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Beppe Donadio al Teatro Dimitri, cronaca di Fabio Antonelli

Artista Beppe Donadio

Luogo Teatro Dimitri – Verscio (CH)

Data 08.09.2011

 

Lo so, son sempre molto pigro quando devo mettermi in auto a macinare chilometri per raggiungere un concerto e spesso, devo ammetterlo, finisco per rinunciarvi, anche quando dal luogo dell’evento mi divide una distanza di poco più di quaranta chilometri, come quella che c’è ad esempio tra la mia Como e Milano.

Figuratevi quindi giovedì sera quando alla fine mi sono convinto ad affrontare comunque il viaggio verso Verscio, il luogo in cui si è tenuto il concerto di presentazione di Figurine il nuovo splendido album del cantautore bresciano Beppe Donadio, quasi novanta chilometri di strada in territorio elvetico, verso una meta a me del tutto sconosciuta.

Quando sono arrivato, mi sono trovato in un tipico paesino di montagna del ticinese, tutto perfettamente curato e non mi capacitavo del fatto che un luogo così in miniatura potesse ospitare un teatro invece, parcheggiata l’auto e infilatomi in un viottolo pedonale, mi sono trovato davanti al Teatro Dimitri, una realtà culturale che non è solo teatro ma è anche una scuola di teatro, un museo, un luogo davvero unico.

 

Teatro Dimitri - Verscio - CH-6653

Qualcosa, quando ho deciso di mettermi in strada, mi diceva che avrei assistito a un evento spettacolare e così è stato; complice forse la magica atmosfera, penso che il concerto di Beppe Donadio me lo ricorderò a lungo per i suoi tanti momenti divertenti, quelli più commoventi e toccanti, in un caleidoscopio di sensazioni difficili da spiegare a parole e che, citando Battisti, “chiamale se vuoi, emozioni”.

Introdotto dalla voce di Nando Martellini durante la telecronaca dei momenti conclusivi della finale Italia – Germania del 1982, alle 20.45 (con precisione svizzera) ha fatto il suo ingresso sul palco Beppe Donadio e la sua band, cominciando proprio con Figurine il brano che dà il titolo al suo ultimo lavoro, un tuffo a capofitto nel “libro dei ricordi” a cercare “tutte le piccole cose che ci hanno fatto cambiare, crescere e andare”.

Sono seguiti due brani del precedente lavoro Houdini, prima Tempo al tempo e poi il brano che ha dato il titolo all’album, ispirato all’illusionista reso famoso dai suoi numeri spettacolari ma, soprattutto, dal celebre film con Tony Curtis. Proprio come nel film il protagonista della canzone muore eseguendo il numero dell’immersione incatenato, non tanto però per un incidente, ma per scelta, perché stanco di una vita fatta di amare illusioni. E’ uno dei primi passaggi emozionanti della serata.

Ne segue subito un altro, perché si torna al nuovo album con Soldato F., dedicato a uno dei trentadue soldati tornati dalla missione di “pace” nei Balcani e morto poi a causa dell’uranio impoverito.

Occorre una tregua alle emozioni forti, niente di meglio allora che un buon blues con Via Milano Blues, nata dalla considerazione racconta Beppe, che ogni città ha una sua via Milano, tranne forse proprio Milano.

Poi Beppe racconta della sua invidia nei confronti di Samuele Bersani, giacché il cantautore romagnolo ebbe la possibilità di condividere un suo bel brano, “Binario 3”, con Fabio Concato. Beppe aveva anch’egli un brano scritto un po’ di anni fa’ sulla grandiosa nevicata del 1985 che avrebbe tanto voluto cantare con Fabio, un giorno s’è fatto coraggio e gli ha telefonato pensando di sentirsi dire “Ne devi così fare di strada”, così non è stato e Il primo uomo sulla neve è diventata realtà incastonandosi in “Figurine”. Anche senza la presenza di Fabio Concato, in questo concerto Beppe ne ha fornita una stupefacente esecuzione.

Non c’è tempo però, per ricomporre i cuori, che Beppe mostra il suo versante più ironico, raccontando della sua avversione verso manifestazioni come Miss Italia e un certo modo di fare televisione, il suo gioire dinanzi all’eliminazione di una concorrente, è Caro diario (sul primo canale).

Senza dare tregua presenta un altro brano divertente Chips introdotto, proprio come nel disco dal contributo spassosissimo di Michele Foresta (il Mago Forest) qui presente solo virtualmente, il brano narra di un amore telematico interrottosi per colpa di un “difettoso hard disk”.

Beppe Donadio durante il concerto

E’ il preludio, semiserio, a un trittico d’amore, il primo quello un po’ narcisistico e rivolto più a se stesso di Naso di plastica, poi quello filiale verso i propri genitori di La stanza dei bottoni forse la canzone più bella del suo ultimo lavoro e infine, quello verso la persona amata di Piano piano, sicuramente quello più difficile da costruire e soprattutto mantenere.

Penso davvero che Beppe abbia un rapporto di amore e odio nei confronti della televisione, mezzo di comunicazione che ritorna spesso nelle sue canzoni, così come nella successiva Santi e navigatori, dove prevale forse soprattutto il lato negativo.

Proprio per stemperare il tutto è perfetto l’incastro di L’uomo dello spazio, brano energico quanto divertente.

