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Adolfo De Cecco a Musicultura: «Giocavo a calcio poi mi hanno stregato i cantautori»

[pullquote_left]Uno dei membri dell’impero della pasta vuole sfondare nella musica. L’ultima prestigiosa collaborazione con Vince Tempera[/pullquote_left]

Un nuovo singolo, la collaborazione con il Maestro Vince Tempera, il videoclip su YouTube, all’orizzonte anche una importante casa discografica e la partecipazione a Musicultura. Testo e musica diAdolfo De Cecco Cantautore, poeta ma soprattutto esploratore della musica.
«L’amore paziente», il brano inciso in collaborazione con Guido Guglielminetti, Elio Rivagli e i musicisti della band di Francesco De Gregori (Alessandro Arianti, Paolo Giovenchi, Alessandro Valle), è interamente composto dal cantautore abruzzese e, per la parte testuale, scritto insieme a Giorgio D’Orazio.
L’esordio sulle piattaforme musicali online avviene con il nuovo percorso artistico che De Cecco ha intrapreso con Vince Tempera, storico produttore di Guccini.

La soglia dei 30 anni non l’ha ancora superata. E allora perchè questo interesse per i cantautori?
«Ho sempre pensato che bisogna dire qualcosa oltre che emozionare esclusivamente con la musica, così non potevo che interessarmi al mondo cantautorale degli anni ’60 e ’70 che ha rappresentato tutto ciò con impareggiabile brillantezza».

E allora quali sono stati i cantautori che l’hanno influenzata e da cui trae ispirazione?
«Anzitutto Bob Dylan, ma anche Francesco De Gregori, Neil Young, Fabrizio De Andrè; guardando alla generazione più giovane, invece, devo dire di apprezzare Jack Johnson».

Ha incominciato a suonare la chitarra a 13 anni, qual è il primo brano che ha imparato?
«Knockin’ on Heaven’s Door, un brano che continuo tuttora a suonare quando decido di includere nei concerti anche delle cover, perchè credo sia una pietra miliare della musica folk e ormai qualcosa di “epico” nel mio immaginario».

Ha scritto anche libri di poesie
«Ne ho scritti due tra i 18 e i 20 anni, “Giocando a scacchi” ed “Eolocrasia vomitevole”, entrambi a due mani con Giorgio D’Orazio, mio amico di sempre. A volte mi capita di non riuscire ad esprimere certe immagini con una canzone, devo dire che questo succede molto raramente perchè attraverso la musica riesco ad esprimere quasi interamente me stesso, ma la poesia e la prosa, quest’ultima potrei abbracciarla in futuro, riescono ad esprimere altri momenti di vita».

Adolfo Dececco e Guido Guglielminetti con la band
Adolfo Dececco e Guido Guglielminetti con la band

Come è nata la collaborazione con il Maestro Vince Tempera?
«Ci siamo conosciuti questa primavera attraverso un amico comune che ci ha presentati a Roma; ho notato subito che per me poteva essere la strada giusta data l’esperienza di Vince, la sua professionalità e soprattutto l’interesse che ha dimostrato per le mie canzoni».

E con Guglielminetti e gli altri?
«Conoscevo Lucio Dalla da qualche anno, in occasione del tour Work in progress del 2011, del quale mi ha invitato a seguire le prove e diverse tappe, ho avuto modo di conoscere De Gregori, ed è stato un piacere immenso piacere ascoltare dietro le quinte le loro canzoni in molte città. Francesco, così, mi ha consigliato, se avessi voluto iniziare a fare le cose sul serio con la musica, di collaborare con Guglielminetti, il suo storico bassista e produttore. Ho fatto ascoltare allora dei miei provini a Guido e sono nate dieci canzoni incise con la maggior parte dei musicisti della band di De Gregori».
Sta preparando qualche lavoro musicale?
«I brani che ho inciso con la produzione di Guido Guglielminetti per alcuni e Vince Tempera per altri, stanno cercando la propria strada discografica. Un singolo, “L’amore paziente” sarà presto disponibile su tutti gli store e piattaforme digitali sia in traccia che in videoclip. Per quanto riguarda i brani che ho appena finito di incidere con Vince e alcuni dei musicisti che suonavano con Francesco Guccini, ho trovato un mondo sonoro che credo mi rappresenti al meglio e che spero riuscirò a concretizzare a breve nel migliore panorama discografico».
Mi scusi, ma a un giovane come lei, membro di una famiglia così facoltosa e laboriosa, come è venuto in mente la carriera di musicista? Non era più facile continuare l’attività familiare…
«Bella domanda questa! Devo essere sincero, fino ai 18 anni circa, fino alle prime canzoni che prendevano forma non di fare il cantautore, ma non credevo neanche di lavorare nell’azienda di famiglia. Giocavo a calcio con il Pescara ed ero convinto di fare il calciatore, poi ho scelto di studiare Filosofia all’università e i miei hanno capito che qualcosa stava cambiando; la musica è diventata anno dopo anno la cosa più importante per me, fino ad essere il punto verso cui si concentrava quasi la totalità delle mie energie, anche se mi occupo anche dell’azienda di famiglia con estremo orgoglio e passione nei confronti di una storia famigliare che si tramanda ormai da più di 125 anni. Forse sarebbe stato più facile occuparsi solo dell’azienda, avere due attività non è semplice, ma la musica non si sceglie, è lei che sceglie te!».

About Alessandro Calzetta

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Bio: Alessandro Calzetta (Roma, 1971), creatore e direttore del magazine www.bravonline.it è un appassionato di canzone d'autore, grafico pubblicitario (www.grafichemeccaniche.it) e webdesigner di professione (www.alessandrocalzetta.it). E' un componente del gruppo d'ascolto del The Place di Roma. Fa parte della giuria che assegna, ogni anno, le Targhe Tenco. e.mail: info@alessandrocalzetta.it Alessandro su Facebook:

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