solo esplodere nella sua capacità musicale, quando lei lo incrociò e decise di cominciare a lavorare con lui. Lei ha contibuito al successo del Sig. Sergio Cammariere al pari di quanto fanno musicisti del taglio e pregio quali Fabrizio Bosso, Olen Cesari, Luca Bulgarelli, Amedeo Ariano e tanti altri prestigiosi artisti. Perché la gente è affascinata e rapita dalle sue parole, Sig. Roberto Kunstler.

Quanti ne ho colpiti e stupito in tutti questi mesi, Kunstler, contraddicendoli facendogli sapere che l’autore di quelle parole è proprio lei!

Le emozioni, gli umori, le metafore, le intuizioni geniali, le ispirazioni, il volteggio e la ricercatezza di quelle parole nei versi delle canzoni di Sergio Cammariere sono il mondo di Roberto Kunstler. E non posso sentir dire o affermare che sono di alcun altro.

Perché non è vero.

Perché non dicono il vero.

Ma certo che lei non può che saper questo! Se lo sarà sentito dire chissà quante volte in vita sua!Una carriera artistica di 25 anni.

Eppure lo scrivo a lei.

Perché?

Perché in questo anno e mezzo sono un po’ stanca di parlarne, con interlocutori del settore dei media e della discografia, stanca di volerne sentire parlare altrove che non in un blog lanciando una lettera sulla rete. Eppure appare che non ce ne sia alcun altro modo sino ad oggi, che non è vero che non sia dato “volutamente” spazio a Roberto Kunstler, al suo nome, alla sua notorietà, al contributo che ha dato e dà alla musica italiana. Ma allora, perché sarei costretta a parlarne QUA?

Sono anche toccata dal sentirmi compressa come un cuscino tra tutto quello che le persone che la conoscono dicono e mi dicono di lei, quelli che non si fermano alle apparenze, ma che sanno ed apprezzano. Stanca di voler trovare una voce, stanca di chiederla pubblicamente, stanca nel trovarmi sempre, ancora, a non capire perché alle persone che mi scrivono e che la vogliono non sia dato ascolto. Ancora arriva quel perché…

Loro sanno che da tempo vorrei e condividono la voglia che le cose fossero diverse, che lei fosse pubblicato, autenticato, affermato con il suo nome per esteso. Roberto Kunstler. Un cognome forse difficile da ricordare, ma una persona di pregio, valore per la musica italiana. E sicuramente amato da chi lo conosce artisticamente.

Così mi capita di raccogliere qui non solo le mie ma le loro impressioni come fossi una calamita, per dare voce a un coro, cercando di rigettarle verso chi dovrebbe darci ascolto, da parte di chi vorrebbe ascoltare lei, perché è il pubblico che premia.

E’ un diritto negato quello che viene dal non poter scegliere di ascoltare gli artisti che amiamo, dal veder propinati cantanti e autori che oggi sfilano davanti ai nostri occhi negli schermi televisivi e ritmicamente tormentano le stagioni per un anno o al massimo due, ma che poi scompaiono, nel turbine della musica commerciale e di poca poesia e valore, inghiottiti e triturati nella macchina del rinnovo, vittime di nuovi necessari numeri, in un mondo che va di fretta, in un ciclo continuo di nuove scatole vuote.

Caro Sig. Kunstler, ecco perché sono qui a scrivere a lei oggi. Per parlare ad altri. Quelli a cui poniamo le domande, senza averne risposte in privato. Quelli che non sanno, quelli che non sanno cosa dire. E quelli che trincerati nel silenzio, con le risposte che ritengono di non dover dare, rispondono in realtà con noncuranza del pubblico, il che è un reiterare della mancanza di rispetto, della volontà di ascoltare, che è atteggiamento spadroneggiante e sprezzante quanto immorale dei nostri tempi.

Ma è proprio nel non rispondere a chi in realtà spesso conosce più di loro, addetti ai lavori, dove sta di casa il valore e dove sta quello che si ricerca e si vuole sentire, quelli che impongono le loro leggi di mercato, le leggi dell’ascolto, le leggi dell’informazione, quelli che selezionano, che campeggiano, che decidono cosa dobbiamo ascoltare e cosa ci è dato di sapere, è nella loro assenza e nel loro silenzio che si accresce la nostra voglia di sentirla.

Dietro al silenzio non si nascondono ragioni. Le ragioni reali potrebbero essere esposte. In realtà dietro a certi silenzi non ci sono ragioni ma ci sono invece evidenti risposte che dimostrano che la ragione è di casa altrove.

Ma lei lo sa, Sig. Kunstler… lei che è stato ispirato a scrivere e descrivere questo “Paese di finti”.

Allora scrivo a lei, Sig. Kunstler, per cercare tra quelle persone che domande e di perché se ne pongono parecchi sul suo conto, sul suo essere, apparentemente suo malgrado, “dietro le quinte” oppure “in esilio”, con un valore dai molti riconosciuto eppure ancora fuori dalle scene.

Scrivo a lei per dare voce a loro.

Scrivo a lei per parlare pubblicamente a chi “sembra” o preferisce non ascoltare.

