Home / Canzone d'Autore / In edicola la prima compilation dei Radiodervish

In edicola la prima compilation dei Radiodervish

Dal pesce alla Luna: dal mare al cielo. Quegli stessi elementi, di azzurro, che vengono richiamati per associazione dal Mediterraneo, in cui affondano e si fondono da sempre le radici dei Radiodervish e delle loro canzoni. Un viaggio dagli inizi nel 1998 fino al 2012, con un passo verso il futuro: un’anticipazione del prossimo album “Human” in arrivo ad ottobre.

Dal pesce alla Luna è la prima compilation dei Radiodervish in uscita in questi giorni su CD in allegato a Repubblica XL. E’ un riassunto del loro viaggio musicale iniziato nel 1988, subito dopo lo scioglimento degli Al Darawish, uno dei primi gruppi esemplari di musica multietnica in Italia, già fondato dagli stessi Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, oggi Radiodervish. Un percorso in cui si sono ritrovati a raccontare, al fianco della storia, di popoli e generazioni di migranti, delle rivolte per la libertà, così come del coraggio e della curiosità che colpiscono chi, come loro sin da giovani, non è mai riuscito a fermarsi entro i suoi confini e si è quindi spinto al di fuori dei propri culturali, territoriali, sociali, mosso da una forza, da un amore o da una qualsiasi propria esigenza di dover vedere e vivere oltre.

“Perché Dal pesce alla Luna?”, chiedo. “E’ un’immagine usata spesso nei racconti Sufi per indicare la totalità dell’universo.”, mi risponde Michele Lobaccaro. E continua “Se vai dal pesce fino alla luna incontri tutto ciò che può essere contenuto nell’universo.”

E loro, in questi 15 anni di messaggi universali ne hanno raccolti, viaggiando come degli Ulisse in questo Mediterraneo, e anche oltre, sedotti dalla conoscenza, in Francia, Grecia, Libano, Israele, Palestina, Egitto, Tunisia, solo il mese scorso in Ecuador, portando con sé ogni volta la propria musica come patrimonio di scambio, lasciandola libera di contaminarsi di altro vissuto e di nuove sfumature, emozioni e storie di popoli altri, in un continuo rimodellarsi, trasformarsi, rigenerarsi, arricchirsi. Negli anni si vedranno rapiti, osservatori e partecipi, da una Beirut sconvolta dalla guerra con tutta la vitalità di chi vuole riemergere dalla cenere, dal cielo di Gerusalemme che tocchi con un dito ma che sembra ti tiri ancora più su perché davvero non ha confini, da piazza Tahrir tra un popolo in divenire verso la libertà, come dagli eventi nella nostra Italia, dalle crisi dei giorni nostri, dalle vicende degli immigrati.

Nella selezione di brani di Dal pesce alla Luna ritroviamo le canzoni cardine dei Radiodervish, proprio come tappe sul tracciato dal 1988 ad oggi, segnando in un filo sottile l’evoluzione, non solo quella artistica del gruppo, ma anche quella storico-sociale di questa parte ed altre del Mare nostrum.

L’esigenza e L’immagine di te, indubbiamente tra le canzoni più affermate e melodiche dei Radiodervish, rapiscono e restituiscono l’emozione privata dell’amore che rende un animo umano vulnerabile, sensibile, talvolta anche fragile. Tra i brani più datati, anche se non come Radiodervish, troviamo Gaza, ispirata dalla prima rivolta palestinese (intifada) contro l’occupazione israeliana, e Rosa di Turi, tratta da una lettera di Gramsci durante la sua prigionia nel carcere pugliese: queste due tracce sono infatti proposte nella versione live dall’album originale In Acustico pubblicato dai Radiodervish nel 2001 e registrate in occasione di uno spettacolo che quell’anno fu proposto per sei serate consecutive, presso l’auditorium della Vallisa di Bari, facendo segnare ogni volta il tutto esaurito. In verità esse sono antecedenti alla formazione del gruppo in quanto composte e suonate già ai tempi degli Al Darawish, nei cui CD sono presenti in versione studio: tuttavia fanno da sempre parte del repertorio proposto nei concerti dei Radiodervish in quanto contenenti tutto il loro DNA artistico primordiale.

Il Mediterraneo rimanda la sua eco ascoltando Tu si na cosa grande dell’immenso cantautore pugliese Domenico Modugno, interpretata per la prima volta e vincente al festival di Sanremo del 1964: a distanza di 42 anni, quasi mezzo secolo, nel 2006 i Radiodervish rielaborarono il testo originale in italiano intervallandolo con alcuni frammenti cantati in arabo da Nabil Salameh, in una fusione tale da lasciare la sensazione di diritto dell’ereditarietà della musica e della tradizione che arrivano dal passato e poi si svolgono nel futuro, valicando i nostri confini territoriali in un canto che si manifesta e approda fino alle coste a sud di questo nostro mare, nel nord dell’Africa, come ad est, nel vicino Oriente. Come accade a questo immaginario volo di note, così un uomo migrante disegna in cuor suo i suoi sogni, trascinando la sua pelle altrove mentre migra Beyond the sea, in cerca di una nuova vita e della realizzazione di una propria speranza.

Non mancano i richiami più propriamente legati alla tradizione letteraria orientale, a cui l’anima dei Radiodervish è da sempre unita: La falena e la candela, dal poema “Il verbo degli uccelli” dell’autore e mistico sufi persiano Farid ad-din Attar, la fiaba Erevan con la bambina che realizza il suo sogno di conservare un cuore puro, e Belzebù, una storia dello scrittore e filosofo armeno Gurdjieff su un angelo caduto in terra.

E ancora compaiono mescolanze, di lingue e di culture, e migrazioni, non solo fisiche ma anche dell’anima: c’è questo sentirsi disperso in Taci, ma ancora di più è evidente la mancanza di delimitazione di uno spazio e di confini, anzi di una cittadinanza, in Centro del mundo, tra l’altro interpretata in molti live assieme a Noa in occasione di eventi per la pace e per i diritti umani. E sono poi mescolanze musicali, di strumenti, molteplici, di suoni e tonalità, di passi diversi, quando una composizione dei Radiodervish si sprigiona arrangiata dal maestro Livio Minafra (premio Top Jazz 2008 come nuovo talento) per essere irradiata dalla banda di Sannicandro di Bari, come nel brano strumentale Sea horses.

Tra tutte le canzoni quella che metterà d’accordo nell’acquisto di questo CD sia gli estimatori più fedeli dei Radiodervish che coloro che solo adesso avranno l’occasione e la voglia di scoprirli grazie a questa prima loro compilation, è sicuramente l’anticipazione di una traccia del prossimo album Human, la cui uscita è prevista per ottobre prossimo. Si chiama In fondo ai tuoi occhi, in cui i Radiodervish hanno letto e restituito nella loro innata capacità di riflettere lo spirito di coloro che osservano l’interiorità della primavera araba, delle proteste di Madrid, come quelle della crisi, anche del nostro paese.

Così con questa anteprima la porta di questi artisti perennemente esploratori resta soltanto socchiusa, per un po’, come in un loro intento di lasciare una traccia, di volersi per una volta prendere una pausa, guardarsi indietro e osservare, sedimentare la propria esperienza di quanto già fatto e di tanto raccolto, in giro, dal mare al cielo. Dal pesce alla luna.

E, come dice anche l’interno del CD, il viaggio continua…

 

Radiodervish – Dal pesce alla luna (Canzoni dal 1998 al 2012) Tracklist

  • 01 In fondo ai tuoi occhi
  • 02 Centro del mundo
  • 03 L’esigenza
  • 04 Erevan
  • 05 L’immagine di te
  • 06 Tu si na cosa grande
  • 07 Beyond The Sea
  • 08 La falena e la candela
  • 09 Belzebù
  • 10 Taci
  • 11 Gaza
  • 12 Rosa di Turi
  • 13 Sea Horses

About Iolanda Frisina

avatar

Leggi altro:

Mannarino, il nuovo album «Apriti cielo» in arrivo il 13 gennaio: il primo singolo è già virale

Il brano “Apriti cielo”, primo singolo estratto dall’omonimo album di MANNARINO (in uscita il 13 gennaio) su …

One comment

  1. avatar
    giorgio pazienti

    Ottima introspezione sulla carriera dei Radiodervish, un gruppo da sempre impegnato nel rappresentare il mutare dei tempi. Loro potrebbero essere la frase “Tempora mutantur et nos mutamur in illis”. Complimenti all’autore dell’articolo per averli guardati con occhio direi attento e preciso e in primis ai Radiodervish per la loro sensibilità e per il lavoro di tutti questi anni . Giorgio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *