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Da Mameli a Vasco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani.

Da Mameli a Vasco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani. A cura di Maurizio Becker.

La notizia, non nuova, è che purtroppo Coniglio Editore chiude.

Purtroppo perché in questo momento della nostra storia dobbiamo continuamente registrare la resa di tanti che hanno contribuito in maniera lodevole alla vita culturale di questo paese e di certo è questo il caso.

 

Purtroppo perché nello specifico in questi anni Coniglio ci ha abituato ad una produzione editoriale nel settore musicale di livello e qualità, senza risparmio nell’offrire bellezza del contenuto e della forma.

 

Purtroppo perché sappiamo anche che, nella giungla un po’ arraffazzonata di una certa editoria italiana, il lavoro di questo editore è stato serio e professionale.

 

Purtroppo perché resta la sensazione che in molti credano veramente a quella panzana da bar di infima categoria, quella panzana secondo la quale la cultura non si mangia. Al di là della volgarità insita in questa affermazione, basterebbe un minimo di lungimiranza economica anche solo nel medio periodo – senza necessità di alcuna visione illuminata del mondo e del concetto stesso di produzione – per capire che l’Italia, dove l’eccellenza risiede principalmente nella trasformazione delle materie prima (una eccellenza però in guerra adesso – e con esito incerto – con le concorrenze asiatiche più a buon mercato), si potrà forse veramente salvare proprio grazie alla cultura e all’arte (che giacciono nei nostri magazzini, anche mentali).

 

Qui non stiamo provando a fare i professori di economia, naturalmente: non ne abbiamo gli strumenti. Ma attenzione: non è affatto un discorso peregrino. Non fosse altro perché un popolo che pur mangiando, non pensa e non gode della stessa bellezza che gli gira intorno, in preda ad una forma nevrotica di cecità, semplicemente non è un popolo.

 

Ma se i ragionamenti sono così di basso livello dobbiamo dedurre che sono servite a poco tutte le celebrazioni dell’Unità d’Italia con cui ci hanno riempito la testa, nell’ignoranza pressoché collettiva. Invece per carità: meno male che ci sono state; almeno si sono aperti dibattiti e discussioni e pazienza se qualcuno ha fatto storia a modo proprio, senza averne le competenze adeguate. Alla fine, comunque, molti si sono spinti a cercare delle risposte. Fosse solo su Wikipedia (e perché no?).

 

Preferiamo comunque il modo scelto da Coniglio – visto che di questo parliamo – il quale ha deciso di festeggiare questi 150 anni d’Italia, occupandosi di musica come sa fare, radunando un gruppo di firme eccellenti del giornalismo e del settore, e realizzando un piccolo e agevole volume con le 150 canzoni tra le più rappresentative d’Italia. Più una: il canto degli Italiani, l’inno di Mameli (la storia del quale tuttora resta abbastanza ignota, visto che tutti ne hanno una immagine istituzionale, militare e reazionaria, mentre in realtà si tratta di un canto di popolo e per il popolo, rivoluzionario negli intenti dell’autore, che lo scrisse giovane e pieno di speranze e che morì per difendere una idea. Poco più che ventenne).

 

Lo abbiamo letto con gusto e piacere questo libro, non solo perché in molti casi abbiamo scoperto storie e aneddoti che per noi appassionati sono spesso il sale della pietanza, ma anche perché effettivamente questa passeggiata cronologica (così infatti le schede sono poste) lungo la storia d’Italia, così leggera come la musica di cui racconta, è sicuramente più piacevole di molti trattati, magari raffazzonati e mal compilati, sulle vicende risorgimentali che abbiamo miseramente visto proliferare nell’anno passato.

 

Il libro si chiama “Da Mameli a Vasco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani”, a cura di Maurizio Becker e vede la collaborazione, tra gli altri (e ci scusino questi altri: stiamo andando a memoria), di Giorgio Conte, Enrico de Angelis, Giorgio Calabrese, Fausto Cigliano, Anna Graziani, Franco Settimo, Timisoara Pinto, Michele Neri, Luciano Ceri, Gustavo Verde, Melisanda Massei Autunnali e lo storico Emilio Gentile.

 

Alcune schede ci hanno colpito perché raccontano le vicende in prima persona, di altre abbiamo apprezzato al contempo la serietà storica e l’ottima scrittura giornalistica, vorremmo dire addirittura il divertimento che si percepisce esserci stato nella compilazione stessa della scheda. Altre, siamo sinceri, ci sono piaciute meno. E forse qualche meraviglia l’abbiamo avuta nel vedere alcuni titoli e non altri.

Ma ci sembra in questo contesto non particolarmente rilevante.

 

Qui rileva molto di più l’atmosfera del volume, l’amore per la musica leggera, il desiderio di essere protagonisti di queste storie dietro cui nascono le canzoni, i ricordi personali che si intrecciano a quelli di chi racconta e infine lo sforzo di Coniglio in questo suo contributo editoriale che veramente ci auguriamo non sia l’ultimo. Per non parlare del fatto che comunque, per gli addetti ai lavori, questi contributi sono utili e vorremmo dire, quasi benedetti. Speriamo di continuare a vederli e di poterne usufruire. Pane e cultura. Non sembra male. Potremmo provare.

Elisabetta Malantrucco

 

Acquista il libro:
http://www.ibs.it/code/9788860633064/mameli-vasco-150.html

 

 

 

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