Scrivo a lei per darle oltre la stima e comunicarle la nostra voglia di sentirla esprimersi con i suoi versi, la sua voce e i suoi accordi.

Scrivo a lei per dire ad altri le nostre ragioni, e trovare una risposta che non sia il silenzio.

Scrivo a lei per accusare, coloro che vogliono nascondere la sua arte e i suoi testi, coloro che pur essendo “addetti ai lavori”, non sanno che lei scrive tutte le canzoni di Sergio Cammariere, le cui parole sono osannate come poesie.

Scrivo a lei per dichiararlo apertamente, come è scritto in qualsiasi libretto che accompagna i CD, come è scritto anche quando ha partecipato all’arrangiamento musicale delle canzoni di Cammariere.

Una volta scrissi di lei e della sua genialità nel trovare un crocevia perfetto tra musica e poesia… mi venne in mente che le sue opere, il suo estro, la sua sensibilità, i suoi umori oppure i malumori, tanto hanno scritto e lasciano nella storia della musica, quest’arte, italiana. Mi venne in mente addirittura che nella sua universalità, lei fosse destinato a essere Poesia e Arte stessa… e quindi tutelato come patrimonio dell’Unesco!

Per questo intanto grazie, Sig. Kunstler. Per arricchire il patrimonio musicale, per aver dedicato una vita alla canzone, alla poesia, alla melodia, alla ricerca interiore, sulle tracce della storia e all’indagine sui mali del mondo, e avere arricchito la cultura e aver lasciato le sue tracce nell’arte di questo suo Paese che è poi anche il mio e quello della gente che la apprezza.

Grazie per descrivere in maniera unica, precisa, inconfondibile tutto quello che noi riusciamo a pensare e a sentire… perché c’è bisogno di cantautori che lascino il segno, perché a loro restiamo legati, per una canzone, per due, per mille, tutta una vita. Perché c’è incredibilmente bisogno di gente che raccontando le sue emozioni come lei sa inconfondibilmente e inequivocabilmente esprimere quanto è dentro di noi. Perché con la sua voce e la sua sensibilità, siamo in grado di raccontare oggi alla persona che amiamo, a un’amica, a una sorella, quello che non saremmo stati in grado, noi stessi, di descrivere con tanta immediatezza e ricercatezza.

E non ci si dica mai che lei è soltanto un “Cantautore Piccolino” !

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26 comments

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    Gentile signora Frisina, lei è proprio sicura che i parolieri di valore siano poi così dimenticati? Nel panorama della musica italiana ce ne sono stati tanti, che hanno svolto il loro lavoro artistico con grande professionalità e hanno raggiunto popolarità e successo grazie a quei musicisti e interpreti che hanno saputo veicolare e valorizzare, attraverso la musica, gli arrangiamenti, l’ estro, i contenuti poetici. Devo citarle Mogol? Endrigo? Limiti? O Paolo Conte? Che ad un certo punto della sua carriera ha cominciato a cantare da solo le sue composizioni? Perchè, se è così dotato, il suo amico Kunstler non fa altrattanto? E’ sicura che ne abbia davvero le capacità? Oppure gli è più comodo mangiare nel piatto di Cammariere e rivendicare il ruolo di “cantautore” ? Che lo faccia davvero, allora, il cantautore, a leggere lei, pare che non gli manchi nulla! A dirla io….gli manca il talento musicale…quello che , invece, Sergio Cammariere possiede. Le ricordo, infine, che tanti testi, spesso banali, sono diventate canzoni di successo grazie alla musica di qualità e alla grandezza dell’ interpretazione.

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    Ma chi sarebbe questo sig. Kunstler se un giorno non avesse incrociato Sergio Cammariere? Seguo la poesia, quella vera…ed il suo nome mi era assolutamente sconosciuto…Se lo conosco lo devo a Sergio, musicista che apprezzo e stimo molto e che non fa certo parte della massa, per raffinatezza e qualità di compositore e pianista. Mi spiace…la devo contraddire. Il Kunstler cantautore è talmente piccolino da esssere inesistente. E poi…DALLA PACE DEL MARE LONTANO non solo è un plagio letterario ma cantata da Kunstler è una lagna! Cammariere ha dato spessore e straordinarietà a questo brano…La poesia non è solo quella fatta di parole…la poesia è emozione…E poi non è vero ciò che afferma. Lo sanno tutti che Kunstler scrive per Cammariere.

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      Roberto Kunstler

      io non scrivo per Cameriere. quello che affermi è falso. scrivo per me e per la gente… Sergio è un discorso a parte. Con lui da ormai più di vent’anni, scrivo canzoni insieme, su testi sempre miei e musiche un po’ mie, un po’ di Sergio ed un po’ rivisitando mie vecchie canzoni. Questo è quanto.

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      Roberto Kunstler

      Caro Fabri, se lei mi ha conosciuto solo grazie a Cameriere non c’è niente di male, ma i fatti parlano… il mio primo disco è del 1985 (it/RCA) e poi ne seguono altri tre più un Festival di Sanremo, tanta gavetta fatta di concerti e televisione e radio, prima di arrivare al 1992/93, quando cominciò la mia collaborazione col compare fratello Segio Cameriere.

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    Chi non sa che Kunstler ha scritto le parole di quasi tutte le canzoni di Sergio Cammariere è semplicemente una persona poco informata!!!Non solo nei dischi è scritto chi ha composto i testi e chi la musica, ma anche nelle numerose interviste che ho avuto modo di leggere Sergio non ha mai fatto mistero della cosa e ha sempre citato Kunstler come paroliere appunto!!
    Però devo essere sincera…Se conosco e amo quelle canzoni non è certo per le parole di Kunstler, ma per le straordinarie interpretazioni che Sergio ha saputo fornire, per la sua voce incredibilmente calda, per i fantastici virtuosismi al pianoforte…per tutto l’insieme in una parola…un insieme che, mi perdoni Kunstler, credo proprio che soltanto Sergio riesca a regalare al pubblico!!!
    E poi una cosa…Lei, signora Frisina, ha mai avuto occasione di ascoltare l’interpretazione che Sergio fa della canzone Vita d’Artista???L’ha mai visto un concerto di Sergio Cammariere???Ha mai avuto la fortuna di vedere quelle mani muoversi incredibilmente agili sul pianoforte quando canta e suona questa canzone???A chi mai potrebbe passare per la mente che “quel nome che non resta in mente” sia quello di Kunstler anzichè quello di Cammariere???
    Ma non scherziamo!!!Vorrei proprio sentire Roberto Kunstler interpretare questa canzone…con quanto pathos, con quanto senso musicale, con quanta presenza scenica, con quanto impeto, con quanta anima saprebbe farlo!!!
    Ecco…Sergio ci riesce…Lui sa dare l’Anima…

  4. avatar

    Cari Nino e Fabrizio, dal momento che i vostri commenti sono più o meno in linea, mi consentirete di esprimere una risposta unica per i vostri giudizi.
    Innanzitutto grazie per aver dimostrato attenzione alla questione e all’articolo. Il fatto che i giudizi su un cantautore o un artista siano diversi fa parte della nostra libertà di scelta e della sensibilità di ognuno di noi, delle sensazioni, personali, che ciascuno di essi suscita, o meno, in noi individualmente.
    Così come voi, personalmente ho una stima indiscutibile per Sergio Cammariere e che quello che ho scritto o scrivo sul suo conto non fa che esprimerlo e parlarne bene altrove come anche qua, quando riferendomi a lui scrivo a Kunstler che “doveva solo esplodere nella sua capacità musicale, quando lei lo incrociò e decise di cominciare a lavorare con lui”, essendo già sotto contratto con la RCA/IT e avendo con questa pubblicato già tre album prima de “I ricordi e le persone”. Se non le avete già notate, troverete tra l’altro proprio qui su Bravo almeno un paio di recensioni su Sergio Cammariere di colleghi redattori che esprimono il loro apprezzamento in questo editoriale, che ospita cantanti e musica che definisce di qualità.
    E’ chiaro che il tono ironico (sarcastico?) della mia lettera indirizzata a Kunstler non vuole essere un attacco a Sergio Cammariere e mi dispiace che come tale la mia sia stata fraintesa. Magari rappresenta una precisazione sul contributo che l’uno ha dato alle canzoni dell’altro. Non lascia nessuno indifferenti il fatto che il loro sodalizio dura da 18 anni e che è evidente che ci siano stima e rispetto tra loro, arrivando finanche per noi a farci immaginare l’affetto reciproco che lega i due artisti.
    La lettera è invece motivata dalla mancanza di informazione ovvero dalla disinformazione che circola su questo artista e da quanti – e ce sono molti – lo ritengono tale. Mi fa piacere ricevere i vostri commenti e mi piace la sicurezza di Fabri nell’affermare che “Lo sanno tutti che Kunstler scrive per Cammariere.”. Mi piace perché vorrei che fosse così ma subito dopo faccio i conti con le mie informazioni e riconosco che se così fosse quella lettera “a Kunstler” non sarebbe stata scritta.
    Quando un giornalista o un redattore scrive qualcosa, il suo compito è quello di riportare dei fatti. Può dimostrarsi critico in confronto di questo o di quello, ma se lo fa non deve perdere la sua parte di razionalità. Nel caso della mia “lettera”, decidere di corredare i dati che ho esposto con un’opinione fa anche questo parte di una storia (con tanto di testimonianze scritte, mail e liberatorie richieste a chi mi contattava) di cui sono stata testimone nell’ultimo anno e mezzo, da quando, incuriosita di conoscere di più su questo artista, mi sono imbattuta in tante persone e mi sono ritrovata bersagliata da commenti (positivi), ringraziamenti e domande sull’argomento Roberto Kunstler, a cui spesso non sapevo né avrei potuto rispondere.
    Ecco allora da dove è nato il mio ultimo intervento a riguardo, quello che qui leggete su Bravo, che è il risultato parziale di una raccolta di informazioni e feedback per un’indagine giornalistica su questo cantautore. A questo rapporto e al mio articolo, che di me porta solo la firma e la redazione, hanno contribuito persone che Kunstler lo ascoltavano e apprezzavano già quando i suoi dischi, in vinile e poi CD, erano pubblicati dalla IT/RCA, a partire dal 1985, da quando vinceva il premio Rino Gaetano a quando partecipava al “Be-bop- a-lula sotto la tenda” insieme a altri cantautori e cantanti in tour per l’Italia, o appariva in RAI ospite di diverse trasmissioni televisive come anche su canali internazionali, oltre che in radio, come più di recente a Musicultura.
    Lasciatemi chiudere con l’affermazione che in un Paese come il nostro, che di musica d’autore ha riempito gli annali, istituendo i premi Tenco, Rino Gaetano ed altri per premiare i cantautori, il fenomeno Roberto Kunstler e il suo apparente esilio è quanto meno singolare, pur non trovando riscontro in quanti di lui asseriscono – e non sono le mie parole ma quelle che si trovano in rete – che sia un poeta dei giorni nostri, oltre che un cantautore a 360°, essendo lui autore, compositore e interprete.
    Grazie ancora per il vostro intervento.

  5. avatar

    Confesso di essere tra quelli che a lungo hanno pensato che Sergio
    Cammariere fosse il cantante e autore delle canzoni che amo, alcune delle
    quali ho anche dedicato alla mia compagna. La sorpresa e’ poi arrivata un
    giorno in cui alla fine del concerto Sergio ha ringraziato il maestro
    Roberto Kunstler per aver scritto le canzoni per lui. Girando un po’ su
    internet ho trovato i video di Roberto Kunstler. La mia canzone preferita e’
    Io farei qualsiasi cosa. Ho anche scoperto che Roberto Kunstler e’ l’autore
    di altre canzoni e di un altro cantante che amo…….. Alex Britti!
    Ma perche’ allora di Roberto Kunstler non si trovano le canzoni?
    Credo che ad entrambe, sia Sergio Cammariere, che Kunstler vada riconosciuto il merito di una fusione artistica riuscita, quello che a volte mi dispiace, è che spesso si tenda ad associare una canzone direttamente a chi la canta, senza riconoscere magari pregi artistici a parolieri o musicisti.
    Qui non si sta parlando di chi è meglio o peggio, si tratta solo di riconoscere i normali diritti di artista.
    Pensate al fatto se cominciassimo a citare “nozioni” dotte, di autori del passato,magari dimenticati… ce ne prenderemmo il merito, oppure in totale onestà intellettuale, ne dovremmo riconoscere la fonte?
    Grazie. Claudio.

  6. avatar

    Claudio ha appunto centrato il centro di questa discussione, dice; “spesso si tende ad associare una canzone direttamente a chi la canta, senza riconoscere magari pregi artistici a parolieri o musicisti.” Ed in effetti, credo che l’intento di Iolanda Frisina sia proprio questo, attribuire il giusto valore al vero autore delle canzoni di Cammariere, e senza nulla togliere alle grandi capacità tecniche ed interpretative di Sergio. Questo è comunque un caso ricorrente nella discografia italiana,ci sono molti che ancora attribuiscono Azzurro a Celentano, nonostante sia stata scritta da Conte.

  7. avatar

    vi invito a guardare questo video;
    http://www.youtube.com/watch?v=jeHo7tbUnD4
    e se potete, ad ascoltare l’album “I RICORDI E LE PERSONE” del (1993)

  8. avatar

    Signora Frisina…mi trovo perfettamente daccordo con Anima. Assolutamente daccordo! Si rilegga il suo articolo, per piacere. Se lo rilegga bene. Io lo trovo offensivo verso il grande artista che Cammeriere è…troppe allusioni…troppa compiacenza verso il Kunstler…Mentre io mi sto domandando quando mai Roberto Kunstler è stato il cantautore che lei tanto osanna .Ne poteva scegliere un altro che almeno, tiene regolarmente qualche concerto. La poesia è nell’ anima , nella trasmissione dell’ emozione e non nelle parole scritte ,suonate male e cantate ancora peggio! Mi perdoni ma dissento con lei e la sua risposta non mi ha convinta affatto. Quello che mi ha detto….poteva ricordarlo prima di scrivere il suo articolo…Grazie per avermi ospitato…Il mondo è bello perchè è vario…

  9. avatar
    Roberto Kunstler

    Allora… non ho mai scritto per Sergio. Scrivo per Voi e per me, naturalmente. Di solito Sergio scrive musica in maniera eccezionale partendo dai miei testi oppure rivisita mie vecchie canzoni. quanto al Sig.Fabri che mi dice che suono male e canto peggio, non ne sarei tanto convinto, al punto che anche per quanto riguarda le interpretazioni, il buon Sergino si è spesso rifatto al mio modello interpretativo. Inoltre molte canzoni hanno oltre alle parole anche la musica composta da me medesimo. Dalla pace del mare lontano, Vita d’artista, Sorella mia, Paese di goal ed altre… ad ogni modo questo “gioco” non mi piace, ognuno è libero di pensare ciò che vuole, sarei più contento se tutto quello che vedo riportato sopra fosse rimosso dalla rete! Non mi interessa di piacere a tutti così come a me non piacciono tutti… potrei continuare, ma non ho voglia. Ciao : )

  10. avatar

    Signor Kunstler…non è stato lei a sbagliare ma la giornalista che incautamente si è inoltrata su un sentiero scivoloso. Creando una palese contrapposizione tra lei e Cammariere, cosa davveo poco opportuna. Lei ha scritto bei testi, per Sergio, per noi, per se stesso. E questo è noto a tutti. Se lei è meno o affatto noto come cantautore non è certo colpa di nessuno. E come dice …non si può piacere a tutti. E vale per tutti. Forse… era l’ articolo che non doveva essere scritto , non con quel tono e tantomeno divulgato.

