Home / Canzone d'Autore / Infinite possibilità, intervista ai La Crus

Infinite possibilità, intervista ai La Crus

In occasione della presentazione di Infinite possibilità svoltasi all’interno del Premio Tenco ed in particolare il 20 ottobre 2005 nell’Ariston Roof del Teatro Ariston, abbiamo incontrato Cesare Malfatti ed Alex Cremonesi ( il “terzo” La Crus, con Malfatti e Giovanardi, coautore dei testi con Giovanardi nonché responsabile della parte gestionale della band) ed abbiamo approfittato per fare loro qualche domanda.
per approfondire è disponibile su questo numeri di Bravo! è disponibile la recensione dell’Album e del DVD

Infinite possibilità è, secondo le vostre parole, un disco da ascoltare, da vedere e da leggere. Di cosa si tratta?

A.C: Si tratta di un progetto nel quale convivono insieme un supporto tradizionale che è il cd con 10 canzoni nuove, un dvd nel quale sono presenti le stesse 10 canzoni, ognuna abbinata ad un cortometraggio del Milano Film Festival. Dai cortometraggi è stato tolto l’audio originale e sono stati rimontati sul ritmo e sulla lunghezza delle canzoni. Infine, nel booklet, da leggere c’è un contributo di Leonardo Colombati.

Durante la conferenza stampa, qui al “Tenco” ci avete fatto vedere alcuni dei cortometraggi-canzone presenti in Infinite possibilità. Quale vi sembra l’abbinamento più riuscito?

C.M: Sicuramente il più importante è quello che ha fatto partire tutto il progetto, si chiama Endstation: Paradies ed è un cortometraggio tedesco di animazione che vede come protagonisti dei topolini. Abbinato a Mondo sii buono, scelto anche come singolo di apertura del disco, è quello che riusciva ad abbinarsi meglio e che, addirittura, aveva un ottimo legame con il testo, capace di dare un lato interpretativo diverso al brano. Da lì siamo andati avanti, ne abbiamo cercati altri, tratti da 10 anni del Milano Film Festival. Ce ne sono alcuni veramente molto azzeccati, altri un pochino meno, comunque l’operazione era molto difficile. Sono stati abbinati alle canzoni da noi e rimontati dal regista Francesco Frongia. Globalmente ci sembra un’operazione molto ben riuscita e sicuramente molto particolare.

Dal punto di vista strettamente musicale, Infinite possibilità che novità ha apportato ai La Crus?

È un disco in cui, secondo noi, c’è mediamente un tipo di sonorità abbastanza diversa. Vede per la prima volta il coinvolgimento di altre due persone nella coproduzione artistica dell’album, due persone a noi molto vicine dato che sono due musicisti ai quali siamo ormai legati da molti anni. Però è stata una cosa nuova per noi perché eravamo abituati a lavorare principalmente io e Joe (Mauro Ermanno Giovanardi, ndr) ai dischi e quindi tutte le decisioni dovevamo prenderle in due. Mentre in questo caso, in studio, c’è stata sempre la presenza di queste altre due persone, le decisioni sono state prese in maniera collettiva e il suono risente di questa cosa. Tutto il materiale è più suonato. C’è tanta presenza di batteria vera e c’è una visione, in un certo senso, più da musicista, mentre prima eravamo più sperimentali, utilizzavamo moltissimo il campione, dato che io e Joe non siamo dei veri e propri musicisti teorici. Per cui è un lavoro più ricco, diverso dai precedenti, ed anche nella sonorità c’è un’inedita diminuzione dell’elettronica rispetto al suono vero.

Quali sono queste Infinite possibilità?

A.C: Infinite possibilità è un titolo che si è imposto da sé per l’album. All’inizio era solo il titolo di una canzone, ma rispecchiava benissimo questa molteplicità di proposte, l’aggiunta di musicisti moltiplicava le proposte. È persino diversa la chiave interpretativa di Joe, che ha fatto un gran lavoro sull’interpretazione. Sono cambiate anche le immagini che utilizziamo nei testi. Si è passati da una continua introspezione e dal parlare in prima persona all’usare metafore. Nel caso di Su in soffitta c’è l’immagine di un luogo, anziché partire sempre da dentro, dicendo “io”, si è passati a dire cose in maniera diversa. Ecco, tutto questo ventaglio di infinite possibilità si è aperto in questo modo.

Sappiamo dell’ottimo rapporto dei La Crus con la canzone d’autore e con il “Tenco”, non solo dal disco Crocevia, in cui viene riletta una serie di brani storici della canzone d’autore italiana. È cambiato, oggi, questo rapporto?

C.M: È sempre forte, anche se noi abbiamo sempre cercato di stravolgerne i parametri, come nel caso di Infinite possibilità. È comunque sempre un piacere essere qua perché noi, lo diciamo sempre ma lo ripetiamo, dobbiamo proprio tutto al “Tenco”. Tutto è partito da qua, i La Crus hanno avuto la possibilità di trovare il loro discografico, il loro manager, qui al Premio Tenco, solo per una “pazzia” di Enrico De Angelis che ci ha visti una volta in una trasmissione RAI alle sette di mattina. Ci ha fatto piacere presentare il disco qui, ci ha fatto piacere avere questa possibilità e dare questa possibilità a loro. Con più di una settimana di anticipo presentiamo il progetto qui ed è secondo noi una cosa bella. Un’altra cosa particolare del disco e che abbiamo collaborato, dal punto di vista dei testi, con un’altra persona. La canzone Infinite possibilità è scritta interamente da Luca Lezziero e anche questo è un modo particolare di lavorare. Prendere delle canzoni anche da persone completamente sconosciute per dare loro la possibilità di farsi conoscere, per il piacere non tanto di fare i Talent Scout, ma di collaborare con gente che ci sembra valida.

About Piji

avatar

Leggi altro:

Mannarino, il nuovo album «Apriti cielo» in arrivo il 13 gennaio: il primo singolo è già virale

Il brano “Apriti cielo”, primo singolo estratto dall’omonimo album di MANNARINO (in uscita il 13 gennaio) su …

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *