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Ivan Graziani, rock e canzoni in un libro

[quote] Come e perché la sua musica è stata unica. E rivoluzionaria[/quote]

Lo scorso ottobre avrebbe compiuto 70 anni, ma purtroppo Ivan Graziani se ne è andato troppo giovane. E ora per ricordarlo esce un bel libro di Paolo Talanca dal titolo Ivan Graziani. Il primo cantautore rock (Crac edizioni). Una storia biografica accompagnata da saggi critici sulla vita musicale di un autore di cui si è parlato poco. Per errore. Perché invece è stato un musicista geniale. Troppo anticonformista, troppo irregolare, troppo unico, troppo…

Il chitarrista con gli occhiali rossi, il paroliere rocker, infatti rappresenta un unicum nel panorama italiano, un visionario capace di anticipare il futuro. Cinque cose da sapere di lui (raccontate da Paolo Talanca).

– La provincia, fucina di unicità. A Teramo tra gli anni 50 e 60 comincia la formazione musicale di Ivan. Che si costruisce il suo apprendistato da solo, senza nessun condizionamento: se le grandi città offrono occasioni che in posti come Teramo o Ascoli non possono accadere, offrono però anche l’omologazione. A cui Ivan sfugge completamente. Ascolta musica e soprattutto cerca di riprodurre sulla sua chitarra quelle sonorità che lo colpiscono. Naturalmente, quelle dei Beatles (ma non solo). Ma molto presto comincia a scrivere anche canzoni: “Ivan vuole fare il cantautore partendo da virtuoso dello strumento, senza snobbare il rock ‘n’ roll (anzi!), senza sentirsi in dovere di parlare di politica (semmai di sociale), senza voler apparire intellettuale, esistenzialista e polveroso” si legge nel libro di Talanca.

– I primi dischi. Tre i titoli dei primi anni 70, Desperation (1973), La città che io vorrei (1973), Tatotomaso’s guitars (1974). Ma è il secondo, La città che io vorrei, a segnare il vero e proprio esordio di Ivan Graziani cantautore. Si tratta di un concept album, la formula che meglio si adatta a esprimere la propria autorialità, in cui si scorge il Graziani cantastorie con quel modo di cantare decisamente unico, il falsetto. “Il falsetto serve a Ivan per permettersi più libertà di movimento musicale all’interno dei brani. E diventa la sua cifra distintiva (…) può far venire in mente di tutto, e in maniera credibile: dal rocker duro a una mamma che canta la ninna nanna al proprio bimbo”.

– Gabriele D’Annunzio. Per Graziani, una folgorazione. Leggendo le parole del poeta, trova una corrispondenza che accende in lui il desiderio di scrivere. Fu la sua fortuna, ma anche il contrario, come disse Graziani stesso: quel dannunzianesimo di provincia rischia di imbrigliare in un’idea romantica, decadente e leziosa la poesia. Ivan ci fa i conti a lungo per arrivare poi alla liberazione…

– 1978: Pigro! Un album rivoluzionario in cui Graziani crea un linguaggio strutturalmente rock. Nelle parole del cantautore: “Il rock, proprio perché è spigoloso, angoloso nella costruzione metrica, ti lascia la libertà di scrivere versi che non sono versi, ti dà la possibilità di dare una mazzata in testa alla retorica”. Sono questi i presupposti che lo portano a comporre Pigro, “canzone perfetta, divertente, che, sia nelle intenzioni musicali, sia nel testo, sia nel del linguaggio, è precisamente una denuncia: la denuncia della pigrizia e della chiusura mentale, un tema caro da sempre ai cantautori: dal De André di Tutti morimmo a stento, alla «morte un po’ peggiore» di “Canzone delle osterie di fuori porta” del Guccini di una manciata d’anni prima (…). E, guardandola più in fondo, è la morte che l’arte di ogni tempo, di tutte le forme e di tutti i linguaggi, ha sempre denunciato, e che ora Ivan traduceva per la prima volta in Italia sotto forma di rock d’autore”, spiega Talanca

– Agnese dolce Agnese. Solo un anno dopo Pigro, questo album è l’esplosione di quel linguaggio. Il risultato è straordinario e rompe definitivamente con il passato. Racconta storie reali e problematiche vere attraverso un linguaggio totalmente inventato che gli consentiva una narrazione davvero “a modo suo”. Nelle parole di Talanca: “In quegli anni, insomma, Graziani era un irregolare vero e proprio che prendeva contromano le mode del momento. E si badi bene: stiamo parlando di un cantautore naturalmente ribelle”.

Paolo Talanca, Ivan Graziani. Il primo cantautore rock, Crac edizioni, 12 euro

About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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