  11. avatar

    Sono d’accordo con Fabri…l’articolo in questione è vistosamente esagerato, tanto da risultare fastidioso e, mi scusi signora Frisina, in certi momenti persino paradossale e ai limiti del ridicolo…(vedi Unesco….!!!!)
    Io credo che chi ama la musica di Cammariere e segue questo stupendo Artista riconosca e abbia sempre riconosciuto i meriti di Kunstler e la grandezza del binomio Cammariere-Kunstler…E alcune delle cose ribadite all’esasperazione non hanno a mio parere nessuna importanza…Che Kunstler sia non solo autore delle parole, ma, in parte, anche della musica di canzoni meravigliose, non è mai stato nascosto da nessuno, non ha a mio parere alcuna importanza e non scalfisce minimamente i meriti di Sergio Cammariere come Compositore, Musicista, Pianista e Interprete di indiscutibile talento…Cammariere non è paroliere…e a suo tempo, credo in perfetto accordo con Kunstler, ha scelto di avvalersi di lui, riconoscendogli sicure doti di paroliere…
    In quanto al successo, dipende da troppe cose… dall’impatto che l’Artista ha con il pubblico, dalla magia che riesce a creare nelle sue esibizioni, da un carisma che si possiede senza aver fatto nulla di particolare e da un che di razionalmente imponderabile…da un insieme di cose insomma …Cammariere possiede questo magico mix , che è stato finalmente riconosciuto dopo una lunga gavetta…
    Il successo può arrivare a tutte le età………

  12. avatar

    Non la conosco, non so chi sia , cara Anima…ma il suo pensiero è perfettamente in linea con il mio. In piena sintonia…Una cosa è il binomio Cammeriere Kunstler, un ‘ altra è il Kunstler cantautore…le cose viaggiano su differenti sentieri…e non andavano confuse…La saluto !

  13. avatar

    Credo che forse si sia travisato il senso dell’articolo.
    Non mi sembra uno scambio di opinioni.
    Come sempre accade, si cerca di trasformare le cose in una “battaglia”.
    Scusatemi,ma non ho visto nei commenti l’aggiunta di fattori che potessero valorizzare la discussione.
    Sembra un attacco verso la giornalista che ha scritto l’articolo, piuttosto che commenti di persone volenterose di scambio di opinioni.
    Forse mi sbaglio, ma io nell’articolo ho letto solamente la voglia di una “testimonianza”, la dimostrazione di una “scoperta” personale, che ha colpito anche me in primis.
    Come detto nessuno mette in discussione Cammeriere (io in primis ho ammesso che l’artista mi piace) ma semplicemente si tende a testimoniare come a volte si diano cose per scontate.
    Sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire che alcune canzoni di Cammariere, avessero una “doppia anima”, un sodalizio artistico raro da trovare…musica e parole che si sposano perfettamente.
    Quale è il problema nel sapere chi ha scritto le parole, o chi la musica, se il prodotto finale è poesia? Perchè si associa il fatto di essere famosi a prodotti pregevoli? Veramente credete che Lady Gaga sia artisticamente più pregevole di Cammariere o il Sig. Kunstler, solo perche’ ha un successo mondiale?
    Vi invito a rileggere (per intero) e lentamente l’articolo, forse potreste scroprire che in qualche modo possa essere stato frainteso, e che non si tratti di un gran premio di formula uno, ma semplicemente di una voglia di comunicare una scoperta.
    Saluti a tutti
    Claudio

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    Nessun gran premio (come afferma Claudio), nessuna disputa, nessuna gara: è solo la voglia di taluni di creare dissidio anche nelle situazioni più serene, trovando piacere nel dare battaglia ad uno scontro che non solo non c’è mai stato, ma che probabilmente mai ci sarà. E non è solo un augurio, questo. Piuttosto una sensazione – personale quanto si voglia – per via della conoscenza che ho di entrambi gli artisti, ovvero Roberto Kunstler e Sergio Cammariere (chissà, qualcuno forse avrà da ridire anche nell’ordine in cui ho scritto i loro nomi).
    Resta il fatto che a mio avviso la lettera di Iolanda tutto vuole essere tranne che un piede di porco per sfaldare un binomio artistico che ben funziona da tanti anni ormai: nelle sue parole non ho riscontrato la voglia di generare lotte intestine tanto meno indizi per creare movimenti culturali in cui iscriversi per ribadire se si parteggia per l’uno o per l’altro.
    È musica, è arte, e come tale va vissuta. Ciascuno a modo suo: chi la fa e chi la ascolta.
    Rimane semmai il problema annoso dei media che oscurano o amplificano determinate notizie, per cui c’è chi a 18 anni dal binomio artistico Cammariere-Kunstler (stavolta ho invertito i nomi) ancora non era al corrente del notevole contributo dei testi di Roberto nei confronti delle canzoni (e del successo) di Sergio.
    Ma non è una rivendicazione: semmai l’ennesimo atto di difesa nei confronti di artisti (e del loro lavoro) che non vengono apprezzati da un numero più vasto di persone, perché tagliati fuori da ingranaggi che si fa sempre più fatica a comprenderne il funzionamento, perché lasciati al di fuori di determinati canali che non sono per forza di cosa la casa discografica, bensì anche la produzione e distribuzione, oltre che il mondo delle emittenti radio, le trasmissioni televisive e i canali live che offrono notevoli spunti di diffusione.
    Personalmente sono convinto che non considerare i testi di un artista del calibro di Roberto Kunstler sia una perdita incalcolabile, un mancato arricchimento per ciascuno di noi, perché senza la sua poesia non se ne può fare a meno. Mai.

  15. avatar

    Mah…veramente io ho parlato di “grandezza del binomio Kunstler-Cammariere”…e ho pure affermato che non ha alcuna importanza in fondo sapere chi ha composto cosa, ma il risultato finale…e cioè canzoni meravigliose…Mi pare che sia invece proprio la signora Frisina ad insistere notevolmente su questo punto…dando enorme importanza al ruolo di Kunstler in alcune canzoni…
    In quanto all’articolo nel suo complesso, di una prolissità e ripetitività esasperante, l’ho comunque riletto molte volte…ma onestamente credo che sarebbe meglio non fosse mai stato scritto!
    Ah…Lady Gaga so a malapena che esiste……………

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    Mariapia Giulivo

    Lettera aperta a Iolanda Frisina

    Non la conosco. Forse le sto dando troppa importanza. Ma questa lettera la scrivo a lei come la scriverei a qualunque altro giornalista che non rispetta la verità.
    Perchè le ricordo signora Frisina che il giornalismo è anche e soprattutto onestà intellettuale, etica e professionalità.

    Si è poeti nell’anima, per esperienze di vita, per desiderio di comunicare, prima che sulla carta o nelle parole. Si è poeti quando si sa stare in silenzio, ad ascoltare il mondo e si scrivono versi che, forse, in pochi leggeranno. Le difficoltà oggettive per un poeta (quella di trovare lettori, di pubblicare) sono davvero tante….

    Quale stupore e quale incredulità mi prende leggendo il suo articolo “Lettera aperta al Sig. Roberto Kunstler”! Perché io sono una “poeta piccolina”, è un mondo che conosco bene, frequento la poesia da molti anni… la leggo, la scrivo con il sangue … e spesso resta qui, nel mio pc. E le assicuro che non scrivo solo parole in fila messe a caso. Di raccolte, ne ho pubblicate due.
    Ma un giorno, un mio caro amico mi disse una cosa che mai dimentico:
    “Cara Mariapia, l’unico modo che oggi la poesia ha per sopravvivere è farsi canzone. Solo così arriva ad un pubblico e diventa fruibile. Perché la musica è l’espressione più completa e misteriosa che tutto racchiude in sé.”.
    Intuizione intelligente, di rara acutezza e da me condivisa. Che, leggendo il suo articolo, si ribalta.

    Parliamoci con chiarezza. Chi è Roberto Kunstler? Un cantautore. Lo era prima, lo è sempre stato, lo è ancora oggi. …. Uno che scrive testi per sé ma anche per gli altri, esattamente come me e come tanti.
    Non sto a dirle se meglio o peggio. Non è questo il punto. Il punto è un altro. E cioè, che secondo il suo parere scrive cose talmente straordinarie da ispirare musica di alto livello.
    Scrive poesie talmente sublimi che dovremmo baciare il sacro suolo su cui cammina. Sorrido.
    Perché il talento indiscutibile di compositore, arrangiatore ed interprete di Sergio Cammariere, è capace di trarre ispirazione persino da un volantino, uno stralcio di giornale, una parola catturata per caso in un libro, un niente che vola come pulviscolo sulla sua testa.
    La sua mente è sempre a caccia di suoni nuovi, di silenzi … di magie. Può cantare tutto, suonare tutto. Ha la musica che gli circola nelle vene, prima che nella testa e nelle mani.
    E non è solo un mio pensiero ma parole lette negli anni e scritte da chi, il lavoro di giornalista e critico musicale lo fa da anni e con serietà e sensibilità.

    Lo stile di Sergio Cammariere è fuori dal coro, di alta classe. Mi meraviglio di lei, gentile signora, piuttosto che rimarcare il presunto valore di Roberto Kunstler, dovrebbe, se ama la musica di qualità e la poesia, non creare queste dissonanti fratture che sembrano quasi scritte in malafede. E sono davvero fuori luogo.
    L’arte ha bisogno di armonia. Non di contrapposizioni, non di sterili argomentazioni intorno al nulla. E lei, questa “frattura”, con le sue parole, l’ha creata.
    Se Kunstler oggi è conosciuto (e lo è, non abbia dubbi, tutti gli estimatori di Cammariere sanno benissimo che i testi li scrive Roberto Kunstler…Sergio Cammariere è un signore, ha una immensa sensibilità, non ha mai omesso di dare il giusto peso a questo legame artistico…), lo deve solo ad un fortunato incontro: quello con Sergio.
    Sono certa che Kunstler, cosa che lei sembra non aver assolutamente capito, si ritenga fortunato ad aver avuto, dall’incontro con Sergio Cammariere un veicolo importante e di alto livello per i suoi testi.
    Se la sua poesia (e sulla qualità letteraria dei testi mi permetto di dissentire, alcuni sono meravigliosi, altri molto più banali,e diciamolo pure … Cammariere li sublima…) oggi è nota al pubblico, lo deve a qualcuno che è riuscito con caparbietà e determinazione a costruirsi un posto particolare nel panorama musicale italiano. Perché tutto si può dire di Cammariere tranne che sia inglobato nello star system.
    Il suo è un discorso musicale di alto profilo, per estimatori raffinati. Per chi sa ascoltare l’emozione. Capace di trasmettere grandi suggestioni.
    I testi, staccati da QUELLA musica, da QUELLA voce, sono cose che chiunque sia dotato di padronanza di scrittura ed abbia un buon bagaglio culturale letterario è in grado di scrivere.

    Potrei parlarle di tante altre cose, ma non ritengo di dover andare oltre. Considero Roberto Kunstler un bravo paroliere. Che a tratti ha ottime intuizioni e impennate di vera poesia.
    Ha composto anche la musica di QUALCHE canzone (avendo letto con cura tutti i testi dei 5 album usciti, su 45 canzoni solo 4 sono firmate insieme a Cammariere per la parte musicale … ma Sergio ha saputo andare ben oltre quegli accordi. Il resto, e lei lo sa bene, sono PAROLE. Se le legge così come sono, staccate dalla musica, non tutte fanno volare alto… sono evocative, belle parole e non esenti da chiare influenze di letture colte… riconoscibili per me e per tutti quelli che conoscono e amano la poesia.

    Sergio e Roberto si sono incontrati 18 anni fa. Questo sodalizio, che dura da tanto tempo è sempre stato raccontato da Sergio come un rapporto che ha fatto crescere artisticamente tutti e due. Solo lei riesce, non si capisce con quale scopo, a danneggiare entrambi.
    Se vuole che Kunstler abbia individualmente il suo posto al sole, ne esalti le sue doti artistiche, ha fatto molti album, parli di quelli, l’ultimo è di pochi anni fa. Lasci Sergio Cammariere a noi e alla Musica, con la sua anima, che sa farsi davvero dono.
    La poesia è un nucleo complesso, rappreso e mai statico. Da un pezzo di marmo, per quanto pregiato, solo un grande scultore sa creare un’opera d’arte.
    Chi ha dato voce, dinamismo, calore, forza alle parole di Roberto Kunstler è stato Sergio Cammariere, che io definisco poeta, assumendomene ogni responsabilità.
    E non il contrario, come lei afferma. Essere poeti è soprattutto un atteggiamento, uno sguardo, un modo di porsi verso gli altri e la vita. E verso l’arte…

    Tanto le dovevo per MIA onestà intellettuale.
    Di scrittrice, “poeta piccolina” e amante della vera grande Musica.

    Mariapia Giulivo

  17. avatar

    Buongiorno a tutti.
    Ringrazio tutti per le vostre sincere affermazioni. Si impara da tutti e anche dalle differenze. Soprattutto da quelle (questo è il mio parere).
    Il mio intento non era quello di convincerVi dei miei convincimenti, delle mie ragioni e tanto meno delle mie opinioni, che restano personali quanto quelle di ciascuno.
    Non sono un poeta, non sono un cantautore ma mi “limito” a scrivere di cosa ho e di cosa penso. Obiettivamente, al di là della verve che ho usato – probabilmente proprio per suscitare l’attenzione che è stata richiamata -, ho riportato soltanto dei fatti.
    A chi mi chiede se sono stata ai concerti di Cammariere, rispondo 3 volte in poco più di un anno, tra Roma e Milano. A chi mi dice che si sa che Roberto Kunstler è l’autore dei testi di Sergio Cammariere, potrei presentare la lista – per cui ho la liberatoria – di persone che tuttavia non lo sapevano (sarà perché purtroppo la gente oggi poco onora i nostri artisti “rimediando” le canzoni e non andandosi a leggere i libretti allegati ai CD originali?). Etc etc.
    Ma non è mio obiettivo né raccogliere consensi né convincere nessuno. Né tanto meno creare le “fazioni” che ne sono venute fuori.
    Qui le competizioni non entrano in gioco. Tanto meno sono in discussione i rapporti tra artisti.
    Quel che volevo e che ho fatto è stato parlare di Roberto Kunstler. Se nel farlo è stato coinvolto Sergio Cammariere è accaduto per i puri fatti riportati e per dati che riguardano i curriculum di entrambi gli artisti. Non ho mai parlato male di Sergio Cammariere, e chi mi conosce lo sa. Ma non è questo il contesto che ho trattato.
    Se nel dare stima e, perché no, anche esaltare le qualità e il contributo di un cantautore, se ne vedono sminuiti quello di un altro, questo non è qualcosa che riguarda il mio articolo né la realtà dei fatti.
    Non ho mai messo in discussione la qualità (indiscutibile) di Sergio Cammariere e gli ho più volte voluto stringere la mano, dopo la presentazione di “Carovane” e dopo concerti. E’ giusto dare tributo alle persone che stimiamo.
    Qui ho voluto parlare per coloro che, a differenza di quanti sopra, non parlano di Roberto Kunstler. E non si tratta necessariamente di “fan”.
    E sul fatto che parlare di Roberto Kunstler non significa soltanto associarlo a Sergio Cammariere, sono più che d’accordo con ciascuno di voi, perché c’è dell’altro.
    Grazie a tutti nessuno escluso.
    Iolanda Frisina