La band abbandona il palco e il solo Beppe al pianoforte a coda esegue Le ultime parole famose, nata da alcune considerazioni con l’amico di sempre Sergio Mancinelli. Grande atmosfera.

Il rientro in pista di tutto l’organico è segnato dal brano Fab four blues, una vera e propria dichiarazione d’amore per l’opera omnia dei Beatles, si tratta di un blues nostalgico e realista in cui Beppe si chiede “che cosa si può fare di più?” dopo ciò che hanno fatto i Beatles e funge da valvola di sfogo per i bravissimi musicisti che hanno accompagnato Beppe: l’energico quanto inarrestabile Pietro Pizzi alla batteria, il metronomo pulsante Antonio Petruzzelli al basso, le chitarre sinuose di Simone Boffa, i colori pastello di Giancarlo Zucchi alle tastiere e infine, a disegnar preziosi ricami, il violino di Stefano Zeni. Non è tutto però perché giovedì sera sul palco c’era anche una vocalist di lusso, Veronica Sbergia.

Lo spettacolo volge al termine ma c’è ancora tempo per alcune chicche, come la coinvolgente e intensa Maestrale, che vede protagonista l’amore di due giovani con una barriera di mezzo, il muro di Berlino.

Dopo questa bella prova di gruppo, ancora un momento di pura intimità, esce tutta la band e Beppe comincia a raccontare che sempre, in una raccolta di figurine, si finisce per avere delle doppie che non trovano posto nell’album, così è stato anche per alcuni suoi ricordi che sono confluiti in Girotondo (figurine doppie), brano ancora una volta eseguito con grande tenerezza al solo pianoforte.

Il finale è però in crescendo perché il concerto si chiude con Festa il brano che apre il nuovo album, un tripudio di energia e ironia, un brano che sembra un inno alla gioia, un po’ lo specchio della nostra Italia, ma in cui appunto alla fine c’è ben poco da festeggiare “Festa, che splendida festa  / Festa, ti faccio la festa / Festa, chi paga la festa”.

Beppe Donadio durante il concerto

E’ stato proprio un concerto emozionante, tanto che alla fine il pubblico si è riversato nella bella corte che precede il teatro, alla ricerca del disco e trovando un’altra sorpresa, il primo libro di Beppe Donadio intitolato ancora una volta Figurine, uno sguardo pieno di delicatezza e ironia rivolto alla sua infanzia. Io me lo sono già divorato e devo dire che la sua infanzia è un po’ anche la mia infanzia, ci divide solo un anno.

In una pagina del libro Beppe scrive del suo idolo Roberto Bettega “planavo sul letto con il suo stesso tuffo, quello di Italia – Finlandia, quando Bobby Gol aveva preso il volo per incontrare la palla a mezz’aria, come in uno slow motion di Matrix, ripetuto per ben tre volte, ma mai bello quanto la prima … Il calcio di oggi non è diverso da quello di ieri. Il problema è che siamo cresciuti. Purtroppo – o per fortuna – pensiamo. Il problema è anche sappiamo un sacco di cose che prima non sapevamo, e non sempre sapere è conveniente, soprattutto quando si parla di sogni”.

Beh, mi ha fatto ricordare un Como- Juventus del 15.02.81, un match che metteva il mio cuore in pieno conflitto d’interessi perché in campo si contendevano la vittoria la squadra della mia città e la mia squadra del cuore. Ricordo ancora, come fosse stato ieri, che fu proprio Bobby gol ad aprire le marcature con una fantastica girata di testa su calcio d’angolo ed erano mesi che non riusciva a segnare. Si sbloccò proprio contro il mio Como, dentro me c’era una lotta partigiana tra le due fedi calcistiche, gioia e dolore allo stesso tempo ma … erano altri tempi, non c’era stata ancora calcio poli, ma soprattutto ora sono diventato grande e tutto non ha più il sapore di un tempo.

Ma questa è un’altra storia …

 

Musicisti

Beppe Donadio: voce, pianoforte

Pietro Pizzi: batteria

Antonio Petruzzelli: basso

Giancarlo Zucchi: tastiere

Simone Boffa: chitarre

Stefano Zeni: violino

 

Special guest

Veronica Sbergia: voce

 

About Fabio Antonelli

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Bio: Scrivo occasionalmente recensioni ed articoli per il portale di musica La Brigata Lolli e "L'isola che non c'era". Dal 2007 fino ad oggi collaboro con: Estatica - Enciclopedia della Musica Italiana. (progetto di Fabrizio Pucci) MB sito dedicato al Rock ed alla musica d'autore (progetto di Maurizio Bianchimano) Collettivo Parini (Un promontorio della cultura, una cultura del promontorio) "Gocce di noi"Rivista bimestrale di poesia e non solo, liberamente scaricabile dal sito Gocce di Poesia. Il Tonnuto (Giornalino musicale online dagli amici di Cabiate) Ho collaborato con il Pub Chic & Freak di Menaggio (CO) curandone la programmazione musicale. Da circa un anno curo la crescita artististica del cantautore comasco LELECOMPLICI. Dal 2010 entra a far parte della giuria che assegna le Targhe Tenco e.mail: fabioantonelli1967@libero.it Fabio su Facebook:

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