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Dente – Almanacco del giorno prima

“Quant’è bella giovinezza / che si fugge tuttavia”. Ma se un tempo i giovani musicisti morivano a ventisette anni, con una carriera già importantissima alle spalle, oggidì è difficile persino vederne uno che incida il suo disco d’esordio prima di quell’età. Colpa (?) di un sistema musicale che ha alzato sempre più l’asticella di partenza; capita così che il trentottenne Giuseppe Peveri da Fidenza, in arte Dente, trentottenne al suo quarto ellepì, sia considerato uno dei “giovani” cantautori che sta contribuendo alla riesplosione di questa categoria.

denteIl suo nuovo lavoro è un campionario di suoni vintage, registrati in una vecchia scuola, e il titolo richiama questa inclinazione verso il passato; ma l’almanacco è un prontuario da utilizzare nell’anno che verrà, e l’incisione di queste tracce è avvenuta in digitale. Passato e futuro coesistono, in un album che funge da ponte tra la prima fase della carriera di Dente e quella che inizia ora: si tratta infatti del primo pubblicato per una major, a sancire l’avvenuta riconciliazione dei cantautori con il mondo discografico. O meglio, della riappropriazione da parte di quest’ultimo di un “prodotto” che negli ultimi anni ha visto il proprio pubblico crescere esponenzialmente. Un avvenimento che è vissuto in maniera traumatica più dai fan che non dagli artisti stessi: lo stesso Dente ha sostenuto che la parola “indie” sia “orribile”, e che “il muro di Berlino è caduto anche nella musica”; ha infatti scritto canzoni per artisti spiccatamente pop come Arisa, Marco Mengoni, Chiara Galiazzo.

E il pop italiano degli anni ’60 è quello che subito salta alle orecchie dell’ascoltatore, a partire dalla raffinata marimba di Invece tu e dagli arrangiamenti di ottoni in Chiuso dall’interno e Gita fuori luogo. I sentimenti restano il terreno privilegiato dei testi di un musicista che ha intitolato i suoi dischi precedenti ai rapporti di coppia – Non c’è due senza te, L’amore non è bello, Io tra di noi: “A volte i tuoi problemi / I tuoi più sentiti sentimenti / Fanno a pugni con i miei” (Meglio degli dei). Ma il tempo passa per tutti, e si fa sentire anche sulle spalle dell’artista fidentino: “Adesso che ho l’età / Che aveva mio papà / Esattamente quando sono nato / Mi chiedo come fa / Come ci si sentirà / A vivere negli occhi di un neonato” (Al Manakh). Giovane? Fino a un certo punto. La cosiddetta maturità, prima o poi, arriva per tutti, nel momento in cui ci si guarda indietro per tirare le prime somme.

About Carlo Senna

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Curriculum Laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” conseguita presso Università “La Sapienza” di Roma, a. a. 2012-13, con 110/110 e lode. Giornalista di cronaca bianca, politica, musicale e sportiva, e vignettista presso “ZEUS – Luca Leonardi editore”, dal 2008 al 2010. In corso: Master in Giornalismo e Critica musicale con Ezio Guaitamacchi, presso CPM Milano. Selezionato, in qualità di cantautore, tra i semifinalisti di Musicultura 2014. Conoscenza della lingua inglese – livello professionale. Breve presentazione personale: Ho un background prettamente letterario, musicale e artistico. Sono autore di poesie, racconti e canzoni, che interpreto in prima persona sul palcoscenico. Nell’era del download digitale ascolto – con attenzione – e colleziono dischi. A livello critico, scrivo principalmente di musica e di letteratura.

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