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    Mi permetto d’esprime il mio modesto parere su questa lunga discussione.
    Ogni espressione artistica va rispettata.
    Sergio Cammariere, che io trovo meraviglioso , interpreta se stesso anche se i testi sono di Roberto Kunstler. La costruzione di un testo e la musica, vengono create insieme dai due artisti ed in ogni disco gli autori sono presenti. In questa critica non si comprende bene se la presenza scenica, la voce, la personalità artistica di Cammariere non sono apprezzate dal critico.
    S’intende invece una grande ammirazione per Kunstler.

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    Gentile sig.ra Frisina, scusi ma la sua ultima replica non convince. Che bisogno aveva. se voleva eslatare Kunstler di contrapporlo a Cammariere? Si è resa conto di aver creato un “conflitto” tutto suo tra due artisti che collaborano assieme da circa vent’anni? Se non è ancora convinta, si rilegga il suo articolo e per quanto mi riguarda, la chiudo qui.

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    Il plurale di curiculum è CURRICULA , Signora Frisina. Per chuidere qui la mia presenza, posso solo ripetere ciò che ho già scritto. Il mondo è bello perchè è vario. Ma gli “svarioni” sono altra cosa. Chi scrive ha sempre il dovere di informarsi bene su tutto…Grazie e buona vita a lei…

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    simonetta bumbi

    cito “Ma allora, perché sarei costretta a parlarne QUA?”
    carissima iolanda, ho letto volentieri il suo articolo, forse un po’ prolisso, ma sicuramente è problema mio. lei si e ci dice ciò che ho citato, ma credo che ora la risposta non le occorri più, visto che sulla sua pelle ne ha ricevute parecchie. e poi la storia non si studia più nemmeno a scuola, un po’ come la verità, ché chi la dice…
    lei, in teoria, ha dato a cesare ciò che è di cesare, e lo ha fatto in un modo personale che ho apprezzato.
    in pratica, chi ha compreso il suo articolo, ha ricevuto la risposta al di cui sopra citato, e anche questo è dare a cesare ciò che è di cesare, perché cesare aveva un figlio che si chiamava bruto, mi sembra, quindi ho avuto conferma di ciò che condivido con lei. io spero di non fare la fine di cesare per ciò che scrivo, e lo spero anche per lei, perché avrei piacere di rileggerla in qualche altro suo articolo, qui su bravo.
    un cardiale saluto
    simonetta bumbi

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    simonetta bumbi

    gli errori di ortografia, non sono dovuti al fatto che non porto occhiali, ma perdonateli lo stesso 🙂
    grazie
    simonetta bumbi

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    leggo ora tutto questo dibattito e vorrei dire solo una cosa..io credo che la risposta al fatto che l’autore dei testi sembri rimanere in disparte, si trova proprio nei testi stessi… è che non si tratta solamente di testi poetici molto belli ma, questi contengono dei messaggi ben precisi, il loro significato è conosciuto da pochi, m, non per un preciso volere dell’autore, anzi quest’ultimo in realtà comunica proprio con chi “Conosce” o intuisce la “Verità”…a nessuno è precluso il tentativo di conoscere la “Verità”….
    Personalmente desiderei tanto porre all’autore alcune domande molto diverse da quelle contenute nella lettera aperta che ho innanzi letto…ma non sono sicura che egli voglia darmi delle risposte dirette…..non so ma credo che dovrò accontentarmi di ascoltare i suoi precisi messaggi ascoltando le canzoni che compone…cmq sono assolutamente d’accordo sul considerare che l’unione dei suoi testi con la precisione della musica eseguita da Sergio porti con se qualche cosa di “divino” (con d minuscola)
    Laura

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    Era migliore Mogol o Battisti ? Per me le canzoni sono il centro di tutto, hanno un loro destino che non e il destino degli autori. Non si possiede un figlio.
    Grazie e un saluto da Buenos Aires

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